La classe sopraffina di Mohamed Salah: l’ex Roma segna i gol più belli per L’Egitto fuori dal campo…

La classe sopraffina di Mohamed Salah: l’ex Roma segna i gol più belli per L’Egitto fuori dal campo…

La storia di Mohamed Salah, che sta finanziando numerose opere di beneficenza in Egitto, tra cui un ospedale e una scuola femminile

08/10/2017. L’Egitto batte il Congo per 2 a 1 e si qualifica ai Mondiali di Russia 2018.

Eroe indiscusso di questa impresa storica, Mohamed Salah, attaccante del Liverpool, che ha letteralmente trascinato da solo una Nazione intera verso la competizione più importante del mondo. Al 93′, l’arbitro assegna un calcio di rigore che può valere la qualificazione: sul dischetto va ovviamente lui e non sbaglia, o meglio, non può sbagliare.

Sa che è l’unico che può prendersi questa responsabilità, l’unico che può calciare quel pallone talmente bollente da poterne rimanere scottato. Ma sa anche che quando inizierà a pensare in che angolo mirare, quando inizierà la rincorsa, e quando impatterà finalmente il suo magico sinistro con quella palla, non sarà da solo: ci sono tutti i suoi compagni di squadra, ci 95.690.000 egiziani. Salah segna, e corre, con la 10 sulle spalle. Corre perché è il più veloce di tutti, corre perché ce l’ha fatta, corre verso il suo popolo: il telecronista egiziano piange, cerca di dire qualcosa ma riesce solo a ripetere: “Allah è grande, grazie Salah, Allah è grande…“.

Ma non è solo grazie al mondo del calcio che il fenomeno ex Roma sta diventando l’eroe del suo paese. Oltre ad essere riconosciuto come uno dei calciatori più forti della storia del calcio egiziano (lo ha detto anche Mido pochi giorni fa), Salah si sta sempre più eleggendo a vero Uomo del popolo, con numerose opere di beneficenza soprattutto nella sua città natale, sempre in silenzio e con l’umiltà che rende unica la pienezza di questo ragazzo, l’umanità sopraffina che possiede.

Si dice che “si torna sempre dove si è stati bene“, ed è per questo che Salah non riesce a stare lontano dal luogo che lo ha visto nascere, crescere e lo ha aiutato a realizzare i suoi sogni.

Parliamo di Nagrig, distante più di 100 chilometri dalla capitale del Cairo. Il Sun è andato proprio in quella piccola cittadina ad incontrare le persone che hanno reso grande quel ragazzino dai capelli ricci e per capire cosa il numero 11 significhi oggi per il popolo egiziano. Gli inviati del quotidiano inglese hanno incontrato Sherif Habib, ex presidente della sua prima squadra, l‘El Mokawloon SC, cui sede distava più di 160 chilometri da casa sua. Habib ha parlato di come nel 2008 portò il ragazzo in Europa, alla corte del Basilea, per aiutarlo a realizzare il suo sogno di sfondare nel calcio che conta.

Poi gli inviati del tabloid inglese sono andati in giro per le strade, per vedere con i propri occhi quanto e in che modo Salah viva ogni giorni tra le mura della città, attraverso i suoi numerosi interventi, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Happiness maker“, creatore di felicità. Ha finanziato la prima ambulanza della zona e ha acquistato numerose e costose attrezzature mediche; sta facendo costruire a sue spese un centro sportivo, una scuola femminile e un ospedale.

Per evitare che le sue donazioni finissero nelle mani sbagliate, ha fondato la sua personale organizzazione di beneficenza, la Mohamed Salah Charity Foundation, gestita dal sindaco di Nagrig, Maher Shatiyah: “Salah è una persona raffinata che, nonostante la sua popolarità, non ha mai dimenticato la sua città“. Il sindaco ricorda anche di quando al giocatore fu promesso un lauto bonus se avesse portato l’Egitto ai Mondiali (sapete già come andò a finire): dopo la vittoria contro il Congo, la stella del Liverpool spese tutta la somma in medicinali da distribuire agli abitanti.

Le opere di beneficenza dell’attaccante rimangono molto spesso nel silenzio, visto che sia lui, sia i suoi genitori hanno deciso di non pubblicizzarle ai media: il padre ha detto che, semplicemente, sta esprimendo gratitudine per il posto che lo ha visto diventare grande. Tutti i bambini di Nagrig oggi indossano quella maglia rossa numero 11, con il suo nome scritto sopra: Salah, la storia dell’ultimo imperatore d’Egitto, la storia di un Eroe dentro, ma soprattutto fuori dal campo.

 

 

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