Palermo, senti Majo: “La classifica rispecchia il valore della squadra, i tifosi non hanno pazienza”

Valerio Majo, ex centrocampista del Palermo, racconta i suoi ricordi in rosanero

Majo

“Mio ritorno a Palermo? Una sorta di teatrino”.

Parola di Valerio Majo. L’ex centrocampista del Palermo, intervenuto ai microfoni del ‘Giornale di Sicilia’, è tornato a parlare dei suoi anni nel capoluogo siciliano, raccontando aneddoti e ricordi legati alla sua avventura con la casacca rosanero.

Di seguito, le sue dichiarazioni.

“Io e Pruzzo allenatori del Palermo? Una specie di teatrino. Mi aveva chiamato Franco Baldini, con cui avevo giocato insieme. Mi aveva detto che il club poteva essere ceduto a Zamparini. Forse Pruzzo ne era già sicuro, così quei pochi allenamenti li feci io, lui faceva footing da solo. Dopo la cessione i calciatori che Zamparini non portò a Palermo restarono della Roma, ma Capello non li voleva neppure vedere – ha raccontato l’ex rosanero -. Così Perinetti mi chiese di allenarli io in attesa di sistemazione. E restammo qualche settimana a Trigoria, dove si allenava la Roma, che in quel periodo era stratosferica. In quel periodo capii cosa voleva dire dare uno schiaffo alla miseria. Comunque Baldini mi trattò bene e fui ben pagato. Il nuovo Palermo? Purtroppo la classifica rispecchia il valore della squadra. Ne parlo spesso con Vito Chimenti che è molto vicino al Palermo. E mi addolora. Il progetto del club è ambizioso, ma a Palermo contano principalmente i risultati. I tifosi non hanno pazienza. Mirri dovrebbe ricordarsi che anche suo zio Renzo, seppure amatissimo, quando le cose andavano male era contestato. Un anno di transizione ci può stare, ma il Palermo deve pensare fin da ora a costruire una squadra per dominare l’anno prossimo il campionato”, ha concluso Majo.

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