Mourinho: “L’Inter era una famiglia, abbiamo vinto tutto. Finale di Champions? Potrei ancora piangere”

Mourinho: “L’Inter era una famiglia, abbiamo vinto tutto. Finale di Champions? Potrei ancora piangere”

Il coach portoghese ricorda l’anno del Triplete nerazzurro: “È stata mia la decisione di lasciare il club, ero molto felice all’Inter ma avevo un’incredibile sfida davanti a me andando al Real Madrid”

I ricordi di José Mourinho.

Intervenuto ai microfoni di Live Score, il coach portoghese è tornato a parlare degli ultimi 10 giorni della stagione 2009/2010, quando sulla panchina dell’Inter riuscì a vincere tutto portando a casa Coppa Italia, Scudetto e Champions League, completando così lo storico Triplete.

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Allo Special One, nel corso dell’intervista, viene mostrata una foto che lo raffigura mentre piange al triplice fischio della finale di Champions che ha visto i nerazzurri battere 2-0 il Bayern Monaco e la sua reazione è immediata: “Potrei ancora piangere. Perché era un miscuglio di molte cose. Prima di tutto la storia. Abbiamo vinto tutto, in 10 giorni abbiamo vinto la Coppa Italia, il Campionato e infine la Champions League: 3 gare in 10 giorni e in 10 giorni abbiamo fatto il Triplete. Era un club che inseguiva la Champions da 50 anni, 50 anni di generazioni incredibili di giocatori. Se tu pensi ai giocatori che hanno giocato per l’Inter“.

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Negli ultimi 30 anni – prosegue l’allenatore ex Manchester United tutti i migliori erano lì. Hanno avuto la generazione dei tedeschi campioni del mondo, Matthäus, Brehme, Klinsmann. Poi c’era la generazione dei brasiliani: Ronaldo e Roberto Carlos. Giocatori incredibili hanno giocato per questo club. E le persone aspettavano questo da 50 anni. È stata mia la decisione di lasciare il club, ero molto felice all’Inter ma avevo un’incredibile sfida davanti a me andando al Real Madrid. Non mi pento di quella decisione, ma è stata una decisione difficile perché stavo lasciando una famiglia, l’Inter era una famiglia. Ma nel calcio a volte devi essere un po’ freddo nel prendere le decisioni. È una carriera breve, a volte devi prendere delle decisioni difficili e io avevo preso quella decisione prima della finale. Ho affrontato la finale pensando solo alla finale, era troppo importante ed ero focalizzato solo su quella. Quando è finita la partita tutti sono venuti da me ed è stato uno dei momenti più emozionanti“.

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