Pomini: “Illusi che le garanzie sarebbero arrivate, ero pronto a restare a Palermo. Foschi e Mirri…”

Pomini: “Illusi che le garanzie sarebbero arrivate, ero pronto a restare a Palermo. Foschi e Mirri…”

“Che il Palermo non venisse iscritto alla B non se l’aspettava nessuno, anche se questa proprietà, quando è arrivata, non aveva dato tutta questa sicurezza”

Uno dei leader.

Alberto Pomini nelle ultime stagioni ha dimostrato di essere un grande professionista, oltre che un grande calciatore. Fin dal suo arrivo in città si è immediatamente messo a disposizione della squadra, del gruppo e della città. Lo scorso 30 giungo il contratto che legava l’estremo difensore al Palermo è però scaduto. L’ex portiere del Sassuolo era anche sul punto di rinnovare, ma adesso con l’intera squadra ha intenzione di far valere le proprie ragioni contro Arkus Network.

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Pomini si è raccontato svelando anche alcuni retroscena sulla proprietà del club rosanero: “Che il Palermo non venisse iscritto alla B non se l’aspettava nessuno, anche se questa proprietà, quando è arrivata, non aveva dato tutta questa sicurezza. Dopo un’annata in cui si erano avvicendate tre situazioni societarie e nella quale eravamo riusciti coi risultati a ricompattare tutto, ci eravamo illusi che le garanzie sarebbero arrivate“.

L’estremo difensore trattava per il rinnovo e sarebbe stato disposto anche a ridursi l’ingaggio: “Restare a Palermo, grandissima, in serie B, non avendo grandi progetti di carriera a 38 anni, sarebbe stata la scelta ottimale, nonostante le perplessità su questa nuova proprietà – ha rivelato Pomini -. Mi ero decurtato l’ingaggio quasi del 40% pur di restare. Chi mi ha deluso di più tra Tuttolomondo e Lucchesi? Entrambi, alla fine sono state spese solo parole. È un discorso, che ci portiamo dietro da dicembre, quando Zamparini aveva ceduto agli inglesi. L’unico che ha provato a tenere su la baracca è stato Foschi. Ci siamo ritrovati con gente che parlava e spariva. Abbiamo rischiato con le scadenze degli stipendi di febbraio e marzo. Una tranche è stata pagata grazie a Mirri e lo ringraziamo, l’altra è riuscita a garantirla Foschi, altrimenti sarebbe finito prima“.

Nel corso dell’annata sono stati diversi i potenziali acquirenti del Palermo: “Se ci informavano delle trattative per la cessione? Mai, hanno cercato di tenerci fuori da questi discorsi. Essendo il rappresentante per l’Aic, avevo di più il polso sulle perplessità che arrivavano da Figc e Lega, ma avendo la A in ballo dovevamo concentrarci sull’obiettivo che avrebbe permesso di risollevare la società“.

 

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