Palermo, ecco i paletti del bando: denominazione, colori sociali, investimenti e…

Palermo, ecco i paletti del bando: denominazione, colori sociali, investimenti e…

Tutte le richieste del Comune: prevista pure una clausola di tutela per i dipendenti e c’è l’azionariato popolare

Un bando diviso a metà. L’avviso reso noto ieri pomeriggio dal Comune per la creazione del nuovo Palermo, chiamato a ripartire dalla Serie D, si può facilmente dividere in due parti

Con queste parole l’edizione odierna de Il Giornale di Sicilia introduce il tema relativo al bando comunale per la rinascita del club rosanero, spiegando come all’interno vi sarà una sorta di “prefiltraggio” per escludere a priori chi non possa dare delle garanzie reali di rifondazione alla società di Viale de Fante. Nella giungla di paletti che porteranno alla valutazione finale per l’assegnazione del titolo sportivo della formazione siciliana, tutto sarebbe stato rispettato secondo programma, senza punti a sorpresa o mancanze di alcun genere:

Le sei pagine di avviso firmate dal capo di gabinetto Licia Romano sono il primo atto di rinascita dopo le vicende che hanno portato all’esclusione dalla Serie B, ratificata ieri dal Consiglio federale. Scontato, ma non troppo, il primo punto: la squadra dovrà avere la denominazione ‘Palermo‘ e dovrà essere contraddistinta dai colori rosa e nero. Una questione identitaria posta alla base della ripartenza, per ribadire l’appartenenza alla storia e al territorio. Vengono poi chieste, come condizione necessaria per la partecipazione al bando, una serie di garanzie relative all’onorabilità di soci futuri e attuali, che negli ultimi cinque anni non devono essere stati proprietari, amministratori o dirigenti con poteri di rappresentanza federale in club esclusi dalla Figc. Inoltre, chi vorrà manifestare il proprio interesse, non dovrà aver riportato condanne per reati colposi superiori a 5 anni o condanne per reati contro il patrimonio, per bancarotta o per scandali calcistici“.

(Il Palermo è pronto a rinascere, Orlando svela l’avviso pubblico: “Scegliero io”)

Il soggetto indicato, inoltre, dovrà impegnarsi a richiedere l’ammissione al prossimo campionato di Serie D e quindi al versamento di almeno 300 mila euro alla Figc, accettando poi le condizioni di utilizzo dello stadio “Renzo Barbera” con annesse tariffe di concessione e mettendo a disposizione l’impianto sportivo anche ad altre società sportive palermitane per le sole gare di campionato.

A queste richieste si aggiunge pure il noto business plan triennale, che ha come obiettivi principali “il ritorno nelle serie superiori nel più breve tempo possibile” e la “valorizzazione territoriale” basata sulla storia calcistica palermitana, oltre che sullo sviluppo delle attività giovanili e femminili. Viene chiesto inoltre l’impegno “ad assorbire prioritariamente nel proprio organico il personale già operante” nel club rosanero, tant’è che ieri l’Ussi ha anche espresso la propria solidarietà all’ufficio stampa del Palermo Calcio:

Servirà anche una lettera di patronage da almeno un istituto di credito di primaria importanza nazionale o estera con il quale il soggetto abbia rapporti economici da almeno un anno. La seconda parte dell’avviso, invece, riguarda l’istruttoria affidata al sindaco e al consulente Guarnotta. I paletti espressi, però, non determineranno l’esclusione dal bando. Saranno considerati criteri di valutazione positiva: la presenza di soggetti non in controllo di società militanti in tornei professionistici, la promozione di un azionariato popolare pari al 10% del capitale sociale e la presenza di un piano relativo alle modalità di coinvolgimento dell’amministrazione comunale. Le manifestazioni di interesse vanno fatte pervenire tramite Pec entro le ore 20 del 23 luglio“.

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