Imborgia-Mediagol: “Il Palermo farà fatica ad avere giovani talenti dai top club. Zaniolo? L’Inter aveva un tesoro ma…”

L’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it da Antonino Imborgia, noto agente FIFA che cura gli interessi dell’attaccante del Palermo, Lorenzo Lucca

Dirigente navigato,  talent scout, agente FIFA tra i più stimati dagli addetti ai lavori. La parabola ascendente di Antonino Imborgia, ex calciatore nato a Palermo nel 1958, è stata cadenzata da diversi step in ambito professionale. Operatore di mercato a tutto tondo e profondo conoscitore del pianeta calcio in tutte le sue numerose sfaccettature. L’agente, tra gli altri, del talentuoso classe 2000 in forza al Palermo, Lorenzo Lucca, ha concesso un’interessante intervista esclusiva alla redazione di Mediagol.it analizzando minuziosamente il momento vissuto dal movimento calcistico italiano

“Quali profili under ritengo particolarmente promettenti nel panorama italiano? Quest’anno mi sono rimesso a guardare un po’ di giovani nelle migliori squadre primavera. Vi dico subito che non c’è tantissimo. Un altro Zaniolo non c’è. Nicolò è un giocatore diverso. L’Inter forse non se n’è accorta in tempo o lo ha inserito nella trattativa per Radja Nainngolan, oppure Spalletti non lo ha fatto allenare in prima squadra, non lo so. Ci sono una decina di giocatori giovani che potenzialmente possono ambire a qualcosa di importante. Però onestamente non faccio i nomi, non è piacevole. C’è qualche calciatore talentuoso e di spicco all’interno del settore giovanile dell’Inter, qualche buon giocatore alla Roma ma meno rispetto al passato.  Ci sono un paio di giocatori molto interessanti invece nella cantera del Genoa. Il problema è che oggi se il Palermo gioca nella Lega Pro, anche se ha un blasone ed una tradizione di ben altro livello, i top club non la considerano una prima opzione per il processo di formazione e crescita dei loro ragazzi. A mio avviso sia chiaro, è una scelta ed una valutazione errata. Io preferisco mettere un classe 2001-2002 in una rosa che gioca in uno stadio dove ci sono 15 o 20 mila spettatori. Piuttosto che in un club di Serie B in cui la domenica ti seguono dagli spalti duemila spettatori. Diventare calciatore vero significa saper gestire pressioni ed atmosfera in ambienti e stadi particolarmente caldi e passionali, con tutti i pro ed i contro che ne conseguono. Difficilmente in Serie C il Palermo potrà contare sui prospetti provenienti dai vivai dei grandi club. Poiché molti top manager hanno questa filosofia, a mio avviso errata, di anteporre la categoria a tutta una serie di fattori molto più significativi ai fini della maturazione del giovane atleta.  Un esempio su tutti: Alex Brunner, da Como, piazza  in cui era un leader ed ha vinto campionati da protagonista, lo portai a Salerno. Era un ottimo portiere ma non non poteva entrare in quello stadio e gestirne calore e pressioni. Ho preso uno che non era bravo come Brunner, Marco Ambrosio, che era al Chelsea a fare il quarto portiere. Il Palermo, credetemi, fa fatica a prendere i migliori del Torino o i migliori dell’Inter. Sbagliano le società perché oggi le figure dominanti all’interno dei top club sono i presidenti, gli amministratori e vogliono fare calcio in prima persona, arrogandosi il diritto di vantare competenze che non hanno. Al Palermo adesso l’organizzazione dirigenziale è perfetta in quanto ripartita con logica settoriale. Rinaldo Sagramola è uno che sa fare bene il suo lavoro di organizzazione del club, di commercializzazione del prodotto, del logo, del marchio. Un amministratore delegato eccellente  con grandi competenze gestionali ed amministrative, Renzo Castagnini è un ds puro, grande conoscitore della materia e dei calciatori e sovrintende tutta l’area tecnica. Quest’anno Renzo ha scelto 24 giocatori sui 27 della rosa, com’è giusto che sia. In altri club le cose vanno in maniera molto diversa”.

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