Rinaudo: “Vedere il Palermo in Serie D fa male, vincere sarà difficilissimo. Mirri crede in questa città”

Rinaudo: “Vedere il Palermo in Serie D fa male, vincere sarà difficilissimo. Mirri crede in questa città”

L’intervista all’ex difensore rosanero ed oggi dirigente sportivo, Leandro Rinaudo: “Penso che il Palermo sia in mani sicure per tornare in alto, Mirri con Di Piazza e Sagramola sapranno fare bene”

Leandro Rinaudo già sognava e sperava di giocare nel Palermo quando la squadra si trovava ancora in Serie C ed il presidente era Giovanni Ferrara.

In seguito è stato il primo giocatore palermitano ad indossare la maglia del club rosanero in Europa, sotto la gestione di Maurizio Zamparini, ed oggi sta assistendo alla ripartenza della società siciliana dalla Serie D nelle mani di una nuova proprietà palermitana. Intervistato da La Repubblica – Palermo, l’ex difensore rosa ed oggi dirigente sportivo (reduce dall’ultima esperienza alla Cremonese) ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in merito all’avvenire (e non solo) del club di Viale del Fante con Hera Hora.

Rinaudo, che effetto le fa?
Vederlo in D fa male. Lo dico da palermitano cresciuto nella squadra della sua città e che si è tolto la soddisfazione di coronare il proprio sogno. Quando ero piccolino il Palermo di Ferrara era in C e io sognavo di giocare in quella squadra. Poi i sogni crescevano e li ho coronati: esordire in prima squadra e in Uefa. Il Palermo aveva bisogno di un cambiamento“.

A proposito di palermitani, quanto conta che sia tornato in mani palermitane?
Conta tanto perché Mirri è un palermitano che crede molto in questa città e in questi colori. E lo ha dimostrato in un momento difficile con il pagamento degli stipendi. Penso che il Palermo sia in mani sicure per tornare in alto. Anche se non sarà così semplice come si pensa: serve tempo e pazienza, ma Mirri con Di Piazza e Sagramola sapranno fare bene“.

I tifosi sottolineano il fatto che Mirri sarà un presidente con la sciarpa, un tifoso insomma.
E penso che soffrirà più del solito. Se soffriva prima da tifoso figurarsi ora da presidente e tifoso. Mi sembra una persona intelligente, pacata che non fa voli pindarici e credo che sia giusto così nel rispetto di città e tifosi. In un video ho visto che si sottolinea l’aspetto legato alle radici e il Palermo ha bisogno di persone che tengono a questa squadra e che proprio per questo possono dare qualcosa in più“.

Vincere non sarà semplice, diceva. Cosa serve per farlo in D?
Sarà difficilissimo. Sono i giocatori quelli che ti fanno vincere. E anche in D serve gente di qualità così come accade in ogni categoria. Certo non si può pensare di avere gente come Moreo o Nestorovski che potevano fare la differenza in B o in alcune squadre di A, ma giocatori che conoscano la categoria e abbiano qualità quello sì. Serve poi una squadra e una società organizzata, seria e compatta dai magazzinieri fino ai giocatori. Soprattutto per un Palermo che è costretto a vincere“.

Pensa che i tifosi dovranno avere aspettative diverse fra Serie B e Serie D?
Hanno dimostrato di non tenere alla categoria, ma al Palermo e ai colori rosanero. Sapranno trasmettere l’entusiasmo che serve“.

(Mirri: “Non lascerò mai la gradinata. Io resto un tifoso, poi un presidente”)

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