Pelagotti: “Io affascinato dai misteri e dalla Formula 1. Idoli? Buffon è un modello inesauribile”

Pelagotti: “Io affascinato dai misteri e dalla Formula 1. Idoli? Buffon è un modello inesauribile”

“Qualcuno mi ha detto che ho qualche atteggiamento che richiama Buffon. Lo conosco, ho avuto la fortuna di incontrarlo grazie al calcio. Mi piace ispirarmi a lui per tante cose. Ci siamo scambiati tante maglie”

Sono sempre stato affascinato dai misteri ma il vero sogno resta quello di guidare una macchina di Formula 1“.

Inizia così la lunga intervista rilasciata da Alberto Pelagotti ai microfoni de La Repubblica. L’estremo difensore del Palermo, alla prima esperienza in Serie D, è una delle certezza della squadra rosanero. Con la sua esperienza guida tutta la retroguardia della formazione allenata da Rosario Pergolizzi: “Le mie passioni? Mi piace pensare a come si possono risolvere i casi. Per questo mi attira tutto ciò che parla di investigazioni e gialli. Sono appassionato di storia dei casi italiani, dal delitto di Aldo Moro al mostro di Firenze. La Formula 1, invece, è sempre stato un sogno: l’adrenalina che ti lascia deve essere incredibile. Ho fatto qualche gara con i go-kart, ma non può nemmeno essere paragonabile a guidare quel tipo di macchine“.

Il portiere classe 1989 ha poi proseguito raccontando quali sono i suoi hobby: “Leggo libri gialli o su argomenti specifici come quelli sul mostro di Firenze. Ne ho divorati davvero tanti su quel caso, almeno cinque o sei. L’ultimo caso che mi ha attirato è stato quello di Perugia, l’omicidio di Meredith Kercher. Ho letto anche qualcosa sulla mafia siciliana“.

Giugliano-Palermo, al “Vallefuoco” senza tifosi: i rosanero volano a Mugnano per abbattere il record gialloblu

Pelagotti ha iniziato la sua carriera nelle giovanili dell’Empoli, fino a giocare nella massima serie propio con i toscani: “Quando ho indossato la prima volta i guanti da portiere? Avevo sei anni, lo ricordo perché facevo l’attaccante e l’allenatore mi disse che avrei dovuto continuare la tradizione di mio padre Vinicio. Ho messo un paio di guanti piccolini e piano piano sono cresciuti insieme a me. Mi cambiarono ruolo non perché non fossi bravo in attacco, ma perché notarono che quando mi mettevano in porta sapevo cosa fare“.

Il ruolo dell’estremo difensore è probabilmente il più particolare nel mondo del calcio, per farlo devi avere delle determinate caratteristiche: “Giochi da solo in un uno sport di squadra. È enigmatico: ci sono dieci giocatori più il portiere. Ti puoi costruire o imparare i trucchi del mestiere, ma se non hai qualcosa dentro non lo fai. Buffon era centrocampista fino a dieci anni, poi lo hanno messo in porta. Qualcuno mi ha detto che ho qualche atteggiamento che richiama Buffon. Lo conosco, ho avuto la fortuna di incontrarlo grazie al calcio. Mi piace ispirarmi a lui per tante cose. E ci siamo scambiati tante maglie“.

Pelagotti si ispira a Buffon, l’obiettivo è avere una carriera lunga come la sua: “Lo è anche se cerco di guardare le caratteristiche di tutti i portieri che incontro. Quando ero all’Empoli e ho fatto il secondo in A e oltre a guardare il nostro portiere Skorupski, Balli o Bassi, guardavo il portiere avversario per capire come interpretava il ruolo o come si riscaldava. Alla fine però il modello è l’inesauribile Buffon. È sempre stato il numero uno e nonostante l’età può dire la sua tranquillamente. Mi piacerebbe una carriera lunga come la sua“.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy