La Champions League rimane a Parigi. Il PSG vince ai rigori contro l'Arsenal e bissa il successo dello scorso anno. Per l'Arsenal la finale di Champions si conferma maledetta: due gettoni, due sconfitte. Le pagelle dell'incontro di Dennis Rusignuolo.
ARSENAL
RAYA 6.5: Nel primo tempo è praticamente inoperoso. Come il suo collega dall’altra parte, si limita a chiudere la porta agli avversari con uscite importanti. Para anche un rigore a Nuno Mendes nella lotteria dei rigori.
MOSQUERA 5: Per un’ora di partita è ai limiti della perfezione. Difende con ordine, con poca pulizia ma con estremo cinismo. Viene ammonito per perdita di tempo, un segnale dell’arbitro da mandare ai Gunners, poi rischia l’espulsione quando si perde Kvara e commette il fallo da rigore. Esce subito dopo il pari di Dembelé. (Dal 65’ - TIMBER 5.5: È tornato da poco, non è nelle migliori condizioni, ma approccia male la gara. Spesso alto sulla destra, è da quel lato che il PSG rischia di punire in contropiede. Disattento).
SALIBA 5.5: Nel primo tempo viene fuori dalla pressione con un’autorevolezza unica. Insieme a Gabriel chiude la cerniera e non fa passare nulla, ma nel secondo tempo le distanze vengono meno ed è costretto a rincorrere a perdifiato Kvara e Barcola, senza riuscire a prenderli mai.
GABRIEL 6: Probabilmente il migliore dell’Arsenal. Chiude qualsiasi cosa, si sdraia un paio di volte sul prato della Puskas Arena e chiude in scivolata chiunque. Nel secondo tempo da quella parte il PSG non sfonda. Poi calcia il rigore decisivo, e lo manda alle stelle. L’emblema della brutalità che spesso offre questo sport.
HINCAPIE 5.5: Arteta sceglie lui e non Calafiori per aumentare la copertura della difesa. Più marcatore e meno portatore di palla. È il più in difficoltà della linea già dall’inizio, ma compensa alla distanza grazie alla garra che lo distingue.
RICE 7: Factotum. Lo vedi giocare e sei stanco per lui: per 120 minuti insegue chiunque. Detta i tempi di pressione, si abbassa in regia e si alza quando serve. Fa veramente di tutto, compreso calciare un gran rigore dopo un brutto errore di Eze.
LEWIS-SKELLY 6.5: 19 anni, venti a settembre. Gioca con la sicurezza di un veterano, e la brillantezza fisica di un giovane del suo calibro. Fornisce copertura a Rice e supporto a Odegaard. Niente male. (Dal 90’ - ZUBIMENDI 6: Tocca pochi palloni. Normale amministrazione).
ODEGAARD 6: Si vede veramente poco, ma è fondamentale nel lavoro sporco che oscura il centrocampo del PSG per grandi tratti di primo tempo. Serve un pallone d’oro ad Havertz, ma il tedesco non fa 2-0. Nel secondo tempo si eclissa ed esce subito dopo il pareggio dei parigini. (Dal 65’ - GYOKERES 6: il suo primo tiro in porta è al 119’. Fa a sportellate con la difesa del Paris, ma i francesi gli prendono subito le misure. Risponde calciando alla grande il primo rigore della serie dei Gunners).
SAKA 6: Cresciuto con l’Arsenal, il biancorosso cucito sulla pelle. Rischia di mettere in salita la sua partita con un rinvio goffo che gli rimbalza sul braccio un paio di volte. Graziato, si spende e sacrifica per raddoppiare Kvara sull’esterno. Nel secondo tempo viene fuori la sua attitudine, e la sua poca propensione visto il giallo che Siebert gli sventola (Dal 82’ - MADUEKE 6: La miccia che serviva ai Gunners. Svernicia più volte Nuno Mendes, che quasi causa un rigore nei supplementari. Mezzo punto in meno per gli errori dalla bandierina: considerando la forza dell’Arsenal, equivalgono a dei gol sbagliati).
TROSSARD 6: Viene colpito dal pallone e realizza l’assist per Havertz. Anche lui deve ripiegare in difesa piuttosto che attaccare, e la fatica presenta il conto dopo il pari del Paris. Arteta lo sostituisce insieme a Saka. (Dal 82’ - MARTINELLI 6: Ingresso apatico e senza mordente. Calcia, però, un ottimo rigore nella lotteria)
HAVERTZ 7: In finale è baciato da qualche divinità pagana. Il suo primo pallone della gara lo piazza alle spalle di Safonov. Mantiene la linea del Paris bassa perché nei duelli aerei si fa valere. Marquinhos gli chiude un tiro destinato in porta, ma la sua colpa è quella di aver tardato la conclusione. Nel secondo tempo è costretto a rincorrere e sbaglia qualche scelta. (Dal 90’ - EZE 4.5: Non tocca palla per quasi tutto il supplementare. Ingaggia un duello di nervi con Safonov durante i calci di rigore, ma pecca di lucidità. Saltella, cincischia troppo, e calcia fuori).
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