Empoli, Bucchi e l’amarezza degli ex rosanero: “Brignoli, Moreo e Pirrello delusi, visto come è finita a Palermo…”

Empoli, Bucchi e l’amarezza degli ex rosanero: “Brignoli, Moreo e Pirrello delusi, visto come è finita a Palermo…”

La compagine toscana punta forte su Brignoli, Moreo e Pirrello per conquistare la promozione in Serie A: i tre calciatori giunti alla corte di Bucchi non hanno ancora metabolizzato l’amaro epilogo dell’esperienza vissuta con la maglia del Palermo…

Cristian Bucchi si racconta.
Una nuova esperienza sulla panchina dell’Empoli e una promozione in massima serie tutta da conquistare: è questa la sintesi dei primi mesi in biancazzurro dell’ex Benevento Cristian Bucchi, raccontatosi durante una lunga intervista concessa ai microfoni della “Gazzetta dello Sport”, in cui lo stesso si è soffermato sulle strategie di mercato adottate dal club durante sessione estiva di mercato per centrare l’obiettivo Serie A. L’Empoli infatti, dopo la mancata iscrizione nel campionato cadetto dell’U.S Città di Palermo e il conseguente svincolo d’ufficio dei tesserati deliberato dalla FIGC, è riuscito a bruciare la folta concorrenza aggiudicandosi ben quattro rosanero: Alberto Brignoli, Roberto Pirrello, Stefano Moreo e il giovanissimo Kevin Cannavò.
“Sapevo che prima bisognava vendere. I rinforzi sono stati concordati su un progetto tecnico con il d.s. Accardi. Gli ex Palermo  delusi? Un po’, visto come è finita. Però mi sembrano motivati e vogliosi di prendere quello che hanno mancato a Palermo.
Mancuso? Gli attaccanti non devono strafare, ci sono momenti fortunati e altri no. Capita.. Oggi è più facile andare in A, vedi Moncini, La Mantia, Torregrossa e Donnarumma”.
L’allenatore ha inoltre si è inoltre espresso sull’obiettivo promozione diretta: “Il vero Bucchi è passionale, e negli spogliatoi lo sanno. Fuori se sono sereno è perché so di aver dato tutto nel lavoro. Io, zero social e tanto Empoli Qui resto a lungo. Empoli favorito? Siamo contenti di essere sulla bocca di tutti, l’ ambizione c’è e non ci nascondiamo. Ma non siamo i soli: i valori si sono alzati, tante squadre sono forti. Conoscevo questa piazza da avversario, lavorando qui noti competenza della società, passione dalla gente e voglia di lavorare nella squadra. E poi c’ è il presidente Corsi: un punto di riferimento molto discreto”.
Inevitabile la parentesi relativa all’esperienza sulla panchina del Benevento: “Un rapporto finito consensualmente. Il presidente aveva stima ma anche dubbi, dubbi che ho preferito levare io. Ogni anno cambio squadra, qui spero di restare a lungo. La stima c’era da qualche anno: sono entusiasta di essere qui. I miei predecessori hanno dato tanto e preso anche tanto: cerco di proseguire quel lavoro”.
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