Palermo: ecco i paletti che bloccano Ferrero. Sagramola: “Con meno arroganza la società si poteva salvare”

Palermo: ecco i paletti che bloccano Ferrero. Sagramola: “Con meno arroganza la società si poteva salvare”

Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, resterebbe interessato al club rosa: sono però diversi gli ostacoli da affrontare per il patron blucerchiato

Nelle vicende del Palermo di queste ore c’è un mondo reale e uno in cui si vive di idee lontane dalla realtà

Si apre così l’edizione odierna de La Repubblica – Palermo, che spiega come, nel primo caso, vi sarebbero le varie manovre utili a presentarsi al meglio al bando che l’amministrazione comunale utilizzerà per scegliere il progetto giusto per il rilancio del calcio nel capoluogo siciliano.

Nel secondo caso, invece, vi sarebbe una proprietà che continua a ripetere le proprie tesi, nonostante ad oggi risulti che non abbia pagato gli stipendi, i debiti (come la multa da 500 mila euro per illecito amministrativo) e che non abbia sottoscritto la fideiussione da 800 mila euro necessaria per l’iscrizione al torneo cadetto. La stessa proprietà, targata Arkus Network, che proprio ieri ha convocato l’assemblea dei soci facendo saltare il Consiglio di amministrazione e silurando il presidente Alessandro Albanese ed il suo vice Vincenzo Macaione.

(Sagramola: “Palermo seconda squadra di nessuno, per Mirri è una questione di cuore. Preziosi e Ferrero…”)

Sono un po’ in imbarazzo e provo dispiacere – dice Rinaldo Sagramola, ex amministratore delegato del Palermo dal 2004 al 2012, intervistato dal noto quotidiano nazionale – perché con Dario Mirri veniamo visti come alternativa per una cosa che non vorremmo che accadesse mai. Noi, come York Capital e altri gruppi interessati, quando volevamo il Palermo a febbraio cercavamo di chiarire la posizione del club su debiti e crediti. Arkus Network ha sbaragliato la concorrenza dicendo di sì a condizioni che nessuno degli altri soggetti accettava. In quel periodo si parlava anche di commissariamento o esercizio straordinario come una delle soluzioni alla crisi: con meno arroganza e un briciolo di consapevolezza in più probabilmente questa società si poteva salvare.

Dario si è già pronunciatonel caso in cui il Palermo non si iscrivesse in B vorremmo rappresentare sportivamente la città. Mirri si è già esposto a febbraio con un investimento per pagare gli stipendi dei calciatori da 2,8 milioni di euro che, se lo cose andranno per il peggio, sarà stato a fondo perduto. Lui ha una passione pazzesca per questa squadra. Ma sarà il sindaco a scegliere quale sarà il progetto migliore in base ai requisiti che inserirà nel bando. Per quello che è trapelato, a proposito di solidità finanziaria e progetto triennale, abbiamo già le forze per sostenere il nuovo Palermo“.

(Palermo, Zamparini oggi a processo per il “nodo” Alyssa: il cuore dell’indagine…)

Nel bando potrebbe essere indicato in maniera chiara, inoltre, che la nuova società non dovrà essere una seconda squadra di imprenditori già presenti all’interno del mondo del calcio, oltre che ad una serie di vincoli legali:

Paletti che rischiano di tagliare fuori dai giochi un altro pretendente, il patron della Sampdoria Massimo Ferrero. Sul patron blucerchiato e altri soggetti pende la richiesta di rinvio a giudizio presentata il 19 giugno dalla procura di Roma per appropriazione indebita, autoriciclaggio, utilizzo di fatture false e impiego di denaro, beni o utilità, di provenienza illecita. L’udienza preliminare è stata fissata per il 20 settembre. L’ipotesi di reato è legata alla gestione della Sampdoria: per i pm Calabretta e il procuratore aggiunto Sabelli, Ferrero si sarebbe appropriato di 1,159 milioni di euro nell’ambito della cessione del centrocampista Pedro Obiang dalla Sampdoria al West Ham a giugno del 2015“.

Vi sarebbero poi anche degli altri soggetti che starebbero provando a muoversi senza troppi proclami, come l’italo americano Tony Di Piazza, il quale a febbraio si era lamentato di non avere mai ricevuto risposta alle sue mail di manifestazione d’interesse per le quote del club rosanero. Afferma di puntare all’Avellino e non al Palermo, infine, il patron del Genoa Enrico Preziosi, anch’egli tagliato fuori (potenzialmente) dai paletti che metterà il sindaco Orlando non appena presenterà il tanto atteso bando.

(Rispoli: “Arkus? Troppe chiacchiere, è stata calpestata la dignità di Palermo. A Zamparini direi…”)

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