Palermo, Ficarrotta si racconta: “Qui posso rinascere. Salernitana-Nocerina? Ha segnato la mia carriera, quelle minacce dei tifosi…”

Palermo, Ficarrotta si racconta: “Qui posso rinascere. Salernitana-Nocerina? Ha segnato la mia carriera, quelle minacce dei tifosi…”

Le parole dell’attaccante rosanero, Luca Ficarrotta, tra passato, presente e futuro

Parola a Luca Ficarrotta.

Dalla chiamata della Juventus, allo spinoso capitolo relativo all’inchiesta nata dopo Salernitana-Nocerina nel 2013, alla trattativa che lo ha portato quest’estate al Palermo: si racconta a 360° l’attaccante rosanero, Luca Ficarrotta, approdato nel capoluogo siciliano dopo l’esperienza al Marsala e un importante passato tra Serie C e Serie D.

“Purtroppo – ha raccontato Ficarrotta durante un’intervista concessa ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport” – c’è una partita che credo abbia segnato la mia carriera: Salernitana-Nocerina nel 2013, io ero nella Nocerina. Quel match passò alla storia per il gran numero di infortunati che costrinse alla sospensione. Si parlò di minacce dei tifosi della Nocerina ai giocatori per non giocare, e di combine, ndr). Ci fu un’inchiesta, venimmo ascoltati dalla Procura Federale (Ficarrotta venne assolto, ndr) e la squadra fu radiata. Chi aveva giocato l’andata non poteva essere tesserato da un’altra squadra, c’era l’Ischia che mi voleva. Alla fine sono stato sei mesi fermo e da allora non sono più riuscito a trovare una squadra in C. Penso che quel brutto episodio abbia inciso. Sono ripartito dalla D. Non sono servite neppure due stagioni a San Cataldo in cui ho realizzato complessivamente 27 gol. Quest’anno erano arrivate due richieste, dal Potenza e dalla Sicula Leonzio, ma i progetti non mi stimolavano e ho deciso di andare a Marsala”.

Il giocatore ha infine raccontato la nascita della trattativa che in pochissimo tempo lo ha portato in rosanero, soffermandosi inoltre sui suoi obiettivi stagionali: “Trovare il Palermo alla prima giornata è stata una fortuna, penso che se l’avessimo affrontato più in là non sarebbe accaduto nulla. E dire che quella gara ho rischiato di non giocarla. Avevo 38 febbre fino a poco prima di andare in campo, per fortuna ho fatto una buona prestazione. Il giorno dopo è arrivata la chiamata del Palermo, ho parlato con il presidente Cottone e gli ho detto: “Devo andare, a 29 anni è un’occasione irripetibile”. Lo ringrazio per avermi accontentato. Rinascere? Spero di sì, anche perché nella mia carriera ho commesso tanti errori di gioventù, ero una testa calda. Quando sei alla Juve non te lo puoi permettere. Adesso ho una famiglia, sono padre e sono maturato. Vorrei che Palermo fosse la mia ripartenza, grazie alla società che mi ha dato quest’opportunità. Vorrei ripagare questa fiducia fino a quando me lo concederanno, magari chiudere la carriera qui. Abbiamo le stesse potenzialità, del Bari ma siamo più forti mentalmente e come gruppo. Loro 10 vittorie consecutive dall’inizio non le hanno fatte. Ripetere i numeri dell’anno scorso? Spero di sì, ma prima darò il massimo per la squadra”.

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