Milan-Inter, Theo Hernandez: “Ibra un plus, sarà un grande derby. Scudetto? Non abbiamo scuse”

Le parole dell’esterno del Milan in vista del derby della Madonnina

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Sale l’attesa per il derby di Milano.

Domenica 21 febbraio alle 15:00 l’Inter sfiderà io Milan nella gara valida per la 23ª giornata di Serie A allo stadio “Giuseppe Meazza”. Un appuntamento importante presentato a poco più di 24 ore dalla sfida dall’esterno rossonero, Theo Hernandez, ai microfoni di “DAZN”.

“Qui a Milano i derby sono tutti importanti, però certamente questo lo sarà di più per la posizione e i pochi punti di distanza che ci separano in classifica: sarà un gran derby. Una partita dura e intensa ma penso che faremo una bella prestazione. Chi temo di più? In realtà non temo nessuno e nemmeno i miei compagni hanno paura. Faremo il nostro gioco e lotteremo per vincere”.

Sull’obiettivo scudetto“Al momento non abbiamo scuse, infatti lavoriamo tutti i giorni e poi vediamo come andrà a finire. Avere in squadra Ibra è un plus. Quello che impressiona è il suo fisico, arrivare così a 39 anni, impressiona come sta fisicamente in campo e come aiuta i compagni. Se rompe le scatole? Molto! Sta addosso a tutti, quando sbagliamo un passaggio ci dice che dobbiamo dare di più. È una gran persona e un ottimo compagno di squadra. Alcune volte si arrabbia e ci rimprovera, ma è giusto che lo faccia e ci dica quello che dobbiamo fare”.

Sull’importanza della famiglia: “Ho un rapporto bellissimo con mio fratello Lucas, parliamo tutti i giorni e siamo molto uniti, fratelli fino alla morte. Se parliamo di Nazionale? No, non ancora. Quell’esultanza contro la Lazio era un messaggio per Deschamps. Sto lavorando duramente per poter andare in Nazionale. Quello che devo fare è lavorare ogni giorno e sperare nella convocazione. Sono nato a Marsiglia e cresciuto in Spagna, ma mi sento francese. La mia famiglia è in Francia e io sono francese”. 

Chiosa finale sull’ex compagno di squadra Hakimi: “Non mi aspettavo il Real ci lasciasse andare via. Entrambi eravamo al Real Madrid e giocavamo poco. La cosa migliore che potessimo fare è stata quella di andarcene, perché se sei lì e non giochi, non sei felice e non ha le opportunità che vorresti avere. Però sia io che Hakimi abbiamo fatto del nostro meglio e ora siamo entrambi qui a Milano. Lui è un giocatore incredibile. Ha molto talento, velocità, qualità. Più o meno ci assomigliamo. Lo conosco personalmente e abbiamo passato molto tempo insieme. È un bravo ragazzo e un ottimo amico. Cosa gli dirò al derby? Nulla, in campo siamo tutti nemici, ma fuori siamo tutti buoni amici”.

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