Juventus-Inter, Floro Flores: “Sarri? Incredibilmente scaramantico, vi racconto. Conte e il sesso…”

A due giorni da Juventus-Inter, Antonio Floro Flores, racconta Conte e Sarri: due personalità tanto diverse quanto vulcaniche, tra film, regole e scaramanzie

Parla Antonio Floro Flores.

A due giorni da Juventus-Inter, gara di cartello della ventiseiesima giornata di Serie A e determinante per la sorti della lotta Scudetto, che vede attualmente coinvolti proprio bianconeri e nerazzurri – oltre che la dinamica Lazio di Simone Inzaghi -, l’ex attaccante di ArezzoUdinese, e Napoli, intervenuto ai microfoni del portale GianlucaDiMarzio.com, si è raccontato a tutto tondo, svelando alcuni retroscena sul modus operandi dei due tecnici in questione, Maurizio Sarri e Antonio Conte.

“Sarri era legatissimo ad alcuni riti, aveva una serie di abitudini che non voleva abbandonare: era incredibilmente scaramantico. Per esempio, aveva una fissazione per gli scarpini: voleva che tutti ce li tingessimo di nero prima di scendere in campo. Il perché? Non l’ho mai capito – ha proseguito il classe ’83 -. Una volta provai a spiegargli che l’Adidas mi pagava per indossarli in campionato, però non ne voleva sapere di cambiare idea. «E allora dovrò parlare con il presidente» gli dissi. «No, tu fai quello che dico io». In fondo, però, era piacevole: pur essendo un tipo serio, ci potevi parlare e ragionare”. 

Il ritratto di Conte, invece, è quello di un vero e proprio sergente sia fuori che dentro il campo: “Tornato al posto di Sarri, era diventato un martello pneumatico. Un giorno si sfogò con me, in privato, nello spogliatoio. Disse che, se non mi fossi allenato come diceva lui, allora sarei rimasto a casa. «Ora comando io». «Perché, prima chi comandava?», gli chiesi. Mi spiegò che da quel giorno in poi ci sarebbero state alcune regole da rispettare e che non avrebbe fatto eccezioni. Dopo quel faccia a faccia, si è creato un legame molto intenso: ne sono orgoglioso. Sin dal primo giorno – ha raccontato Floro Flores -, ha fissato le sue regole sulla dieta, ci teneva a vederci in forma e aveva ragione: è importantissimo. Quanto al sesso, non ricordo nessuna indicazione. Certe cose un professionista le deve saper gestire da sé. Anche perché, diciamoci la verità, come fa Conte a sapere cosa ho combinato a letto il giorno prima?!”.

Personalità forti ma totalmente diverse quelle che contraddistinguono i due allenatori. Così come differenti sono i metodi usati da Sarri e Conte per cercare di caricare i propri giocatori: “Prima di ogni partita, Sarri voleva che nello spogliatoio fosse riprodotto un audio. Era il discorso di ‘Ogni maledetta domenica’, che dovevamo ascoltare mentre ci preparavamo a scendere in campo. Bello? Per me no, non mi caricava per niente. Se mi vuoi trasmettere qualcosa nel pre-partita, per come la vedo io, lo devi fare tu, in prima persona, mettendoci la faccia. E Conte, sotto questo punto di vista,era tutta un’altra cosa.Conte scelse di farci vedere 300 – ha proseguito -. Stavamo andando a Bologna, in pullman, magari pensò che quel film ci avrebbe potuto dare una carica importante. E il modo in cui si rivolgeva a noi, prima di ogni gara, rifletteva quel punto di forza che lo distingue ancora oggi: il carisma”.

Infine, l’ex attaccante, ha raccontato la reazione di Conte  dopo la comunicazione dell’esonero, il primo della sua carriera: “Voi siete questi, è vero. Ma siete soddisfatti di quello che siete? Io no. Voglio migliorare sempre di più, tra cinque anni voglio vincere lo scudetto con la Juventus. Lasciò lo spogliatoio con questa frase”.  Con precisione chirurgica, esattamente cinque anni dopo, Conte rispetterà la promessa. Detto fatto.

 

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