Roberto Baggio, leggenda senza tempo: palmarès, record e carriera del ‘Divin Codino’

Roberto Baggio, leggenda senza tempo: palmarès, record e carriera del ‘Divin Codino’

In occasione del compleanno del ‘Divin Codino’, avvenuto ieri, Mediagol.it ripercorre la carriera di uno dei calciatori italiani più apprezzati al mondo

Due Scudetti, una Coppa Italia e una Coppa UEFA, oltre ad un FIFA World Player, un Pallone d’Oro e la classifica capocannonieri della Coppa delle Coppe, questo è il palmarès di Roberto Baggio.

Difficile trovare il momento più importante della carriera del ‘Divin Codino’, ma per molti il culmine potrebbe essere racchiuso in un frammento di circa 30 secondi: 17 luglio 1994, Stati Uniti, finale mondiale BrasileItalia, alla lotteria dei rigori calcia alto sopra la traversa. Ma Baggio, per l’Italia e per il resto del mondo, è ben altro: è talento puro.

La sua carriera da calciatore inizia nelle giovanili del Vicenza, squadra con la quale debutta nel calcio professionistico nel 1982 all’età di 15 anni. Dopo tre stagioni in biancorosso e 16 marcature, il suo estro calcistico viene notato dalla Fiorentina che decide di acquistarlo. Incanta per cinque stagioni il pubblico della Fiesole con i suoi numeri, le sue giocate e i 55 goal realizzati con la maglia viola.

Poi il grande momento: il passaggio alla Juventus nel 1990. Con la maglia bianconera sono state 116 le reti in 200 presenze tra coppe e campionato. Contestualmente arrivano anche i primi titoli a livello di club: uno scudetto, una Coppa Italia e una Coppa Uefa. A livello personale raggiunge l’apice della carriera con il Pallone d’Oro nel 1993, massima onorificenza di cui un calciatore possa essere insignito. Personaggio eclettico, amante delle sfide, il ‘Divin Codino’ passa alla corte del Milan, nel 1995, vincendo l’anno successivo ancora una volta il titolo della massima serie italiana, il tricolore.

Dopo la la breve parentesi di Bologna vola a Milano diventando dal 1998 al 2000 protagonista del reparto offensivo del club dell’allora presidente Massimo Moratti. Poi, il trasferimento a Brescia, città che lo vedrà per l’ultima volta vestire la maglia di un club. Nel 2004, infatti, all’età di 37 anni decide di appendere le scarpette al chiodo e l‘Italia vede tramontare, così, uno dei massimi interpreti del calcio riconosciuti a livello internazionale con uno score complessivo di 278 reti e l’unico rammarico di non aver raggiunto il titolo di campione del mondo. Un uomo che ha saputo riunire il tifo senza distinzioni di colori e maglie.

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