Palermo, rivoluzione Filippi: con l’ex vice di Boscaglia rosanero a ritmo da B, i segreti del tecnico in vista dei playoff

Il Palermo ha cambiato marcia e volta con Filippi in panchina

filippi

Rivoluzione Filippi.

L’approfondimento odierno pubblicato sulle pagine regionali de “La Gazzetta dello Sport”pone l’accento sul deciso cambio di marcia impresso dal nuovo tecnico rosanero nel corso della sua gestione. Da quando è subentrato a Roberto Boscaglia sulla panchina del Palermo, l’ex Treviso e Trapani ha segnato una marcata linea di discontinuità con il passato. I numeri parlano chiaro: venti punti conquistati in dieci partite, con il rammarico di aver gettato al vento due vittorie sul filo di lana nelle trasferte contro Monopoli e Bari. Ipotizzando una classifica circoscritta a questa lporzione finale di torneo, per numero di punti conquistati il Palermo sarebbe quarto. Con i cinque punti lasciati per strada in Puglia la compagine siciliana avrebbe addirittura tenuto il passo della capolista Ternana nelle ultime sieci giornate. In una stagione programmata con pressapochismo e superficialità dal club, con proprietà e dirigenza protagonisti di molteplici errori gestionali e di valutazione, questo settimo posto non può certamente suscitare entusiasmo. Tuttavia, vista la situazione al momento dell’avvicendamento in panchina, Filippi può contare su un’onda emotiva trainante figlia della progressiva crescita in termini di autostima e risultati, La svolta è maturata principalmente sotto il profilo empatico e relazionale: il feeling tra la squadra e Boscaglia non era mai scattato e la convivenza professionale tra ex tecnico e calciatori , in assenza di risultati e sulla base di scelte tecniche discutibili, è stata a tratti burrascosa.

L’aver riaffidato le chiavi dello spogliatoio e la leadership in campo ai senatori, con un evidente riverbero positivo su prestazioni, coesione e risultati, ha conferito autorevolezza e credibilità ad un allenatore che già conosceva profondamente dinamiche e crepe in seno al gruppo. Il ribaltone tattico e concettuale, suggellato dal passaggio al 3-4-2-1, ha fatto il resto. Filippi ha disegnato un sistema di gioco più semplice, solido e pragmatico, certamente più consono alle caratteristiche dei calciatori a sua disposizione. Difetti di fabbrica e lacune sono rimasti evidenti, specie nella gestione della fase di non possesso, ma la squadra mostra solidarietà tra i reparti, unità di intenti e spirito di sacrificio anche nei frangenti di maggiore difficoltà.

Prerogative che costituiscono un ottimo viatico in vista del primo turno dei playoff in programma domenica 9 maggio al “Renzo Barbera” contro il Teramo.

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