Palermo-Ternana 1-1: coraggio, orgoglio e brividi! Lucca illude i rosa, Falletti firma il pari e timbra il palo nel recupero

Un buon Palermo conquista un punto contro la capolista Ternana

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Coraggio, intensità e qualità. Una buona prestazione, contro un avversario di grande livello, parzialmente inficiata da un marchiano errore difensivo.

Il Palermo visto contro la Ternana ha convinto e oggettivamente ben figurato. Al netto del risultato di parità maturato tra le due formazioni sul manto erboso del “Renzo Barbera”.  Dopo un primo tempo elettrico, audace e propositivo sfoderato dalla banda Boscaglia, in apertura di ripresa i padroni di casa hanno colto il giusto premio grazie all’incornata vincente di Lorenzo Lucca che ha rotto il perdurante equilibrio nel punteggio. La reazione veemente ed autorevole della capolista del campionato, unitamente alle mosse oculate dalla panchina di Lucarelli , ha progressivamente invertito trend e inerzia di una gara che il Palermo pareva avere in discreto controllo.

Al culmine di un forcing avvolgente ed insistito, Falletti ha trovato il pari approfittando di uno scivolone di Crivello a cui hanno fatto seguito una serie di evitabili strafalcioni si reparto. La zampata dell’uruguaiano, prestigioso ex di turno, ha smorzato l’abbrivio psicologico e motivazionale della banda Boscaglia, già stremata da una prestazione generosa e laboriosa, al confine dei propri limiti strutturali, alimentando contestualmente autostima e personalità di una Ternana dalla considerevole cifra tecnica per la categoria. Nel cuore del recupero, proprio Falletti ha calibrato una parabola magistrale con il destro su palla inattiva che ha timbrato il palo, mai come in questa occasione amico di Alberto Pelagotti. Una frazione di secondo dopo lo stesso portiere rosanero non riusciva ancora a capacitarsi di ritrovarsi la sfera tra le braccia dopo il tap-in a colpo sicuro di Boben da zero metri. Pochi centimetri e la lodevole performance sfoderata dal Palermo non avrebbe portato in dote punti, acuendo malumori, incognite ed insicurezze in una squadra già avversata da criticità e problematiche di varia natura.

La squadra di Boscaglia non avrebbe oggettivamente meritato la sconfitta per il coraggio, l’abnegazione, la generosità ed i valori espressi oggi al cospetto della regina incontrastata del girone C della Lega Pro. Tuttavia, il Palermo ha confermato di non possedere ancora la forza complessiva, in termini di esperienza, cinismo, tenuta mentale e qualità per portare a casa i tre punti in match ad alto coefficiente di difficoltà come quello odierno.

Baricentro alto, linee corte ed aggressive in pressione sulla sfera, compattezza e coesione tra i reparti. Densità ed intensità per mettere in crisi con baldanza e ritmo il più quotato avversario. Il Palermo del primo tempo è piaciuto molto ed ha diversificato genesi e sequenza delle sue trame offensive. La squadra di Boscaglia si è mostrata più equilibrata e meglio disposta a copertura e presidio del campo nel 4-3-3 schierato contro la corazzata di Lucarelli.

Primo possesso limpido e fluido nel giropalla difensivo con Palazzi centgrale di regia nel cuore della retroguardia, geometria, linearità e discreto dinamismo in zona nevralgica con de Rose saggio polo catalizzatore in costruzione del gioco. Odjer e Luperini e cucire la manovra ed a svolgere le due fasi in modalità moto perpetuto, preziosi entrambi sia in sede di interdizione che di inserimento negli spazi. Lucca ha fatto reparto, abbinando  fisicità e personalità ormai note a concretezza e peso specifico per certi versi sorprendenti in un classe 2000. Spesso il Palermo si è affidato all’ex Torino sul lungo, appoggiando la manovra sulle sue sapienti sponde aeree per i tagli interni dei due aculei del tridente. Tema che ha funzionato spesso generando più di una situazione potenzialmente pericolosa.

Lucca ha sprecato per eccesso di leziosismo la più grande chance del primo tempo quando, imbeccato da un lancio calibrato di Crivello, ha colpito in pieno Iannarilli in uscita con un morbido e supponente tocco d’esterno. Il primo tempo rosanero è stato davvero di qualità: propositivo, manovriero, intenso. Una frazione giocata con ordine e audacia, caratterizzata anche da due episodi più che sospetti in area umbra che hanno generato vibranti proteste in casa rosanero. La spinta di Defendi sulla percussione di Valente in the box appare chiaramente irregolare, così come il placcaggio in area subito da Luperini, imbeccato da Crivello, è sembrato passibile di sanzione. In entrambe le circostanze il direttore di gara ha ritenuto di non dovere intervenire.  Anche la Ternana ha provato a rispondere colpo su colpo. Creando un paio di situazioni molto pericolose per Pelagotti e compagni. Il Palermo si è comunque fatto preferire almeno nella prima frazione di gioco.

In apertura di ripresa, il meritato vantaggio degli uomini di Boscaglia pareva logica conseguenza di quanto mostrato dai ventidue in campo sul rettangolo verde.

Lucca si confermava prospetto di alto lignaggio nel ruolo: ariete moderno straripante ed implacabile nel cuore dei sedici metri: il cross di Accardi ha i giri e la rabbia giusta, l’incornata del numero diciassette, che prende il tempo al suo marcatore, è secca e perentoria.

Dopo aver subito il gol dello svantaggio, Lucarelli ha cercato di cambiare pelle e volto alla sua squadra, gettando nella mischia Ferrante e Raicevic al fine di implementare il peso offensivo. Boscaglia richiamava Accardi e l’ammonito Odjer puntando su Doda e Broh senza mutare assetto tattico. Proprio il centrocampista ex Cosenza ha sulla testa la palla del raddoppio ma la sua incornata centrale trova pronto Iannarilli in un traieler da Sliding doors. 

Sul ribalòtamento di fronte, complice uno scivolone di Crivello ed una serie di indecisioni della retroguardia rosanero, arrivaa il pari umbro firmato Falletti. Palermo provato sul piano fisico e psicologico e non particolarmente rinvigorito dagli ingressi di Floriano e Saraniti in luogo di Valente e Lucca.

Ternana che con il piglio e l’autostima della capolista spingeva forte sull’acceleratore consapevole di poter fare bottino pieno. Nel cuore del recupero lo spettro della sconfitta in casa rosanero aleggiava sul destro a giro chirurgico di Falletti che timbrava il palo, Boben sulla carambola del montata sparava tra le braccia di Pelagotti da due passi.

Il sapore del punto conquistato per gli uomini di Boscaglia è agrodolce. L’orgoglio di aver conteso alla pari i tre punti alla capolista indiscussa del campionato fa il paio con i rimpianti per la cronica incapacità di conferire spessore e continuità alle proprie prestazioni.  il pari sposta obiettivamente poco in termini sostanziali in classifica.

L’auspicio è che la performance sfoderata al cospetto della corazzata di Lucarelli possa costituire un’infusione di entusiasmo ed autostima che spinga questo gruppo ad esplorare in toto i residui margini di miglioramento.Smussando, per quanto possibile, difetti, lacune ed incongruenze strutturali. Per provare a dare un senso ed un colore diverso a questa seconda parte di stagione.

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