Palermo, ora sono in tanti a volere il club rosa: Orlando definisce il bando che regolerà le offerte

Palermo, ora sono in tanti a volere il club rosa: Orlando definisce il bando che regolerà le offerte

Si avvicina la pubblicazione del bando e cresce il numero dei candidati: da Ferrero al duo Mirri-Sagramola, passando per Dragotto e gli ex rosanero, fino ad arrivare a Di Piazza e ai cinesi

Ci sono un romano, alcuni palermitani, un gruppo di cinesi e un italo-americano. Non è l’incipit di una barzelletta. Il tema, anzi, è molto serio perché in gioco c’è il futuro del Palermo Calcio

Con queste parole si apre l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, che riporta come, chiaramente, l’avvenire del club siciliano dipenda fortemente dall’imminente scelta del sindaco Leoluca Orlando, il quale, una volta che verrà ufficializzata la revoca dell’affiliazione ai quadri federali, istituirà un bando – al momento in via di definizione – per individuare il nuovo soggetto a cui assegnare il titolo sportivo per la ripartenza dei rosanero dalla Serie D.

(Palermo, ai nastri di partenza: in pole Mirri-Sagramola seguiti da Dragotto, Ferrero perde terreno…)

Il primo cittadino palermitano si muoverà subito dopo la data del 12 luglio, giornata in cui si pronuncerà ufficialmente il Consiglio Federale in seguito al parere della Covisoc in merito al ricorso presentato ieri pomeriggio dal club di Viale del Fante contro la bocciatura, proprio da parte della Commissione di vigilanza, della richiesta d’iscrizione al prossimo campionato cadetto. Nel momento in cui verrà sancita con certezza la scomparsa della compagine rosanero dal calcio professionistico, il sindaco inizierà a selezionare con più intensità le proposte che esaminerà anche grazie al supporto di una commissione formata da personalità di alto valore etico e morale:

Diverse le manifestazioni di interesse arrivate, finora, sul tavolo. Chi è in vantaggio? Difficile sbilanciarsi ma, per motivi di territorialità e legame affettivo, al momento sembra avere un po’ più di chance il duo composto da Mirri (titolare della Damir che a febbraio investì 2,8 milioni in cambio della gestione quadriennale della pubblicità al “Barbera” per consentire alla società di pagare gli stipendi di novembre e dicembre ed evitare 4 punti di penalizzazione) e dall’ex ad rosanero Sagramola. Un tandem tallonato da Ferrero, fortemente interessato al Palermo ma costretto a fare i conti, al di là delle tempistiche legate alla cessione della Sampdoria, con l’intenzione del Sindaco di dire no alle multiproprietà per scongiurare, in ottica futura, eventuali conflitti d’interesse“.

(Sampdoria, Ferrero dribbla la questione Palermo: “Vi prego, voglio parlare soltanto di una cosa…”)

Il bando per acquisire il titolo sportivo dei rosanero sarebbe attualmente aperto a tutti ma, con una corsia di preferenza per quei soggetti che possano garantire che la nuova società siciliana non sia una succursale di un altro club calcistico. Da questo punto di vista il numero uno blucerchiato Massimo Ferrero – che potrebbe coinvolgere nel progetto alcuni ex rosa come Perinetti e Iachini – risulterebbe, almeno per il momento, penalizzato. Interessato al bando vi sarebbe pure l’imprenditore locale Tommaso Dragotto, il quale, nonostante la sponsorship della sua azienda di autonoleggio con la società A.S. Verga Andros Basket Palermo (fresca di promozione in A1), parrebbe essere ancora intrigato dal progetto relativo alla rinascita del Palermo Calcio:

Progetto è un termine presente anche nel vocabolario dell’italo-americano Tony Di Piazza e di un gruppo di Hong Kong, atteso in Italia in questi giorni e pronto a giocare a carte scoperte. E sotto traccia avrebbero mosso dei passi anche un’altra cordata palermitana e alcuni ex giocatori rosanero in contatto con profili di rilievo nel mondo sportivo. Chi si aggiudicherà la gara, in ogni caso, dovrà soddisfare determinate richieste presenti nel bando. Al di là di criteri fondamentali relativi alla credibilità, affidabilità e e onorabilità, i candidati dovranno tenere conto di alcuni paletti: capacità di rilanciare il club in tre anni, un piano relativo all’uso degli impianti di proprietà del Comune (il “Barbera”) e ingresso nel capitale societario di una quota proveniente dall’azionariato popolare con una funzione non di governance ma di controllo“.

(Palermo, aspettando il bando: nel business plan vi sarà la Serie B in tre anni. I dettagli)

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