GAVA AFFONDA IL PALERMO PESSIMA GIORNATA DEL FISCHIETTO VENETO. ROSANERO SUBITO IN DIECI E TRAVOLTI A SIENA

di Fabio Corrao Punto primo: Balzaretti commette su Destro un fallo ingenuo e forse evitabile su una ripartenza concessa in modo abbastanza inopinato, ma cè Miccoli in recupero e quasi.

di Fabio Corrao Punto primo: Balzaretti commette su Destro un fallo ingenuo e forse evitabile su una ripartenza concessa in modo abbastanza inopinato, ma cè Miccoli in recupero e quasi allineato ai due; il cartellino rosso, peraltro comminato al pronti via, non è solamente eccessivo, ma decisamente inesistente. Punto secondo: Aguirregaray entra in modo sicuramente scomposto su Brienza, che però non viene nemmeno toccato. Il processo alle intenzioni non esiste, esiste la valutazione dei fatti, e non è calcio di rigore né simulazione. Punto terzo: in occasione del terzo gol Rossettini parte in posizione regolare, ma a centro area cè un fuorigioco molto evidente, che non è ininfluente, perché il calciatore va verso la palla, che non raggiunge, e comunque influenza attivamente le marcature. Punto quarto: quando il punteggio è ancora in bilico e tempo da giocare ce nè ancora parecchio, Bertolo viene nettamente atterrato in area. E rigore per tutti, ma non per Gava, che assegna un calcio dangolo che ha probabilmente visto solamente lui. Siena-Palermo è tutta qui. Una gara in cui il solo, assoluto protagonista, è stato il fischietto veneto, che ha condizionato la gara in tutti gli episodi sensibili e decisivi, e tutti a sfavore dei rosanero. Mentre lItalia pallonara si diverte a parlare ancora di palloni entrati o meno, di fuorigioco di due millimetri, di Tagliavento e Romagnoli, di Galliani e Conte, in Toscana si è consumata una delle prestazioni più sciatte e nere dellintero torneo ad opera della terna arbitrale. Il Palermo ci avrà anche messo del suo, ma sarebbe obiettivamente ingeneroso dare addosso ad una squadra tartassata ininterrottamente per novantasei minuti, e danneggiata anche in proiezione futura, visto che dovrà fare a meno di uno dei suoi uomini cardine contro la corazzata Milan. Domenica storta, in cui si fa a fatica a parlar di calcio, ed è forse questa la cosa che dispiace di più.

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