Indicazioni parziali e contrastanti dal primo scorcio di stagione. Conforta la sensazione di un potenziale, ancora inespresso, importante per la categoria. Preoccupano rendimento altalenante a gara in corso, meccanismi difensivi da registrare e condizione di alcuni singoli.

<strong>Posavec - fase difensiva</strong>

di Leandro Ficarra

Sul piano meramente tecnico-tattico emergono vari spunti di riflessione.

La squadra denota nel suo complesso, in termini di equilibri, compattezza, fisicità e qualità media, una statura molto competitiva per la categoria. La sensazione è che, una volta oleati i sincronismi collettivi e ripristinata la condizione deficitaria di alcune individualità, Il Palermo possa legittimare nel tempo le sue dichiarate ambizioni di vertice. A patto di chiarire in fretta alcuni equivoci interni e focalizzare con costrutto le problematiche attuali.

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La questione Posavec è di certo tra le più spinose. Le potenzialità atletiche, sul piano della reattività ed elasticità tra i pali, nessuno le disconosce. Altrettanto innegabili sono le lacune in tema di stile e modalità d'esecuzione dei fondamentali: presa bassa, uscite alte, senso della posizione. Purtroppo dei tanto attesi ed auspicabili miglioramenti, sul piano tecnico e della sicurezza da trasmettere al reparto, non v'è ancora traccia.  Giusto concedere un altro po' di tempo al giovane portierino croato. Giusto un paio di partite.  Da Posavec ci aspettiamo segnali forti sul campo. Pomini è dodicesimo di massima affidabilità e costante rendimento. L'obiettivo promozione non si può vanificare sul progetto di formazione tecnica e valorizzazione economica di un singolo calciatore. Peraltro in un ruolo così delicato.

La fase difensiva è da registrare. La linea è molto fisica, forte e dominante sul gioco aereo quando è schierata. Legnosa e poco reattiva in lettura, soffre se presa in velocità da tagli interni di attaccanti sguscianti e brevilinei. Bellusci, leader per esperienza e carisma, è molto indietro sul piano della condizione. Inoltre ci sembra che schierato centrale di sinistra faccia morfologicamente fatica, fronteggiando sovente attaccanti esterni dal passo rapido. Struna ha iniziato meglio, Cionek fa il suo, i giovani polacchi potrebbero presto diventare più di semplici alternative.

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