Palermo, si riparte da zero: perso un patrimonio da 30 milioni. I sogni di Marino, i licenziamenti via whatsapp e l’addio al settore giovanile

Palermo, si riparte da zero: perso un patrimonio da 30 milioni. I sogni di Marino, i licenziamenti via whatsapp e l’addio al settore giovanile

In frantumi l’intero movimento: dalla prima squadra al settore giovanile. Il club rosanero dovrà ripartire dalla sue ceneri, eppure Marino qualche sentore l’aveva forse avuto…

Il tesoro dilapidato dal Palermo, in termini strettamente economici ma anche umani. Le conseguenze della mancata iscrizione al campionato con relativa perdita dell’affiliazione federale sono davvero devastanti“.

Apre così l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport evidenziando la perdita che deriva dalla mancata presentazione della domanda di iscrizione al prossimo tornerà di Serie B. Conseguenze enormi sotto tutti punti di vista dai quali si può guardare la vicenda. Un patrimonio di circa 30 milioni di euro sfumato nel nulla. Questa più o meno la somma di tutti i cartellini della squadra, giocatori che a breve saranno tutti svincolati e liberi di accasarsi a loro piacimento senza che la società di viale del Fante possa ricavare un becco di un quattrino.

Il quadro generale è da film dell’orrore. L’intero movimento è destinato a morire, per poi provare a risorgere sotto altra forma. Con la prima squadra va via anche l’intero settore giovanile, a partire dalla Primavera che proprio in questa stagione aveva ottenuto lo strepitoso risultato della salvezza nel massimo campionato giovanile:  “Il vivaio rosanero contava 11 squadre, compreso 3 femminili, con oltre 250 tesserati, molti dei quali potevano garantire un futuro: il Palermo cancellato perderà tutto e questi ragazzi dagli 11 ai 20 anni oggi non sanno cosa fare. Oltre 60 persone dello staff erano già state avvertite dalla nuova proprietà (via whatsapp, senza un grazie o una spiegazione) che dal 1 luglio potevano ritenersi libere. Un patrimonio che va in fumo e non è detto che sia ricollocabile da una nuova società di dimensioni minori“.

Il parco giocatori avrebbe potuto fruttare diversi svariati milioni. Basti pensare a George Puscas, che ha disputato uno splendido europeo U21 e che poteva portare nelle casse rosanero un’importante somma di denaro, sicuramente maggiore dei 3,3 milioni spesi per portarlo in Sicilia. Stesso discorso vale per Ilija Nestorovski, acquistato per 500 mila euro e con ancora due anni di contratto: “Sarebbero stati punti fermi della rinascita pur avendo ottimo mercato anche Brignoli e Moreo, che non appena sarà ufficiale la fine dei rosa si dovrebbero accasare con l’Empoli. E data l’età e le potenzialità, non sarebbero state basse le valutazioni di ragazzi come Fiordilino o Lo Faso, così come di Embalo, che dovrebbe tornare al Cosenza“.

In Serie D sono pochissimi i profili che potrebbero voler ripartire in maglia rosanero, considerando e sottolineando anche il fatto che saranno liberi di prendere ognuno la strada che reputa più congrua per lo sviluppo della sua carriera. Difficile ipotizzare i nomi che potrebbero decidere di voler essere protagonisti del rilancio del club: “Sulla carta, si può pensare ai ragazzi legati alla città da motivi territoriali e di affetto, come i “picciotti” Mazzotta (30 anni fra un mese) e Accardi, o persino al 38enne Pomini, che andava comunque in scadenza di contratto e che, molto stimato in città, potrebbe diventare l’alfiere dei nuovi rosa. Ma è tutto ovviamente prematuro“.

Infine c’è Pasquale Marino, il tecnico che era stato scelto per guidare la squadra che avrebbe dovuto lottare per le parti alte della classifica, con l’obiettivo minimo dei playoff. Lui è rimasto a Marsala e non ha al momento alcuna intenzione di dire la sua su quanto accaduto. E, forse, qualche campanello d’allarme l’aveva anche avuto: “Il primo campionato vinto sarà l’iscrizione“, aveva dichiarato il tecnico siciliano in una delle sue ultime interviste. Adesso bisognerà attendere la decisione della Covisoc, l’esito sembra già scritto. “Peccato perché aveva già abbozzato un’idea di gioco diversa dalle sue solite, un 4-3-1-2 per sfruttare le caratteristiche di Moreo e Puscas (che lui avrebbe tenuto) inserendo un fantasista che aveva individuato in Di Gaudio, altro siciliano doc – conclude il quotidiano -. Purtroppo resterà un sogno“.

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