Di Donato-Mediagol: “Tutto su Luperini-Corrado, Foglia veniva a piedi a Palermo. Boscaglia? Dico la mia. Non alleno i rosa per un motivo”

L’intervista esclusiva concessa da Daniele Di Donato, ex tecnico di Arezzo e Trapani, alla redazione di Mediagol.it

palermo

Dagli innesti di Gregorio Luperini e Nicolò Corrado, al mancato arrivo a Palermo di Fabio Foglia.

Tre calciatori che Daniele Di Donato, ex tecnico di Arezzo e Trapani, conosce alla perfezione.  Idolo indimenticato della tifoseria rosanero, l’ex calciatore abruzzese ha scritto pagine indelebili nella storia del Palermo, costruendo nel tempo un legame profondo ed indissolubile con la città e la sua gente, un amore travolgente, ampiamente ricambiato da parte di una tifoseria che lo ha ben presto eletto un beniamino senza tempo. Oggi tecnico giovane, capace e brillante, Di Donato è in attesa di un nuovo e stimolante progetto dopo l’esperienza calcisticamente traumatica vissuta a Trapani, con il caos societario culminato nell’esclusione dal campionato  di Serie C della società granata. Temi variegati e spunti giornalisticamente interessanti quelli forniti dall’allenatore abruzzese nel corso dell’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it. 

Luperini innesto di qualità a centrocampo, funzionale al credo calcistico di Boscaglia? Gregorio costituisce certamente un innesto importante per i rosanero, un ragazzo eccezionale che ho avuto la fortuna di conoscere a Trapani e che negli ultimi anni ha fatto davvero benissimo. Un centrocampista moderno che fa gol ma deve essere messo nelle giuste condizioni, un gregario importante che dà l’anima ed è un acquisto di spessore per questo Palermo. Corrado?  Lo conosco benissimo, l’ho allenato ad Arezzo. È un buon giocatore, un calciatore di qualità, un esterno sinistro che ha un ottimo piede e ha gran corsa; deve migliorare la fase difensiva, ma essendo un classe ’00 si può lavorare benissimo in prospettiva per perfezionare e completare il suo bagaglio calcistico. Un calciatore con margini di crescita significativi, ha fatto bene nel compiere questo passo da Arezzo e Palermo, perché calcisticamente è un gradino superiore, uno step in avanti. Ha bisogno di giocare, più scenderà in campo e più diventerà forte. Un giocatore di spinta sulla corsia, un ragazzo recettivo e molto intelligente, basta dargli le giuste direttive e le apprende subito. Foglia un rimpianto per il Palermo di Boscaglia? Io l’avrei preso subito, Fabio è simile a me come caratteristiche con più qualità tecnica, per la Serie C è un giocatore molto forte. Un giocatore importante da alta classifica che ti fa quei 3 o 4 gol l’anno che non sono un male. Fabio sarebbe venuto a piedi, non sarebbe dovuto rimanere ad Arezzo; non capisco come mai l’operazione non sia andata in porto. Il Palermo ha perso una grande occasione. Una valutazione sulla qualità dell’operato della nuova dirigenza Palermo? L’anno scorso hanno lavorato benissimo vincendo il campionato, quest’anno se voleva ambire a trionfare e fare il doppio salto di categoria avrebbe  dovuto fare certamente qualcosa di più. Se vuoi vincere i campionati devi spendere ed investire, al contrario si fanno dei campionati normali e si programma a medio lungo termine. Basta dirlo, non bisogna improvvisare, un club come il Palermo non deve farlo. Io vorrei che il Palermo fosse primo con 12 punti all’attivo, parlo da tifoso rosanero e non da allenatore. Di Donato sulla panchina del Palermo è uno scenario impossibile da ipotizzare? Lo dovete chiedere ai dirigenti attuali, forse sono giovane, dovreste rivolgere questo quesito alla dirigenza rosanero, probabilmente sono stato reputato troppo giovane per la piazza di Palermo. Una considerazione soggettiva e relativa, poi è giusto dire che il club ha scelto il top della categoria. Boscaglia? Ci vogliono i giocatori importanti per fare un grande allenatore, Roberto da solo non basta. Non va in campo l’allenatore, sarà che io ho vissuto il Palermo bello e ricordo che nella mia Serie C erano protagonisti assoluti giocatori di un certo livello come La Grotteria o Bombardini. Quella squadra dopo 10 o 15 minuti era in vantaggio come capita adesso al Bari, poi ci mettevamo lì a gestire e colpivamo al momento giusto l’avversario. Anche noi abbiamo avuto il nostro momento di flessione, ma all’inizio ceravamo di andare avanti di due gol e così finiva la partita. C’erano giocatori che l’addormentavano la gara, noi gregari correvamo e sudavamo ed era fatta”.

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