Filippi: “Palermo, ho un sogno. La mia su Santana. Tridente Rauti-Floriano-Silipo? Rispondo così”

Giacomo Filippi e il primo scorcio di esperienza sulla panchina del Palermo

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La luce dei riflettori per un soggetto  abituato a lavorare molto e parlare poco. Giacomo Filippi, storico vice dell’ex allenatore del Palermo, Roberto Boscaglia, ha sempre operato alacremente ed in profondità, nel cuore del campo e nel chiuso dello spogliatoio, dietro le quinte e lontano dalla ribalta.

L’ex centrale difensivo di Treviso e Trapani ha rilevato sulla panchina rosanero proprio Boscaglia, proprio quando proprietà e dirigenza rosanero hanno assunto la sofferta ma perentoria decisione di dare una scossa ad una squadra in profonda crisi di identità e risultati, sollevando il tecnico nativo di Gela dall’incarico dopo la sconfitta maturata dalla compagine siciliana a Viterbo.

Stima ed empatia con il gruppo, sotto il profilo umano e professionale, criteri relazionali, metodi di lavoro e idee tattiche sensibilmente diverse rispetto al predecessore con cui ha condiviso intensi trascorsi professionali. Filippi ha esordito con un trionfale successo al “Massimino” nel derby contro il Catania, quindi lo scivolone interno contro la Juve Stabia prima del nuovo blitz esterno firmato in casa della Paganese. Sei punti in tre gare, una media non certo disprezzabile per un Palermo alla ricerca di un posto al sole in zona playoff. Il nuovo allenatore rosanero si è raccontato ai microfoni del format televisivo “Zona Vostra“, in onda su Trm 13.

“Tutti ci siamo presi le nostre colpe perché sono evidenti, ma tornare indietro mi sembra superfluo e quindi vogliamo guardare avanti. Tridente dei piccoli (RautiFlorianoSilipo)? Rauti può fare sia la punta centrale che uno dei due attaccanti, però secondo me se parte fronte alla porta. Quando fa la punta centrale si ritrova spesso spalle alla porta, quindi dire che non è il suo ruolo naturale. Nicola ha delle ottime caratteristiche tecniche e fisiche che deve sfruttare al meglio, deve trovare la giusta posizione. Ogni tanto si assenta dall’azione sparendo completamente, se diventerà bravo a farsi coinvolgere nell’azione potrà essere devastante. Finale di stagione? Se il campionato dovesse concludersi il 25 aprile avremo una partita ogni 4 giorni e gioco/forza dovremo rubare parecchi giocatori. Su questo non ho difficoltà perché tutti i ragazzi si stanno allenando al massimo. Il finale di stagione farà la sua parte, chi arriverà al meglio nelle condizioni psico-fisiche avrà una marcia in più. Le gare secche sono totalmente diverse perché vanno affrontare in un certo modo. Ridurre i cartellini? Ne abbiamo parlato tanto e abbiamo lavorato tanto anche su questo aspetto, è un grossa pecca che abbiamo. Non devono essere gli arbitri ad adeguarsi a noi ma viceversa, nessuno si deve mai fermare e sottostare al giudizio dell’arbitro. Non bisogna imprecare e nemmeno mandare nessuno a quel paese. Santana? Mario è la storia del Palermo e un giocatore rosanero che si allena con una voglia straordinaria che coinvolge tutti i campani. La sua condizione gli permetterà di essere sfruttato bene senza guardare l’età, la cosa importante è vedere se in una determinata partita può darci qualcosa in più dall’inizio o dalla panchina. Obiettivo per questa stagione? Il mio sogno è quello di tutti, poter fare 21 punti in 7 partite è un qualcosa di concreto”.

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