Le parole dell'ex attaccante del Palermo, Vito Chimenti

"La bicicletta la feci solo a Palermo, mi sentivo felice. Sono stati due anni speciali, l’unico rammarico è la finale di Coppa Italia".

Inizia così la lunga intervista rilasciata ai microfoni del 'Giornale di Sicilia' da Vito Chimenti. L'ex attaccante rosanero, attuale rappresentante dei tifosi nella consulta d'indirizzo del club che sarà composta anche dall'ex presidente del tribunale di Palermo Leonardo Guarnotta, in rappresentanza del Comune, e dall'avvocato Santi Magazzù per la nuova società di viale del Fante, è tornato a snocciolare numeri e ricordi della sua avventura nel capoluogo siciliano.

Palermo

Chimenti
"Mi aveva portato a Palermo Nando Veneranda, mio compagno di squadra nel Matera e poi allenatore a Palermo, durante la partita provai la famosa 'bicicletta', saltando il difensore azzurro Catellani, e sentii dagli spalti qualcosa come un “oohhhhh” di sorpresa e poiché nella stessa partita segnai due gol entrai subito nei cuori di quella tifoseria che ancora non mi conosceva. A Palermo feci sedici gol il primo anno e tredici il secondo. Qui era come una famiglia, gli stipendi non arrivavano e spesso Erminio Favalli, che era passato dal ruolo di calciatore a quello di direttore sportivo, li anticipava lui che aveva un’attività commerciale a Cremona con la sorella. In quel periodo mi voleva la Fiorentina ma il Catanzaro offrì di più e il Palermo aveva un disperato bisogno di soldi. Proprio Favalli infatti mi pregò di andare a Catanzaro, dove ritrovai Valerio Majo e Nino Trapani. La “bicicletta”? Non andò bene, non era facile giocare in Serie A con una squadra provinciale e quindi non la provai più, la considero ancora un omaggio al pubblico di Palermo. Bisogna essere in un particolare stato d’animo per provarci e io a Palermo ero felice, sarei rimasto tutta la vita qui".

Sul nuovo Palermo di Roberto Boscaglia, attualmente alle prese con l'emergenza Coronavirus: "Sono andato a vedere la gara con il Bisceglie, non è stato un bel pomeriggio. Si è cambiato troppo, ci vorrà tempo per trovare l’identità di squadra. Per me servono un mediano forte e un difensore centrale perché, con tutto il rispetto Crivello non può giocare in quel ruolo, e poi un attaccante che vada in doppia cifra. Però capisco anche la società, è venuto meno l’incasso del botteghino. Sono sicuro che potendo contare sugli abbonato il Palermo avrebbe fatto cose diverse. Teniamo conto che a gennaio comincia un altro campionato e che au play-off vanno tante squadre. Per ora il Palermo deve pensare a muovere la classifica e a migliorare, se riuscirà a mettere a segno qualche colpo importante alla riapertura del mercato nel girone di ritorno può accadere di tutto".

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