Fontana-Mediagol: “Derby e Covid-19, vi dico la mia. Palermo, inutile fare dei sogni! Nuova proprietà? Ho la mia idea”

L’intervista esclusiva concessa da Alberto, Jimmy, Fontana alla redazione di Mediagol.it

palermo

Tre anni di straordinaria intensità sotto il profilo umano e professionale.

Portiere eccellente nello stile, performante in termini di rendimento, completo sul piano squisitamente tecnico. Alberto Fontana, classe 1967, ha difeso i pali di club di assoluto prestigio nel panorama calcistico italiano: Inter, Napoli, Atalanta, Palermo, Bari. Numerose le esperienze significative nella parabola carrieristica di “Jimmy“, profilo di spessore notevole capace di lasciare sempre e comunque un segno indelebile dentro e fuori dal campo. In Sicilia, il “Nonno volante” ha trascorso tre stagioni, dal 2006 al 2009, caratterizzate da prestazioni superlative, una simbiosi profonda con il pubblico rosanero e più di una frizione con l’allora patron, Maurizio Zamparini. I fasti dell’Europa e della Serie  A per la società di Viale del Fante sono ad oggi un lontano ricordo, l’ex portiere del Palermo analizza l’avvio di stagione rosanero nel corso dell’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it.

 

DERBY PALERMO-CATANIA – “Non ho visto il derby ma ho avuto modo di leggere quanto accaduto e dell’emergenza Covid-19 in casa Palermo ed effettivamente quest’anno  situazioni di questo tipo si presentano spesso e lo fanno anche in maniera importante, come accaduto per il Palermo. Non avere i cambi e non avere la possibilità di gestire durante la partita nessun giocatore di movimento è davvero un’anomalia. E’ un’annata molto strana in un campionato difficile come il girone C della Serie C. Quello col Catania, in virtù delle premesse problematiche e dei profondi disagi in organico, è  comunque un ottimo risultato.

CALCIO E COVID-19 – “Fermare tutti i campionati? Siamo in un’emergenza e bisogna cercare di gestirla con intelligenza. Le opzioni erano due: decidere di non partire con lo svolgimento della stagione, o partire ed affrontare con oculatezza e buonsenso ogni evenienza con tutte le difficoltà del caso. In Serie B c’è stata una squadra, la Reggiana,  con circa 23 soggetti positivi, forse addirittura 27 persone compresi i componenti dello  staff. Il principio di base adottato da chi ha compiuto la scelta a bocce ferme è stato quello di scegliere il male minore e credo sia stata fatta la strada giusta. Con tutte le difficoltà e gli imprevisti che questa situazione comporta, è’ una annata particolare, inutile girarci intorno”.

PALERMO E SERIE C – “Il Palermo non può nutrire immediate ambizioni di vertice in questa stagione? Credo oggettivamente di no, c’è una realtà come il Bari che ha una squadra importantissima con giocatori top di categoria ed anche elementi di categoria superiore, ma anche i pugliesi hanno avuto le loro difficoltà, perché il girone C è un girone difficilissimo. Il Lecce con organici incredibili ha impiegato sei anni per vincere il campionato. Non esistono partite facili ed ambienti dove vai a giocare in scioltezza. C’è grande agonismo e spinta da parte delle tifoserie locali. Le piccole squadre hanno dietro un grande attaccamento ai colori sociali e ti rendono la vita molto difficile. Il Palermo, come neopromossa, è giusto che compia piccoli passi, consolidando innanzitutto la categoria, per poi, pian piano, poter ambire a qualcosa di più nella prossima stagione. Fare dei sogni, credo sia surreale e controproducente in questo momento”.

PELAGOTTI E BOSCAGLIA – “Boscaglia l’uomo giusto per centrare il salto di categoria. L’allenatore del Palermo conosce molto bene questo campionato e l’ha vinto per ben due volte. La società ha fatto una scelta ponderata. Il portiere attuale della formazione rosanero è certamente di categoria superiore. Io credo che in una situazione dove bisogna confermare subito la categoria, avere fra i pali un giocatore di esperienza ed in grado di gestire i momenti difficili, come quelli che sta vivendo in questo momento il Palermo, sia molto importante. E’ un ruolo nel quale oltre che essere bravi a parare devi anche essere molto bravo a trasmettere solidità al reparto ed ai compagni. Jimmy nel mondo del calcio non ci entrerà più. Vi ringrazio ma ho fatto una scelta di vita. Ho smesso di giocare a 42 anni, volevo stare a casa coi figli e la famiglia, facendo una scelta di vita. Il calcio rimane la mia passione, come seguire l’evoluzione e la crescita professionali dei portieri. Vedere Donnarumma, Meret o Mirante, che alla sua età sta facendo benissimo a Roma per me è un orgoglio. Mi piace proprio seguire il ruolo. Sono coerente con me stesso. Volevo tornare a casa e quindi per me questo capitolo col calcio vissuto da dentro è finito”.

 

LA NUOVA PROPRIETA’  E LE AMBIZIONI – “S’è instaurato nuovamente un rapporto di fiducia fra società e città e questo è un ottimo passo in avanti. Lo stadio vuoto e tutte le regole che in questo momento bisogna seguire fanno sì che questo rapporto si consolidi con più lentezza. Lo stadio pieno avrebbe sicuramente aiutato e dato grande stimoli alla società ed alla gente per essere un tutt’uno. Sono convinto che sia una proprietà importante in prospettiva e giusta per le ambizioni della piazza e che gli vada dato il tempo di lavorare. Non si deve pensare, adesso, al 5° posto in serie A, o al 6° posto, oppure a Barzagli, Zaccardo, Corini e gli altri straordinari campioni che hanno indossato la maglia rosanero.  In questo momento bisogna tirare una linea e ricordare quegli anni come anni stupendi, senza pretendere che la proprietà attuale possa riportare di punto in bianco tutto a quel livello lì. Gli va dato il tempo di crescere in modo graduale, ritengo sia il modo più corretto per valutare il loro lavoro”.

 

 

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