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Nuovo Stadio, via libera: Comune di Palermo chiude conferenza servizi. No all’ippodromo

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Il percorso amministrativo per la riqualificazione dello stadio Renzo Barbera compie un passaggio decisivo.

Con la determinazione dirigenziale di conclusione della conferenza di servizi preliminare e con la successiva comunicazione istituzionale del sindaco, il Comune di Palermo ha tracciato una linea chiara: il progetto del Palermo FC può proseguire verso la fase successiva, quella che porterà alla dichiarazione di pubblico interesse e allo sviluppo progettuale più avanzato.

Dagli atti emerge un quadro articolato, che conferma quanto già anticipato nei precedenti approfondimenti ma aggiunge elementi sostanziali sia sul piano amministrativo sia su quello strategico.

Conclusione della conferenza

Il documento centrale è la determinazione dirigenziale n. 4008 del 16 marzo 2026, che sancisce la conclusione della conferenza di servizi preliminare relativa al Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP) presentato dal Palermo FC.

Il procedimento, avviato a gennaio, aveva l’obiettivo di raccogliere pareri, osservazioni e prescrizioni da parte di tutti gli enti coinvolti per verificare la fattibilità dell’intervento e individuare eventuali criticità. Secondo quanto riportato nel provvedimento, la conferenza si è conclusa “positivamente con prescrizioni e condizioni”, senza che siano emersi elementi ostativi assoluti alla prosecuzione dell’iter per l’ipotesi progettuale individuata.

Un passaggio chiave riguarda proprio l’individuazione della soluzione da portare avanti: viene infatti confermata la cosiddetta “ipotesi 4”, cioè la riqualificazione dello stadio esistente nell’attuale area del Barbera. Allo stesso tempo viene ribadita l’impossibilità di procedere con l’alternativa dell’ippodromo, considerata incompatibile con i tempi e con la complessità delle procedure necessarie.

La conferenza preliminare, come sottolineato negli atti, ha natura istruttoria e non sostituisce i successivi passaggi autorizzativi. Tuttavia rappresenta uno snodo fondamentale: consente infatti di raccogliere in anticipo tutte le indicazioni degli enti competenti e di orientare la progettazione definitiva riducendo il rischio di blocchi nelle fasi successive.

Pareri degli enti: via libera con condizioni

Dall’analisi dei documenti emergono numerosi pareri tecnici, in larga parte favorevoli ma accompagnati da prescrizioni.

La Soprintendenza ai Beni culturali ha espresso un assenso condizionato, evidenziando il vincolo paesaggistico dell’area e la necessità che il progetto sia compatibile con il contesto della Favorita e di Monte Pellegrino. In particolare, viene esclusa la possibilità di realizzare un nuovo impianto nell’area dell’ippodromo e viene richiesto che qualsiasi intervento tenga conto della tutela del paesaggio e delle preesistenze.

Anche sul fronte ambientale non emergono ostacoli insormontabili: l’area Ambiente del Comune ha indicato la necessità di sottoporre il progetto alle procedure di verifica ambientale (VAS o VIA), ma senza esprimere un diniego.

Sul piano urbanistico, il parere è favorevole “in linea di massima”, subordinato però alla verifica puntuale della conformità alle norme edilizie, alla sicurezza, all’accessibilità e alla prevenzione incendi nelle fasi progettuali successive.

Particolarmente rilevante è anche il contributo degli enti gestori dei sottoservizi (fibra, energia, telecomunicazioni), che segnalano la presenza di infrastrutture nell’area e la necessità di eventuali spostamenti o adeguamenti. Si tratta di aspetti tecnici che incidono direttamente sui costi e sui tempi dell’intervento e che dovranno essere affrontati nelle fasi esecutive.

Sicurezza e fattibilità tecnica

Il progetto ha già superato un primo passaggio importante anche sotto il profilo della sicurezza. I Vigili del Fuoco hanno espresso un parere favorevole di fattibilità, limitato agli aspetti preliminari ma sufficiente a confermare che l’impostazione progettuale è compatibile con le norme antincendio, in particolare per quanto riguarda accessi, vie di esodo e aree di sicurezza.

Questo elemento rafforza la solidità complessiva del progetto, che non viene più valutato solo sotto il profilo teorico, ma anche nella sua concreta realizzabilità.

Il passaggio politico: verso il pubblico interesse

Alla determinazione tecnica si affianca la nota del sindaco Roberto Lagalla del 17 marzo 2026, che rappresenta il ponte tra la fase istruttoria e quella politica.

Nel documento si evidenzia che il progetto, così come aggiornato dal Palermo FC, presenta gli elementi necessari per essere valutato ai fini della dichiarazione di pubblico interesse. Il sindaco sottolinea come la proposta consenta di coniugare sostenibilità economico-finanziaria e benefici per la città, aprendo la strada alla successiva fase deliberativa.

Un passaggio significativo riguarda la presa d’atto della scelta definitiva del club: il Palermo ha infatti formalmente rinunciato all’ipotesi dell’ippodromo, confermando la volontà di intervenire sul Barbera con un progetto di riqualificazione che porti l’impianto a standard moderni e funzionali anche alla candidatura per Euro 2032.

Il documento evidenzia inoltre che l’intervento non ha solo una dimensione sportiva, ma può avere un impatto più ampio sulla città, in termini economici, sociali e di immagine.

Euro 2032 e interesse nazionale

Il tema degli Europei resta centrale. Negli atti si sottolinea esplicitamente che il progetto dello stadio è funzionale anche alla candidatura di Palermo tra le città ospitanti di Euro 2032. Questo elemento introduce una dimensione nazionale e internazionale all’intera operazione.

La possibilità di ospitare partite della competizione viene considerata un fattore strategico, capace di generare ricadute economiche e di visibilità per la città. Non a caso, nei documenti si fa riferimento anche alla necessità di coordinamento con le strutture nazionali e con eventuali strumenti straordinari previsti per gli impianti legati alla manifestazione.

Il procedimento entra quindi in una nuova fase, più operativa e più politica. Nei prossimi passaggi sarà necessario tradurre le indicazioni degli enti in progettazione definitiva, chiarire il quadro delle risorse economiche e formalizzare la decisione dell’amministrazione sul pubblico interesse.

Il Barbera, da dossier tecnico, diventa sempre più una scelta strategica per il futuro del Palermo e della città.