Budan-Mediagol: “La mia idea sul nuovo club rosa, amo Palermo e so cosa merita. Zamparini? Le ragioni del crollo…”

Budan-Mediagol: “La mia idea sul nuovo club rosa, amo Palermo e so cosa merita. Zamparini? Le ragioni del crollo…”

L’intervista esclusiva concessa da Igor Budan, ex attaccante di Atalanta, Parma, Palermo e della Nazionale croata, alla redazione di Mediagol.it

Un incrocio suggestivo tra passato e presente.

Stessi colori, medesima passione, dimensione calcistica totalmente diversa. Il Palermo di Maurizio Zamparini aveva incantato in Italia ed in Europa sul piano gestionale e tecnico, prima di imboccare una parabola rovinosa costellata di topiche programmatiche e scelte infelici, culminata poi nel rovinoso fallimento targato Arkus Netwwork, in seguito ad una serie di stucchevoli passaggi di proprietà. Sul binomio composto da Dario Mirri e Tony Di Piazza, il club rosanero sta provando a scrivere una nuova storia, partendo dal ginepraio del dilettantismo, nell’auspicio di costruire un finale diverso. Igor Budan, l’altalena societaria di quel Palermo fortemente caratterizzato dalla figura preminente dell’imprenditore friulano, l’ha vissuta da assoluto protagonista, prima da calciatore poi con una breve parentesi dirigenziale nelle vesti di Team Manager della società siciliana. Attaccante gentiluomo, beniamino di un pubblico che ha imparato nel tempo ad apprezzarne doti tecniche e umane, riversandogli un’ondata di affetto incondizionato. L’ex bomber di Atalanta, Parma e della Nazionale croata ha rilasciato un’interessante intervista esclusiva alla redazione di Mediagol.it ripercorrendo virtualmente le stagioni vissute nel capoluogo siciliano.

“Nuovo Palermo targato Sagramola e Castagnini? La storia della città di Palermo l’ho vissuta bene sul piano umano e professionale, avendo condiviso i miei trascorsi in rosanero con dei campioni. In quel periodo abbiamo cercato di divertire il pubblico e di lasciare un segno nella storia di una società e di una città stupenda. Adesso è un altro Palermo, un’altra era: si è dovuto ripartire da zero e già si sta cercando di alzar l’asticella potendo preparare ancora meglio la stagione successiva. L’obiettivo è sempre quello di avvicinarsi a quello che è stato fatto nel passato. Quando si parla di Palermo, mi vengono in mente solo ricordi stupendi perché, da egoista forse, ho vissuto anni irripetibili. Ma, come in ogni occasione, ripercorrendo mentalmente il proprio passato, con il senno di poi, è facile dire “si sarebbe potuto fare di meglio”, parlo  chiaramente in nome del collettivo. Al livello personale, se avessi avuto qualche infortunio in meno, avrei  certamente potuto fare di più, ma rimango comunque felice della mia carriera e consapevole di aver lasciato il segno. A 21 anni sono stato operato al ginocchio destro e per il resto della carriera ho convissuto con il riverbero di quell’operazione e lo spettro costante degli infortuni. Se avrei mai immaginato un finale amaro per il Palermo targato Zamparini? Per come ho vissuto io il Palermo, ai tempi d’oro a livello economico e dotato buona organizzazione societaria, non avrei mai immaginato questo crollo. Il fallimento del vecchio club è legato a tantissime situazioni: gestione dei calciatori, scelte ed investimenti infelici,i numerosi allenatori transitati dalle parti di Viale del Fante. Zamparini ha cambiato, nel corso della sua lunga presidenza rosanero, molto spesso tecnico a stagione in corso ma non penso sia stato questo un fattore del tutto determinante in negativo. Anche in Premier League si assiste ad evoluzioni e ribaltoni simili, quindi il cambio dell’allenatore in momenti di crisi  oggi è quasi diventato una moda. Penso che nelle ultime due o tre stagioni, le scelte sbagliate nell’allestimento dell’organico abbiano portato a non ottenere risultati e dunque fare male. Oltre a questo, se non c’è equilibrio economico in sede di gestione e bilancio e si sbaglia ad investire su alcuni profili, si ottengono solo situazioni svantaggiose che si sono provate a riequilibrare tardivamente. Purtroppo non è stato possibile rimediare per tempo a determinati errori dato ormai la discesa era avviata. Ho provato un grande dispiacere per la società e per la città, nessuno si sarebbe aspettato che si arrivasse al fallimento. C’è da discutere anche la decisione di prospettare una penalizzazione in classifica ad una squadra in piena zona play-off , è inammissibile che ad una società ciò venga comunicato il sabato sera, in prossimità della vigilia di un match importante in ottica promozione. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una concatenazione di eventi che non hanno avuto senso. Però, quando le cose si mettono in un certo modo, meglio ripartire dal basso con idee chiare e trasparenti come si è fatto fin qui per far tornare grande il Palermo”. 

 

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