Giovanni Tedesco-Mediagol: “La mia idea sul nuovo club rosa, Rinaudo e Pergolizzi ok. Mio futuro al Palermo? Piacere e imbarazzo…”

Giovanni Tedesco-Mediagol: “La mia idea sul nuovo club rosa, Rinaudo e Pergolizzi ok. Mio futuro al Palermo? Piacere e imbarazzo…”

L’intervista esclusiva concessa dall’ex Fiorentina, Genoa e Palermo, oggi tecnico del Valletta, Giovanni Tedesco, alla redazione di Mediagol.it

Idolo della tifoseria rosanero e profilo stimato a livello trasversale sul piano umano e professionale.

Ogni qualvolta si sfoglia la margherita per individuare un potenziale candidato a sedere sulla panchina del Palermo, il nome di Giovanni Tedesco è sempre in cima alla gerarchie di gradimento dei tifosi del club di Viale del Fante. Quattro anni intensi all’ombra del “Barbera” nelle vesti di calciatore, una breve parentesi da tecnico a referto nel corso dell’era Schelotto. Leader carismatico, giocatore simbolo, figura di riferimento imprescindibile per tutti gli allenatori, i dirigenti, i numerosi compagni di squadra con i quali ha condiviso quel significativo trascorso professionale. La maglia rosanero come una seconda pelle, uno straordinario spirito di gruppo ed un atteggiamento sempre motivante e costruttivo, volto ad anteporre gli interessi della squadra a quelli squisitamente individuali. Un rendimento eccellente, centrocampista dinamico, generoso ed instancabile, fine senso tattico e grande vis agonistica, lodevoli tempi di inserimento in fase offensiva con annesso fiuto del gol. Tante le maglie ricche di storia e tradizione indossate dall’attuale tecnico del Valletta, classe 1972, Genoa, Perugia Fiorentina, tra le altre. Ovviamente, la simbiosi con il club e la squadra della sua città ha contenuti e dinamiche incomparabili con le pur significative e gloriose tappe della sua intensa carriera sul rettangolo verde. Particolarmente apprezzato per metodologie di lavoro, competenze specifiche e capacità motivazionale, nel corso della sua esperienza in numerosi top club del calcio maltese, l’ex calciatore rosanero ha concesso un’intervista esclusiva alla redazione di Mediagol.it in cui fotografa la stagione del club di proprietà del binomio Mirri-Di Piazza ed il cammino della compagine guidata da Rosario Pergolizzi.   

“Il club rosanero in Serie D? Sono il primo tifoso del Palermo e lo seguo sempre. Pergolizzi ha fatto un percorso straordinario, portando fin dalla prima giornata la squadra in testa alla classifica, nonostante le numerose pressioni che una piazza importante come quella siciliana dà quotidianamente. Palermo ha grandi aspettative e la società, l’allenatore e la squadra stanno facendo un ottimo lavoro. Vincere un campionato, in qualsiasi categoria, non è mai facile. I meriti ci sono da parte di tutti, anche dei tifosi. Non so quando il campionato potrà riprendere, anch’io non so quando la mia squadra a Malta tornerà in campo, ma al momento è l’ultimo dei miei pensieri. La squadra si allena con sedute personalizzate a distanza e, per questo, la seguo, ma in caso di eventuale ritorno all’attività non so come i giocatori potranno ritrovarsi mentalmente e fisicamente. Io profilo molto amato e allenatore tra i più desiderati dai tifosi rosanero in prospettiva futura? Mi fa certamente piacere, ma allo stesso tempo mi imbarazza perché adesso alla guida del Palermo c’è un allenatore che è mio amico e sta facendo un ottimo lavoro. Mi sembra una mancanza di rispetto nei suoi confronti, ma non nascondo che mi fa piacere sentire il calore dei tifosi e che il mio sogno è essere un allenatore vero per i rosanero, perché nel corso dell’esperienza con Schelotto ero un allenatore virtuale. È una delle mie più grandi ambizioni, ma in questo momento rimane tale. Pergolizzi ha tanti meriti e si appresta ad ottenere la promozione, per cui non è giusto adesso parlare di altri allenatori. Organico per la Serie C? Quando vinci devi cambiare poco. La società dovrà essere brava a inserire due o tre innesti di spessore, perché la Lega Pro è un campionato a sé e bisognerà fare un altro salto di categoria. La filosofia della nuova proprietà? Mi piace il rapporto che la nuova società ha con la città e la tifoseria. È un po’ quello che è mancato nell’era Zamparini. L’ex patron era un imprenditore e ha fatto grandi cose, ma il rapporto con le persone è venuto a mancare e alla fine questo aspetto ha fatto anche la differenza. Sagramola è, inoltre, è un abile ed esperto dirigente. Il Palermo è in buone mani e sono fiducioso e contento del lavoro che stanno facendo. Centro sportivo? Bisognerà vedere se daranno alla società la possibilità di costruirlo e di fare degli investimenti, la burocrazia in questi casi è complessa. Il lavoro della dirigenza, comunque, mi fa veramente ben sperare. Rinaudo? Leandro nutre un grande amore verso la maglia del Palermo. Alle spalle ha una importante carriera da direttore sportivo, nonostante la giovane età. Lo vedo bene, anche se nel settore giovanile ci sono stati pochi cambiamenti rispetto a quindici anni fa. Rinaudo merita di essere lì, insieme a Di Fiore che è l’unica novità, per il resto direi che è ‘il vecchio che avanza’”.

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