Palermo, il bilancio di Filippi: “Modulo nuovo ok per la squadra, vi spiego il mio calcio. Ecco tutti i nostri errori”

Giacomo Filippi e il primo scorcio di esperienza sulla panchina del Palermo

Palermo

La luce dei riflettori per un soggetto  abituato a lavorare molto e parlare poco. Giacomo Filippi, storico vice dell’ex allenatore del Palermo, Roberto Boscaglia, ha sempre operato alacremente ed in profondità, nel cuore del campo e nel chiuso dello spogliatoio, dietro le quinte e lontano dalla ribalta.

L’ex centrale difensivo di Treviso e Trapani ha rilevato sulla panchina rosanero proprio Boscaglia, proprio quando proprietà e dirigenza rosanero hanno assunto la sofferta ma perentoria decisione di dare una scossa ad una squadra in profonda crisi di identità e risultati, sollevando il tecnico nativo di Gela dall’incarico dopo la sconfitta maturata dalla compagine siciliana a Viterbo.

Stima ed empatia con il gruppo, sotto il profilo umano e professionale, criteri relazionali, metodi di lavoro e idee tattiche sensibilmente diverse rispetto al predecessore con cui ha condiviso intensi trascorsi professionali. Filippi ha esordito con un trionfale successo al “Massimino” nel derby contro il Catania, quindi lo scivolone interno contro la Juve Stabia prima del nuovo blitz esterno firmato in casa della Paganese. Sei punti in tre gare, una media non certo disprezzabile per un Palermo alla ricerca di un posto al sole in zona playoff. Il nuovo allenatore rosanero si è raccontato ai microfoni del format televisivo “Zona Vostra“, in onda su Trm 13.

LO STOP FORZATO – “Sicuramente era preferibile giocare, ma abbiamo approfittato di questa “chiusura forzata” per fare dei test continui in famiglia ed anche congiunti, per aumentare costantemente l’intensità del lavoro, per recuperare più giocatori possibili e questa qua è una nota positiva perché, a parte Marconi, che nell’ultimo allenamento ha avuto una forte contusione, tutti gli altri sono disponibili, quindi questo è un fattore positivo. Per il resto bisogna adattarsi alla legge del Covid-19, che impone degli spostamenti e dei cambi di programma che non erano preventivati. La squadra sta lavorando molto bene, sta reagendo benissimo ai segnali e agli input che gli vengono dati. Quindi siamo ben contenti del lavoro che stiamo facendo”.

CAMBIO DI ALLENATORE E IDEE – “E’ naturale che ogni allenatore, che sia primo o secondo, abbia le proprie idee, poi il ruolo deve essere rispettato. Quando fai il secondo hai un ruolo molto complicato che è quello di stare dietro le quinte, dando sempre tutto il supporto necessario all’allenatore che sta davanti. Secondo me il ruolo del secondo è molto delicato e particolare perché agendo in seconda linea devi scrutare alcuni particolari che magari il primo non riesce a vedere perché c’è maggiore attenzione per ciò che accade in prima linea. Detto questo, ognuno di noi ha le sue idee e poi sono anche le situazioni che portano a far si che ognuno possa tirar fuori il meglio di se, vedi nella preparazione della partita di Catania, dove per necessità abbiamo dovuto tirar fuori un sistema di gioco nel quale credo fortemente, ma essendo orfani di quattro esterni bassi, abbiamo dovuto trovare la soluzione ideale per le caratteristiche dei giocatori disponibili. Su quella strada stiamo dando molte certezze ai ragazzi, che hanno accettato positivamente questo nuovo sistema di gioco. Per il resto, l’aspetto positivo,  quello che ho detto la prima volta ai ragazzi,  è il fatto che c’è un vantaggio che abbiamo, sia io che loro, cioè quello di conoscere reciprocamente pregi e difetti. Se siamo bravi ad agire sugli uni e sugli altri possiamo fare buone cose. A me piace la difesa a quattro, ma sono un amante dei tre difensori che giocano molto in anticipo, che giocano in avanti e che gli esterni di centrocampo siano esterni di centrocampo e non quinti. Mi piace tanto che la mia squadra giochi su tante linee di gioco, con i due sulla trequarti che vanno a rompere continuamente le linee. Questa è la mia idea, che i ragazzi sono bravi ad interpretare portandola in campo”.

MEDIA PUNTI SUPERIORE ALLA PRECEDENTE GESTIONE – “Quello che ci siamo imposti, staff e squadra, è di guardare partita dopo partita, guardare si i numeri ma far punti dentro al campo sia in casa che fuori. Io ancora non ho digerito la partita contro la Juve Stabia, per la prestazione che è stata fatta e per gli errori che abbiamo commesso, in primis io dalla panchina ed i ragazzi in campo però su quegli errori stiamo lavorando tanto, cercando di annullare il più possibile qualche minuto di pura follia. Sono sicuro, vedendo allenamento dopo allenamento l’atteggiamento dei miei ragazzi, che questo verrà annullato quanto prima”.

L’IMPORTANZA DEL MATCH CON LA CASERTANA – “Tutte le partite valgono tre punti, ma questo è uno scontro diretto e vista la classifica attuale è la realtà che tutte le partite valgono i tre punti, come avevo detto dopo la partita di Catania, è naturale che il tasso di adrenalina del derby è differente rispetto alla Paganese o a qualche altra partita, ma quella di sabato a Caserta è uno spartiacque dove dobbiamo dire di che pasta siamo fatti, incontrando un’ottima squadra che gioca molto bene al quale l’allenatore e lo staff hanno dato una fisionomia ben precisa, quindi sarà un bel banco di prova”.

MAI MESSI SOTTO MA DECIMI – “La risposta è automatica, non è vero che non c’è stata nessuna squadra che ci abbia mai messi sotto, ma non sotto l’aspetto del gioco, dell’intensità o di qualsiasi altra cosa che possa saltare all’occhio. I numeri dicono che tante squadre ci hanno messo sotto perché alla lunga non è uno scontro diretto, una partita secca nella quale chi vince passa il turno, il campionato è fatto di trentotto gare, in questo caso di trentasei gare e devi essere bravo ad essere costante, a non avere ali e bassi di partita in partita, a reggere sempre il ritmo altro anche a livello di concentrazione, di equilibrio, avere tutto ciò che ti possa portare a dei punti. Abbiamo fatto delle ottime partite, vedi Bari, vedi Ternana, Catania, Catanzaro però se poi ti manca qualcosa poi dobbiamo lavorare su questo aspetto, sul quale stiamo intervenendo in maniera forte”.

GLI ERRORI CONTRO LA JUVE STABIA – “Secondo me dovevamo continuare, dopo aver subito l’1-2, avvenuto per altro in maniera occasionale per un fallo non fischiato a metà campo, potevamo tranquillamente continuare su quell’aspetto tattico, in quanto la squadra stava producendo tanto subendo poco e magari avremmo ottenuto un altro risultato. Non abbiamo la controprova, ma secondo me, facendo una riflessione a mente serena, mi sono posto questo dubbio”.

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