Italia, il magic moment di Orsolini e l’orgoglio di papà Paride: “A Palermo emozioni uniche. Euro 2020? Sarà dura, ma Riccardo ha un vantaggio…”

Le dichiarazioni rilasciate dal padre di Riccardo Orsolini, Paride, sbarcato a Palermo per assistere al debutto del figlio in azzurro

“Dopo la partita Riccardo era felicissimo”.

Parola di Paride Orsolini. Lo scorso 8 novembre la prima chiamata ufficiale da parte del commissario tecnico della Nazionale italiana Roberto Mancini in vista delle gare contro Bosnia Erzegovina e Armenia. Poi, lunedì sera, l’esordio in quel di Palermo e la prima rete in azzurro, oltre ad un assist ed un rigore procurato. Una partita che Riccardo Orsolini difficilmente dimenticherà. “E pensare che la convocazione è arrivata nel suo momento meno brillante, se l’aspettava la volta precedente, a metà ottobre”, ha dichiarato il padre del talentuoso attaccante di proprietà del Bologna, intervistato ai microfoni de ‘La Repubblica’.

Tra gli spalti del “Renzo Barbera” c’era anche lui, Paride, sbarcato nel capoluogo siciliano proprio per assistere al debutto del figlio. “Devo dire che in tribuna all’intervallo, quando l’ho visto scaldarsi e ho capito che sarebbe potuto entrare, beh lì l’emozione mi è davvero salita – ha spiegato -. Quando ho capito che mio figlio avrebbe potuto sfondare? Beh, sfondare è una parola grossa, restiamo calmi. In effetti però sin da piccolo si vedeva che aveva un’altra marcia, solo che ognuno ha i suoi tempi di crescita e lui, per dire, negli Allievi dell’Ascoli, la squadra per cui ovviamente tifava da ragazzino, era il più piccolo di statura. Quindi quelle potenzialità innate si vedevano meno con l’aumentare dell’atletismo dei suoi coetanei. Poi all’improvviso è cresciuto anche lui. Se ce la farà ad andare all’Europeo? Lo sto stimolando molto proprio per questo, sa quanto sia difficile e sa di dover fare benissimo col Bologna, da qui alla fine della stagione. Purtroppo vanno in 23, sarà durissima. Ma lui ha un grande vantaggio, gioca senza avvertire troppo la tensione, non è un vantaggio da poco, questa sua spensieratezza”, sono state le sue parole.

ATALANTA E BOLOGNA – “Non ha trovato spazio? Va anche detto che aveva davanti Ilicic, le occasioni erano poche. Poi è andato al Bologna, con Donadoni, alle spalle di Verdi e in un modulo, il 4-3-3, adattissimo alle sue caratteristiche; mentre quando è arrivato Inzaghi e si è passati al 3-5-2, era un po’ perplesso, la mezzala non l’aveva mai fatta, per un attaccante come lui avere la linea del campo come punto di riferimento era importante, in mezzo si sentiva un po’ spaesato, è un ruolo complicato quello. Con l’arrivo di Mihajlovic la svolta? Sinisa gli ha dato molta fiducia sin da subito, l’ha fatto sentire importante, gli ha permesso di osare, anche di poter sbagliare. Riccardo ha risposto molto bene, credo sia legatissimo al suo allenatore, l’ha anche detto di recente”.

TRA PASSATO E PRESENTE – “Ringrazio Remo Orsini, che lo scoprì in spiaggia, quando mio figlio aveva 8 anni, e Marino Camaioni che lavora con l’agente di Riccardo, Donato Di Campli. Anzi, fu lui a portarglielo. A Palermo eravamo io, Marino e Donato, mia moglie fa la maestra alla scuola primaria e non poteva venire perché aveva lezione. Riccardo si trova benissimo a Bologna, col club, con la città, con tutti. Poi, rispetto a Bergamo, qui ha anche amici di Ascoli che studiano e altri che si sono fermati a lavorare, per cui si vedono, e anche noi a casa siamo più tranquilli, per quanto poi Riccardo non ami uscire troppo, è uno che sta bene in casa, io dico che è un ragazzo casereccio. Lui molto introverso? No, anzi, è sempre sorridente e con la battuta pronta. Parla di calcio volentieri, ma mai di cose di spogliatoio, e neanche gradisce, nemmeno da noi, che gli si facciano domande”, ha concluso.

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