Mirri: “Voglio fare una rivoluzione, fra tre anni il Palermo varrà 30 milioni. Sponsor tecnico? Ricevute 12 proposte”

Mirri: “Voglio fare una rivoluzione, fra tre anni il Palermo varrà 30 milioni. Sponsor tecnico? Ricevute 12 proposte”

L’intervista al presidente della nuova società rosanero, Dario Mirri: “Azionariato popolare? I loro soldi non andranno investiti nella squadra, bensì nelle infrastrutture del club, nella creazione del nuovo centro sportivo”

Voglio fare una rivoluzione, questa è un’impresa col cuore. Senza il cuore, probabilmente, non avrei fatto l’impresa. Sono certo che fra tre anni, col Palermo almeno in Serie B, la società possa valere almeno 30 milioni

Il “nuovo Palermo” targato Hera Hora sta prendendo corpo e la strada indicata dal presidente Dario Mirri in queste prime settimane di lavoro frenetico è stata già tracciata: sia da parte della dirigenza rosanero per riuscire a mettere in piedi in tempi strettissimi una squadra altamente competitiva per il torneo di Serie D, ma anche dalla stessa proprietà, che cercherà di ridurre ad un solo anno la permanenza fra i dilettanti.

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I primi acquisti conclusi sul mercato mostrerebbero sin da subito la volontà di puntare alla promozione diretta in Serie C, con l’arrivo di calciatori che conoscono bene la categoria e che hanno vinto nei rispettivi gironi, come Santana e Ricciardo. Il fascino del Palermo fra i dilettanti, però, sarebbe ravvisabile anche grazie ad altri fattori:

Abbiamo ricevuto dodici proposte per lo sponsor tecnico – afferma il proprietario di Damir, intervistato da Il Giornale di Sicilia, con la prescelta che dovrebbe essere la Kappa -. Dopo il Napoli, come bacino d’utenza, in Italia c’è il Palermo. Io sto rischiando, questo è chiaro e nessuno lo nega, ma abbiamo deciso di correre questo rischio“.

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Un rischio che l’imprenditore palermitano non si è preso da solo, perché all’interno di Hera Hora c’è pure la mano dell’italo-americano Tony Di Piazza ed anche perché la nuova società siciliana potrà contare sull’appoggio della tifoseria, sotto forma di azionariato popolare: “I loro soldi però non andranno investiti nella squadra – puntualizza Mirribensì nelle infrastrutture del club, nella creazione del nuovo centro sportivo“.

Si tratta dunque di un Palermo che nasce con l’obiettivo di tornare al più presto dove gli compete e che guarda già a progetti futuri, ma con la testa al campo. Alla Lega D è stato infatti chiesto il rinvio della sfida di Coppa Italia contro il Biancavilla per le evidenti difficoltà temporali legate all’allestimento della squadra, il che rientra nella normalità per una società che soltanto da poco ha potuto iniziare a lavorare in modo concreto:

Questa è una pagina bianca e stiamo iniziando a scriverla. Io ci credo e sto rischiando su questa impresa, ma sono convinto che il Palermo sia veramente dei tifosi. Lo dico sin dall’inizio, noi possiamo partire da questo. Palermo è la quinta città d’Italia, non abbiamo niente in meno di Bergamo, ma guardate dov’è l’Atalanta ora. Passa tutto dai risultati, ne siamo consapevoli. Ma c’era qualcuno disposto a correre tutto questo?“.

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