Palermo, stasera le Leggende rosanero al “Barbera”: Miccoli in campo ed è ancora polemica…

Palermo, stasera le Leggende rosanero al “Barbera”: Miccoli in campo ed è ancora polemica…

Una festa condita da polemiche, Maria Falcone attacca il presidente Mirri: “Sostenere che lo sport non c’entri con certi temi è un errore”

Dalla sfida contro l’Atletico Mineiro alla partita contro le Leggende Rosanero. Trentadue anni dopo il Palermo si prepara ad una nuova ripartenza, con una sfida che segna l’inizio di una nuova era come accaduto nel 1987

(La Notte dei Campioni, Galeoto: “Sarà bello rivedere entusiasmo allo stadio, sono contento per…”)

Si apre così l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia, che racconta come quella volta furono i brasiliani a segnare la rinascita del club siciliano, mentre stavolta a lanciare il “nuovo Palermo” targato Hera Hora saranno proprio quei giocatori che hanno scritto la storia della vecchia società. Questa sera, allo stadio “Renzo Barbera“, ad affrontare la squadra di mister Rosario Pergolizzi saranno presenti più di trenta ex calciatori del club siciliano e l’anello di congiunzione con l’amichevole del 1987 sarà composto da Pino Caramanno, all’epoca tecnico della “squadra della rinascita“, e Santino Nuccio, ovvero colui che quel giorno andò a segno.

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Vi saranno anche diversi giocatori che hanno fatto la storia recente della società di Viale del Fante come Ilicic, Toni, Zaccardo e Migliaccio, mentre non hanno potuto rispondere affermativamente all’invito Belotti e Sirigu, impegnati ieri sera in Serie A e giovedì in Europa League con il Torino, così come Dybala, Pastore e Cavani. Sarà invece presente l’ex capitano rosanero Fabrizio Miccoli, con la sua partecipazione all’amichevole di stasera che ha creato diverse polemiche, dividendo la tifoseria palermitana:

Sono molti, infatti, i palermitani che non hanno perdonato a Miccoli l’intercettazione in cui insultava il giudice Giovanni Falcone. Alcuni lo hanno assolto dopo le lacrime nel 2013 in cui chiedeva perdono, altri contestualizzano la sua presenza soltanto all’ambito calcistico. In quest’ultimo gruppo c’è anche chi ha deciso di invitarlo, il presidente Dario Mirri, che ha più volte spiegato il concetto che quella di stasera si tratta di una serata celebrativa del Palermo Calcio in cui sono stati invitati ex calciatori del Palermo, tra cui Miccoli“.

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Una spiegazione che Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni, non ha di certo digerito ed ha per questo condannato le parole espresse dal presidente Mirri: “Sostenere che lo sport, il pallone, non c’entri nulla con certi temi è un errore – spiega –. Soprattutto se viene da un palermitano che dovrebbe sapere cosa la mafia e la mentalità mafiosa abbiano rappresentato e rappresentino per questa città e quanto certe scelte nella nostra terra possano essere lette come segnali. Mirri dice che lui si occupa di pallone e che lascia i giudizi alla magistratura. Voglio ricordargli che la magistratura si è occupata di Miccoli, che è stato infatti condannato per i reati commessi. Ma oltre al profilo penale, che certamente spetta ai giudici valutare, esistono questioni come la morale che dovrebbero riguardare tutti i cittadini, imprenditori compresi. Affermare la neutralità dello sport rispetto a certi argomenti è un errore, soprattutto considerato che alcuni personaggi per molti giovani diventano un modello di comportamento“.

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Nessun tentativo di riabilitare la figura di Fabrizio Miccoli a Palermo, fanno sapere dalla società di Viale del Fante, ma solo l’inclusione dell’ex attaccante salentino fra i calciatori che hanno fatto la storia calcistica del club rosa. Una vicenda che – sempre secondo quanto riferito dal noto quotidiano regionale, ha mosso pure gli ambienti della politica con alcune prese di posizione come quella della deputata alla Camera Valentina D’Orso del Movimento Cinque Stelle: “È operazione possibile celebrare il talento prendendo al contempo le distanze dall’uomo che quel talento incarna o si rischia piuttosto che l’ammirazione per il talento si estenda automaticamente all’uomo sminuendone irrimediabilmente gli errori?“.

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