Castrovillari-Palermo 0-1: rigore e carattere per rialzare la testa, Ricciardo firma riscatto rosa e titolo d’inverno!

Castrovillari-Palermo 0-1: rigore e carattere per rialzare la testa, Ricciardo firma riscatto rosa e titolo d’inverno!

Con cinismo e carattere la compagine di Pergolizzi torna alla vittoria e conquista il titolo di inverno: Palermo che soffre e rischia in avvio, passa con un rigore firmato Ricciardo e gestisce senza patemi il vantaggio nella ripresa…

Commento

di Leandro Ficarra

Missione compiuta. Urgeva una vittoria per fugare oscuri presagi e cattivi pensieri.

La sconfitta cocente e senza appello, sul piano del gioco e del risultato, subita contro l’Acireale aveva lasciato il segno. Ancor più dello stop fastidioso patito contro il Savoia al “Barbera”. Le due sberle inflitte a domicilio da due dirette ed autorevoli concorrenti hanno stordito il Palermo di Rosario Pergolizzi, minandone certezze ed autostima. Infortuni eccellenti e squalifiche in serie hanno complicato il quadro per la compagine rosanero, che si è trovata sulla soglia di un annoso impasse psicologico, con il fiato della rivale di Torre Annunziata sul collo a ledere equilibri e serenità. L’imperativo a Castrovillari era vincere. Riprendere in fretta la marcia, senza badare troppo al gioco ed allo stile. I tre punti sono arrivati grazie ad un calcio di rigore trasformato da Ricciardo e figlio di un’acuta intuizione di Felici. Domenica prossima il Palermo ospiterà il Troina in un match ad alto coefficiente di difficoltà. Il titolo d’inverno è arrivato con una giornata di anticipo, l’auspicio è che adesso la dirigenza rosanero abbia modo di riflettere in modo oculato e lungimirante sulla strategia da adottare in sede di calciomercato invernale. Al netto dei risultati, è innegabile che alcune criticità in seno all’organico siano emerse in maniera piuttosto evidente. Ampliare qualità e numero di opzioni di livello in alcuni reparti costituirebbe mossa opportuna, probabilmente decisiva, per sbaragliare le concorrenti alla promozione diretta e fugare qualsiasi tipo di rischio.

Il successo ottenuto contro l’apprezzabile formazione calabrese ha un valore trasversale ed inestimabile che va ben oltre l’aspetto meramente numerico. Perdere ulteriormente terreno e farsi rosicchiare ancora margine dalle dirette inseguitrici avrebbe insinuato un tarlo psicologico non semplice da gestire per tecnico e calciatori. Pergolizzi ha coniato per l’occasione un 4-3-3 piuttosto elastico, rivisitando la linea difensiva, complice la squalifica di Lancini, con il rientro di Crivello a comporre con Peretti il tandem di centrali. Doda confermato stantuffo sull’out destro, Accardi spostato sul binario mancino. Centrocampo tipo con Martin playmaker, Martinelli e Kraja intermedi. Ricciardo torna polo centrale del tridente completato dagli aculei Ficarrotta e Felici.  

Il Palermo è sceso in campo un po’ contratto ed il Castrovillari ha fiutato l‘imbarazzo iniziale della capolista. Pregevoli i primi venti minuti della compagine calabrese: squadra alta, corta, aggressiva, brava a rubare fiato e metri agli uomini di Pergolizzi, rapida a fraseggiare e distendersi in verticale. Non un calcio trascendentale per contenuti e geometrie ma tambureggiante in termini di ritmo ed intensità. Quanto bastava per mettere in difficoltà un Palermo visibilmente sorpreso dalla veemenza dei padroni di casa. Così Cangemi, Gagliardi e La Ragione creavano non pochi grattacapi agli ospiti. Proprio Gagliardi si divorava un gol che sembrava fatto, non riuscendo a correggere di testa in rete da due passi un cross dalla destra sporcato da Accardi. Il Palermo faticava a trovare connessione tra le linee in costruzione, soffriva il pressing calabrese, si prendeva qualche rischio di troppo nel giro palla in sede di sorgente della manovra. Poca armonia e coralità nella tessitura della manovra e fase offensiva affidata all’abilità di Ficarrotta e Felici nell’uno contro uno. Poi giungeva, in modo improvviso ed estemporaneo, l’episodio che ribaltava l’inerzia psicologica della sfida. Una torre di Ricciardo senza troppe pretese, una topica di Ferrante che copriva distrattamente la sfera e se la faceva scippare dal lesto blitz di Felici. Il numero 75 rosa sbuca alle spalle del calciatore di casa come una scheggia, mandandolo fuori tempo e prendendosi fallo e calcio di rigore. Ricciardo rompe il digiuno calciando forte e centrale. Il Palermo respira e si scrolla di dosso la tensione. I minuti successivi vedono un Castrovillari stordito ed irretito dalla contingenza avversa. La capolista si scuote, iniziando a ruminare calcio con maggior fluidità e convinzione. Un paio di trame organiche e corali scatenano Felici e Ficarrotta e chiamano la difesa calabrese agli straordinari. Quindi Aiolfi si supera su Felici nell’ambito di un’azione flipper con tripla conclusione, Ricciardo e Felici ci provano senza fortuna in rapida successione. Chiusa avanti la prima frazione, la compagine di Pergolizzi ha un paio di interessanti chance in avvio di ripresa per il raddoppio. Prima Ficarrotta calcia col piede debole trovando una deviazione dopo una bella ripartenza, quindi Felici tracima in progressione a campo aperto ma alza la mira, complice un rimbalzo imperfetto della sfera, da pochi metri. Il resto della frazione dal punto di vista calcistico dice oggettivamente molto poco. Il Castrovillari ha comprensibilmente smarrito brillantezza ed intensità mostrate nella prima frazione: l’atteggiamento dei calabresi è sempre audace e propositivo, ma scemano progressivamente lucidità e precisione all’atto di eseguire la giocata decisiva. La stanchezza affiora tra i padroni di casa, che si allungano inevitabilmente nel tentativo di forzare la mano alla ricerca del pari. Tuttavia, il Palermo non si mostra sufficientemente determinato ed incisivo in sede di ripartenza, non sfruttando gli spazi fisiologicamente concessi dalla formazione calabrese. Pergolizzi richiama Kraja per Langella, Ficarrotta per Ambro e Martinelli per Juan Mauri.

Mosse conservative e pragmatiche mirate a blindare il vantaggio, in virtù di una squadra che faceva oggettivamente fatica a ripartire con profitto, limitandosi ad un’ordinaria gestione della fase di non possesso. L’ingresso di Ambro sanciva il passaggio ad un teorico rombo, che si declinava fattivamente in un 4-4-1-1 in fase di non possesso con Langella a scalare sull’esterno. Una buona giocata di Juan Mauri metteva Felici nelle condizioni di battere pericolosamente a rete, dopo un buon lavoro sullo stretto, ma Aiolfi si esibiva in presa bassa  senza patemi.

Crivello guidava con autorevolezza il reparto nell’ultimo scorcio di gara, su un destro sbucciato da La Ragione da buona posizione si esaurivano le speranze del Castrovillari. I tre punti conquistati costituiscono una salutare boccata d’ossigeno per la capolista anche in virtù dell’ennesima vittoria del Savoia, capace di violare il difficile campo di Troina.

Cinque punti di vantaggio sulla compagine campana non rappresentano di certo un margine di sicurezza che consente di cullarsi sugli allori. Seppur mirabile e lodevole sul piano squisitamente numerico, il cammino del Palermo si è oggettivamente complicato strada facendo. Logorio, stanchezza fisica e mentale, gli infortuni eccellenti di Sforzini e Santana, le sconfitte subite dalle dirette concorrenti, le prestazioni non sempre convincenti sul piano del gioco. La capolista non ha smarrito equilibrio tattico e solidità complessiva ma appare visibilmente appannata in molti dei suoi uomini chiave. La coperta in termini di prime alternative adesso appare ragionevolmente corta. In vista di un girone di ritorno lungo ed estenuante, la rosa va a nostro avviso implementata per elevarne ulteriormente la cifra tecnica e fornire a Pergolizzi opzioni valide a coniare più soluzioni tattiche. La corsa al ritorno tra i professionisti passa inevitabilmente dalla capacità del club di capitalizzare al meglio la sessione di mercato invernale.

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