Palermo-ACR Messina, Nocerino: “Vorrei conoscere Mirri, sarebbe bello chiudere la carriera in rosanero. Per chi tiferò? Rispondo così”

Antonio Nocerino, ha raccontato le sue sensazioni da doppio ex in vista della sfida Palermo-ACR Messina, in programma al “Renzo Barbera”

Parla Antonio Nocerino.

Nonostante abbia indossato le maglie di Palermo e Messina, il centrocampista classe ’85, non mai riuscito a giocare questo emozionante derby, che domenica, ancora una volta, lo vedrà spettatore interessato. Intervistato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’, il napoletano ha raccontato le sue sensazioni da doppio in vista della sfida del “Renzo Barbera”, ripercorrendo anche le tappe più importanti della sua carriera: “Per chi tiferò? A Messina sono stato bene, ma il Palermo è la mia squadra e sento mia la città”.

“Messina mi permise di conoscere la Serie A – ha proseguito – anche se solo per sei mesi, ma sono stato molto bene. E’ stata la prima società a farmi giocare nel massimo campionato. Palermo fu la mia consacrazione, ma anche l’ amore per una piazza da dove non me ne sarei mai andato. Rappresenta tutto: a livello calcistico, a livello umano, è la squadra che più mi è rimasta nel cuore. Anche se poi sono andato al Milan dove feci bene. Avevo l’ultimo anno di contratto, ma Zamparini mi voleva vendere a tutti i costi, non ho mai capito perché. Comincia il ritiro, ma partii per la Nazionale, Sogliano mi disse che al rientro avremmo parlato del mio rinnovo, invece mi vendettero al Milan per 500 mila euro. Se mi avessero dato la possibilità di scegliere, io avrei detto Palermo. Ho provato a tornare, dopo qualche anno, c’ era Iachini e glielo chiesi, ma nonostante il mister mi volesse capì che Zamparini non ne voleva sapere”.

SERIE D – “La seguo sempre, vedo i risultati, e inoltre conosco molto bene Castagnini perché è stato il mio d.s. a Piacenza e ci sentiamo spesso.Con Sagramola ci conosciamo perché era d.g. a Palermo ai miei tempi, non conosco soltanto il presidente Mirri. Conoscerlo? Mi piacerebbe tanto, vedo una persona seria, umile, è un tifoso più che un presidente. Credo stia vivendo un sogno, quello di riportare la sua squadra a grandi livelli”.

L’APPELLO AL PALERMO – “Ammetto che mi piacerebbe giocare ancora un anno o due, fisicamente sto bene, e mentalmente pure. Se chiamasse il Palermo sarebbe bello, perché potrei chiudere il cerchio. In estate dissi a Castagnini che se bisognava dare una mano io ci sarei stato. Sul ruolo, nel mio piccolo, lo sto facendo già adesso perché mi ritengo ambasciatore dei rosanero in giro per il mondo”.

ZAMPARINI E FRANZA – “Due grandi appassionati di calcio, Franza l’ ho conosciuto poco, Zamparini meglio, ha fatto grandi cose ma ha chiuso nel peggiore dei modi. Si sarebbe dovuto fare da parte prima e vendere a persone serie. Ciò che si semina, si raccoglie purtroppo. È stata l’ occasione per ripulire dal marcio cha ha portato questa squadra a partire dai bassifondi. Palermo, per fortuna, non è una piazza normale, i giocatori ci vanno a piedi, e non mi meraviglia che alcuni siano scesi anche dalla B. Non oso immaginare in C, ci sarà la fila”.

CAVALCATA ROSANERO – “Dopo 10 vittorie un punto in due partite, segnali di crisi? Ci può stare, l’ importante che si riparta da quelle vittorie e da quello spirito. Ci sono anche dei giovani e giocatori che giocano per la prima volta in una squadra importante”, ha concluso Nocerino.

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