Inter, Esposito: “Vivo per il calcio ma vado con calma. Conte straordinario, di Lukaku mi ha impressionato…”

Le dichiarazioni rilasciate dal giovane talento classe 2002 dell’Inter: “Io ho solo due segreti. L’umiltà e la spensieratezza”

“La gente mi riconosce, mi ferma per strada, è bellissimo. Se i calciatori possono godere di questa popolarità, è grazie all’amore dei tifosi”.

Parola di Sebastiano Esposito. Diversi sono stati i temi trattati dal giovanissimo talento classe 2002 di proprietà dell’Inter, intervistato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’: dal debutto in Serie A ed in Champions League con la maglia nerazzurra, al suo rapporto con il tecnico Antonio Conte e con il compagno di squadra, Romelu Lukaku. Ma non solo…

“Io ho solo due segreti. L’umiltà e la spensieratezza. E gli insegnamenti dati dalla mia famiglia. Di ogni squadra in cui gioco mi piace essere il leader. La pressione? Forse faccio ancora fatica a rendermi conto di cosa sta succedendo. Giocavo in Under 17 e ho esordito in Primavera, giocavo in Primavera e mi allenavo in prima squadra, poi il debutto in Europa League, quello in Champions e in Serie A. Quando sono andato via di casa a 8 anni, ho capito che non avrei potuto vivere come un bambino qualsiasi. E la stessa cosa quando mi sono trasferito all’Inter. Calcio, studio e poco altro, ma adesso mi va bene così”, sono state le sue parole.

SCARAMANZIA – “Vivo per il calcio e ho già realizzato tanti miei sogni. Devo tanto al responsabile del settore giovanile dell’Inter Roberto Samaden ma voglio ricordare anche Roberto Clerici, che mi scoprì portandomi a Brescia e che è scomparso. Alla famiglia devo ogni cosa e a mia madre forse dedicherò il prossimo tatuaggio. Il giorno dell’esordio in Champions e in Serie A, la mia famiglia non era allo stadio per mia scaramanzia. I miei genitori non c’erano contro l’Eintracht, c’erano invece in questo inizio di stagione ma l’esordio in A non arrivava. Così, ridendo, gli ho detto di stare a casa. E quando sono entrato, in tribuna c’era solo mio fratello Salvatore”.

CONTE, LUKAKU E NON SOLO – “Conte è impressionante, un allenatore straordinario. Lukaku? Un ragazzo di un’umiltà fuori dal comune. Mi ha accolto nello spogliatoio come fossi il suo fratellino. Da lui ho solo da imparare, ma ho legato anche con D’Ambrosio, che fu allenato da mio padre ed è partito dalla Juve Stabia. Ci tengo che sappia quanto è importante per me.

OBIETTIVI – “La gioia e la delusione più grande della mia vita? Gli esordi sono gioie, un’emozione diversa dall’altra. La delusione è stata la sconfitta in finale nell’ultimo Europeo Under 17 contro l’Olanda, ma mi ha fatto crescere. Qatar 2022 un obiettivo? Piano. Se sono arrivato qui, è soltanto per aver fatto un passo alla volta”, ha concluso Esposito.

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