Roma, Pastore su Delio Rossi: “A Palermo mi ha insegnato tutto. Mi disse, tu non giochi finché…”

Javier Pastore ripensa ai trascorsi tra le fila del Palermo alla corte di Delio Rossi: “Gli anni ai rosanero mi hanno fatto crescere moltissimo”

Javier Pastore ricorda gli anni d’oro vissuti con la maglia del Palermo.

Il trequartista argentino ha militato tra le fila dei rosanero dal 2009 e 2011, collezionando presenze in Europa League, sfiorando la qualificazione alla Champions League e agguantando la storica finale di Coppa Italia. Un’avventura, la prima per lui in Europa, che ha lasciato un segno decisivo e profondo nella sua carriera.

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In un’intervista rilasciata ai microfoni del sito ufficiale della Roma, il classe ’89 ha parlato dei momenti vissuti nel capoluogo siciliano: “Gli anni al Palermo mi hanno fatto crescere moltissimo. Oltre al rapporto con Sabatini, Delio Rossi mi ha insegnato dei movimenti in un mese che nessuno mi aveva mai detto in tutta la mia carriera. Facevamo un lavoro individuale, io e lui da soli al termine dell’allenamento. Pensavo che non mi servisse a niente, ma mi disse “per un po’ non giochi titolare e vai in panchina, quando finisci un mese di tattica con me ti rimetto in campo”. Fu di parola: dopo trenta giorni mi schierò titolare, ero un altro giocatore”.

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Nel 2011, poi, il trasferimento al Paris Saint Germain a fronte di ben 43 milioni di euro: “Il secondo anno ho fatto molto bene a Palermo e avevo già capito che per la società la mia cessione avrebbe rappresentato una grande opportunità, con i ricavi potevano mettere su una nuova squadra. Per me rappresentava un passo importante per crescere e migliorare. Negli ultimi due mesi della mia seconda stagione al Palermo si parlava già di una mia uscita. C’era il mio agente a lavorare su questo aspetto, ma gli ho detto che non ne volevo sapere niente, volevo concentrarmi sul campionato. In Francia è stata una grande esperienza. Sono stati sette anni densi di avvenimenti. Sono arrivato in una squadra completamente diversa rispetto a quella che avevo lasciato. Ho visto il club crescere assieme a me, hanno cambiato allenatori, hanno fatto passi da gigante con i media, hanno rinnovato il centro sportivo e lo stadio, hanno migliorato tutto. Sono molto felice di essere stato con loro attraverso tutti questi cambiamenti. Mi hanno reso felice. Quando sono arrivato, il PSG non era quello che conosciamo oggi e io sono orgoglioso di aver dato il mio apporto. Non cambierei nulla di questi anni. Abbiamo vinto tanti titoli e ho lasciato un bel ricordo ai tifosi e alla gente in Francia: questa è la cosa più importante”.

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