Gilardino-Mediagol: “Vi racconto Santana, talento straordinario. La mia concezione del ruolo di allenatore, Pro Vercelli grande opportunità”

Gilardino-Mediagol: “Vi racconto Santana, talento straordinario. La mia concezione del ruolo di allenatore, Pro Vercelli grande opportunità”

L’intervista esclusiva concessa da Alberto Gilardino, campione del mondo con l’Italia 2006 ed ex Milan, Fiorentina e Palermo, alla redazione di Mediagol.it

Quante magie e momenti significativi condivisi in maglia viola.

Mario Alberto Santana e Alberto Gilardino hanno fatto divertire e sognare i tifosi della Fiorentina. Un legame umano e professionale non soggetto al logorio del tempo ed alle diverse evoluzioni delle rispettive carriere. Il bomber nato a Biella si è consacrato negli anni uno dei bomber più prolifici, talentuosi ed efficaci dell’intero panorama calcistico italiano. La bacheca di Gilardino luccica di storia e di trofei, una parabola professionale pluridecorata e prestigiosa quella dell’ex Milan e Fiorentina che ha sollevato al cielo Champions League, Supercoppa Europea e Mondiale per club con la maglia rossonera, conquistando il titolo mondiale nel 2006 con la Nazionale azzurra guidata da Marcello Lippi. Il bomber classe 1982, protagonista a Palermo di una salvezza miracolosa nella stagione 2015-2016 tesse le lodi del calciatore argentino ed illustra nel dettaglio il suo nuovo profilo di allenatore nel corso dell’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it. 

“La scelta di vita e di cuore di Santana che ha sposato la causa del nuovo Palermo in Serie D? Voglio salutare con grande affetto Mario Alberto Santana, un giocatore davvero straordinario sia per le sue qualità tecniche che per le sue doti umane. Avrebbe potuto dare ancora di più al calcio, raggiungere traguardi e mete ancor più prestigiose in relazione al suo talento, ma purtroppo non è stato così a causa di alcuni infortuni che lo hanno condizionato nel corso della sua carriera. Per il Palermo è senza dubbio una bandiera e un giocatore davvero importantissimo in quella categoria, lui tecnicamente dispone di grandissima qualità e negli ultimi anni ha giocato anche seconda punta nonostante fosse nato esterno. Un calciatore che salta spesso l’uomo e crea superiorità numerica costante, ricco di estro e qualità balistiche,  può giocare da estremo di un tridente offensivo, meglio se schierato a piede invertito. Credo tattico, forma mentis e filosofia calcistica di Gilardino allenatore? Ho avuto la possibilità di muovere i primi passi ed intraprendere la carriera da tecnico in Serie D vicino Brescia (Rezzato), mentre in questa stagione ho avuto l’occasione di allenare in Serie C la Pro Vercelli grazie anche alla fiducia concessami dal presidente del club, Massimo Secondo, e dal direttore Varini. Adesso siamo fermi da venti giorni a causa dell’emergenza Coronavirus, poter lavorare in un contesto del genere in questa nuova veste per me è davvero un’esperienza incredibile. Credo che bisogna capire subito caratteristiche, dinamiche e dimensioni della realtà in cui operi, comprendere rapidamente struttura e potenzialità della squadra che guidi e del gruppo di calciatori che sei chiamato ad allenare. Quest’anno abbiamo iniziato con il 4-3-3 e lavorato molto intensamente sull’assimilazione, l’interpretazione e lo sviluppo dei principi insiti in questo modulo, però bisogna essere bravi e malleabili a cambiare l’assetto della squadra in relazione alle contingenze. Nell’ultimo mese e mezzo ho capito che ci voleva più concretezza davanti e anche un assetto difensivo più compatto e quindi abbiamo modificato il modulo e ci siamo messi a 3 dietro. In un anno, che è molto lungo, bisogna essere bravi a trovare le situazioni migliori in virtù el periodo e delle esigenze del momento, per poi mettere i tuoi calciatori nelle condizioni migliori per potersi esprimere al top. Credo sia questo il principale valore aggiunto che deve apportare il lavoro di un allenatore, cercare di far esprimere al meglio sia i singoli di grande talento, sia il collettivo nel suo complesso, per avere un’organizzazione solida e forte di squadra che ti sostenga anche nei momenti in cui le individualità non brillano particolarmente. Le mie ambizioni in chiave futura? Credo che in un momento così complesso e drammatico per il mondo intero, il calcio passi in secondo piano, un obiettivo da parte di tutti è che si ritorni alla normalità delle cose, superando questa emergenza legata alla diffusione del Coronavirus.  La speranza è principalmente che si torni a uscire di casa e che si possa nuovamente presenziare al campo per allenare i ragazzi. Quello sarebbe già una grande gratificazione. Questa grande avventura con la Pro Vercelli penso che sicuramente stia arricchendo giorno per giorno il mio bagaglio di conoscenze in materia, allenare è una cosa che mi gratifica e mi piace, indubbiamente è quello che voglio fare. Se ci sarà la possibilità di finire la stagione lo faremo, altrimenti avemmo fatto qualcosa di straordinario perché ci siamo di fatto salvati con la classifica attuale, piazzandoci quattro punti sopra alla zona salvezza e a a cinque punti di distacco dai play-off. Se invece decideranno di far concludere il campionato, ripartiremo ancora con maggiore entusiasmo e con più voglia rispetto a prima,  perché questo stop ci ha segnato profondamente e c’è tanta voglia di ritornare in campo”.

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