Palermo, aspettando il bando: nel business plan vi sarà la Serie B in tre anni. I dettagli

Palermo, aspettando il bando: nel business plan vi sarà la Serie B in tre anni. I dettagli

Una lunga sequenza di paletti nell’avviso: ecco i requisiti richiesti al soggetto che verrà scelto per riportare il Palermo ai vertici del calcio italiano

Con il bando ormai praticamente pronto, il Comune starebbe aspettando soltanto l’esclusione ufficiale del Palermo Calcio dal prossimo campionato di Serie B per pubblicarlo.

Secondo quanto riferito stamani da Il Giornale di Sicilia, infatti, l’avviso potrebbe già essere reso noto nella giornata di venerdì, nel caso in cui il Consiglio Federale dovesse esprimersi con tempistiche brevi in merito al futuro del club rosanero (che ha tempo fino alle 19 di oggi per presentare ricorso sul parere negativo della Covisoc), altrimenti il tutto potrebbe essere rimandato a sabato prossimo o al massimo al 15 luglio. Le indicazioni che intanto la Figc ha dato al Comune di Foggia, che ha già pubblicato il proprio avviso, lascerebbero intendere come, fino al 26 luglio, vi sia ancora del tempo per individuare il nuovo soggetto a cui affidare il titolo sportivo nel torneo di Serie D.

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L’avviso del Comune di Palermo presenterà alcune condizioni rigorose similari a quelle già presenti nei bandi pubblicati in altre piazze italiane, costrette a ripartire dai Dilettanti in seguito al fallimento della principale squadra della propria città. Il punto principale del bando sarebbe il business plan triennale, che nel caso del club siciliano dovrebbe prevedere come obiettivo primario il raggiungimento della Serie B entro tre anni:

A questo va aggiunto l’assegno da 150 mila euro da versare alla Figc per l’iscrizione in soprannumero al campionato di Serie D della prossima stagione, per quanto riguarda i criteri economici. Per quelli organizzativi, invece, il bando palermitano prevederà la creazione di una squadra giovanile e di una femminile, un piano relativo all’utilizzo degli impianti di proprietà del Comune (dunque lo stadio «Barbera») e l’ingresso nel capitale societario di una quota proveniente dall’azionariato popolare, il cui compito sarà quello di sorveglianza e non di governance. Altre condizioni che dovrebbero essere inserite nel bando riguarderanno non tanto il progetto della nuova società, quando le caratteristiche del soggetto che verrà scelto per portare il «nuovo» Palermo alla scalata verso il ritorno nell’élite del calcio italiano“.

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Sempre secondo quanto riportato all’interno della propria edizione odierna dal noto quotidiano regionale, inoltre, dovrebbero essere richiesti alcuni requisiti di affidabilità, attraverso una lettera di patronage di un istituto bancario di primo livello, e di onorabilità, sia sul piano penale che sportivo:

La partecipazione a soggetti già detentori di quote di altri club calcistici professionistici non sarà esclusa, ma alla Commissione chiamata a valutare le manifestazioni di interesse sarà indicato di dare una sorta di «priorità» a chi non si trova in posizione di conflitto di interessi con altre società. Un paletto che può risultare decisivo“.

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