Pergolizzi: “Specialista nelle promozioni in Serie A, a Napoli ero il pupillo di Maradona. L’Ascoli mi pagò tre miliardi…”

Pergolizzi: “Specialista nelle promozioni in Serie A, a Napoli ero il pupillo di Maradona. L’Ascoli mi pagò tre miliardi…”

Il tecnico rosanero ha ripercorso la sua carriera da calciatore: dall’esordio in A con il Napoli fino all’ultima esperienza con la maglia dell’Olbia

Rosario Pergolizzi ripercorre le tappe della propria carriera.

Un lungo e tortuoso percorso da calciatore prima e da allenatore poi ricco di soddisfazioni e non privo di qualche delusione cocente.

Il tecnico del Palermo al momento comanda la classifica del girone I della Serie D con 41 punti conquistati dopo 17 giornate, a inseguire i rosanero c’è il Savoia in grandissima ascesa che di punti ne ha ottenuti fin qui 38. . Di seguito le dichiarazioni di mister Pergolizzi che, attraverso le colonne dell’edizione odierna de ‘Il Corriere dello Sport‘, ha fatto un vero e proprio viaggio virtuale nel tempo.

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“Nel corso della mia carriera da calciatore ho conquistato tre promozioni in A con Ascoli e Bologna (dalla C alla A) e Brescia; e una in D con l’Olbia. Momenti di straordinaria bellezza. Dopo Napoli vado a Reggio Calabria e perdo lo spareggio per andare in A, l’anno di Scala. Poi la Reggina mi cede all’Ascoli per 3 miliardi di lire e vinco con Sonetti. A Bologna, doppia promozione con Ulivieri, ma la A non me la godo. Torno in B al Brescia e nuova promozione con Reja. Ma, a quanto pare, non basta: mi cedono ancora in B al Padova, dove trovo Max Allegri che a gennaio però va via, e retrocedo in C. Il canto del cigno, stavolta con poche presenze, ad Olbia, comunque con la promozione in C. Esordio a Napoli contro la Samp? Ero il più piccolo, il pupillo di Maradona, che, quella volta, non giocò. Un giorno speciale, con la maglia dello scudetto e della Coppa Italia. Ricordo, come se fosse oggi, l’ingresso in campo a pochi minuti dalla fine e, tra gli avversari Mancini e Vialli che rovinò la mia felicità segnando il gol decisivo, cinque minuti dopo”.

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