Foschi-Mediagol: “Operato del club rosa non valutabile, Covid-19 decisivo. Tutto su Boscaglia, se il Palermo va in B Mirri…”

L’intervista esclusiva concessa dall’ex direttore sportivo del Palermo, Rino Foschi, alla redazione di Mediagol.it

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L’esperienza e la competenza di Rino Foschi, ex dirigente e presidente del Palermo nell’ultimo tribolato anno vissuto dalla vecchia società prima del dissesto finanziario con relativo fallimento. Un amore indissolubile quello tra l’ex direttore sportivo del club Viale del Fante ed il capoluogo siciliano, un ciclo d’oro sotto l’egida imprenditoriale di Maurizio Zamparini, caratterizzato da successi di prestigio in Italia ed in Europa, una serie di calciatori di altissimo profilo su scala mondiale, un posto dio diritto nell’olimpo del panorama nazionale. Poi l’ultimo atto controverso, nella stagione calcistica 2018-2019, con la società in preda ad una profonda crisi economica e gestionale, i controversi e stucchevoli cambi di proprietà, le inchieste della giustizia sportiva ed ordinaria, l’epilogo infausto targato Arkus Network con la cancellazione dai quadri federali ed il fallimento dell’US Città di Palermo. Uno sguardo alla dimensione attuato del club rosanero guidato dal binomio imprenditoriale Mirri-Di Piazza con l’ausilio manageriale del duo Sagramola-Castagnini: Foschi dice la sua nel corso dell’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it.    

“Non si possono dare valutazioni attendibili sull’operato del Palermo attuale anche perché questo dannato virus ha penalizzato tutti, ma non direi che il club rosanero abbia lavorato male fin qui. Sono state fatte delle ottime scelte a partire da mister Boscaglia, con il quale non ho mai avuto il piacere di lavorare ma di cui conosco la statura professionale e posso solo dire che è una garanzia assoluta per la categoria e non solo. La dirigenza ha creato una squadra  che io non conosco nei minimi dettagli ma che ritengo essere competitiva affidando la guida tecnica ad un allenatore top.

Oggi il Palermo è penalizzato in modo incredibile dopo tutto quello che è accaduto in seno all’organico rosanero a causa del Covid-19, speriamo che possa risalire la classifica e credo che abbia la possibilità e le capacità di farlo. Questi accadimenti non sono figli di errori della società ma colpa della sfortuna, questa situazione potrei paragonarla all’anno in cui avremmo avuto bisogno di quattro pareggi per raggiungere la A e invece ci hanno spedito in C. Abbiamo fatto un mercato importante, sottolineo senza società e chiudendo la campagna trasferimenti con venti milioni di attivo, abbiamo disputato un campionato importante arrivando di fatto terzi sul campo. Poi è successo quel che tutti sappiamo e gli stessi giudici che ci spedirono in Serie C adesso dicono che il Palermo avrebbe dovuto fare i play-off e che fu ingiusto escluderlo. Se fossimo riusciti a centrare la promozione in A, adesso staremmo parlando di un autentico miracolo, ma i poteri forti hanno deciso di mandarci di là. La reale dimensione della proprietà attuale in prospettiva futura? Nell’ambito del calcio una delle cose fondamentali è quella di essere delle persone serie e Dario Mirri lo è. Conosco bene Castagnini anche se non ho con lui un rapporto particolarmente confidenziale e ha dimostrato ancora una volta il suo valore professionale, in una realtà come Palermo solo la sfortuna di può buttare dall’altra parte. Penso che non si tratti più soltanto di capacità, dopo se riesci a fare il salto di categoria  ci saranno dei proventi più importanti. Crescerà anche l’entità degli investimenti da compiere, quindi ci vorrebbe una società sempre più solida, ma sono sicuro che il presidente in caso di salto di categoria sarà disponibile a far partecipare soci con risorse e potenzialità economiche importanti. La società è in grado di gestire al meglio la situazione in questa categoria e le persone sono serie, lo si è visto dal momento in cui sono arrivati a Palermo. Prima hanno vinto il campionato di Serie D e poi hanno costruito una rosa buona per questo campionato. Hanno messo sotto contratto un allenatore di livello come Boscaglia e hanno aspettato per prenderlo perché ambivano ad ingaggiare quello più bravo sulla piazza. Sono convinto che i rosanero si possano riprendere, servirà tanta autostima e sono sicuro che la classifica potrà migliorare e quindi essere scalata. Non voglio però dire più nulla per scaramanzia, perché sono molto tifoso di questi colori, speriamo soltanto vada tutto per il meglio”.

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