Palermo, una querelle di cui nessuno sentiva il bisogno: Mirri-Di Piazza, dallo sfogo social al silenzio

Palermo, una querelle di cui nessuno sentiva il bisogno: Mirri-Di Piazza, dallo sfogo social al silenzio

Il club rosanero, che a breve attende l’ufficialità della promozione in C, deve fare i conti con le tensioni tra i due proprietari

Un anno fa di questi tempi iniziava la fine del vecchio Palermo, un anno dopo – ahimè – si torna a parlare di problemi societari del nuovo Palermo. Quello della rinascita che ha appena conquistato – manca solo la ratifica federale – la C“.

Apre così l’edizione odierna odierna de Il Giornale di Sicilia, analizzando le vicissitudini societarie che sta affrontando il club rosanero nelle ultime settimane. Lo scorso 26 maggio sono arrivate le dimissioni dalla carica di vicepresidente da parte dell’italo-americano, Tony Di Piazza, con l’annuncio di voler metter in vendita anche le proprie quote (40%): “Nessuno ne sentiva il bisogno“, si legge.

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L’imprenditore originario di San Giuseppe Jato si è affidato a Facebook per comunicare e lanciare frecciate al suo socio, dal “non mi hanno permesso di svolgere il mio lavoro” a “Mirri non ha accettato la mia proposta di versare l’intero capitale sociale“. Due mosse che certamente non hanno fatto contenti i tifosi rosanero, in un momento, tra l’altro, in cui occorre iniziare a preparare la prossima stagione, che sarà molto più impegnativa di quella appena trascorsa.

Questo Palermo e la società controllante Hera Hora erano nati con altre premesse. Si era detto che non ci sarebbero state più zone grigie, che ogni azione sarebbe stata improntata alla trasparenza. Da quello che sta venendo fuori non è stato così, almeno per quanto riguarda Hera Hora. Il tempo per rimediare c’è. Se poi i Mirri e Di Piazza, facessero un passo indietro e provassero a ricomporre la frattura, sarebbe ancora meglio. Altrimenti l’operazione simpatia è già bella e sepolta“, conclude il quotidiano.

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