Bologna, Mihajlovic: “Mia malattia non sia alibi per la squadra. Ibrahimovic? La verità…”

Le parole del tecnico del Bologna, Sinisa Mihajlovic, durante la conferenza stampa convocata per fare il punto sul suo attuale stato di salute

Sinisa Mihajlovic torna a parlare.

Momenti di commozione al “Renato Dall’Ara” dove, questa mattina, Sinisa Mihajlovic è tornato a parlare del suo percorso di cura contro la leucemia, in una conferenza stampa convocata proprio per fare il punto della situazione sul suo attuale stato di salute. Ad essere presenti insieme al tecnico i medici dell’ospedale Sant’Orsola che l’hanno avuta in cura in questi mesi e, a sorpresa, anche i tesserati del club emiliano. 

“Non voglio parlare più di malattia ma di calcio. Sapevo che avrei condizionato la squadra, la classifica, l’atteggiamento, le partite giocate: è normale. Ma non volevo che questo diventasse una scusa. Giocatori e staff sanno quanto gli voglio bene ma mi aspettavo di più da loro. Ho cercato sempre di essere presente, in ogni modo possibile, facendo sacrifici, speravo di vedere in campo un po’ di forza e sacrificio ma non sempre è successo. Vi devo dire che sono incazzato nero per i risultati, per il gioco, per l’atteggiamento. Da adesso in poi bisogna dare il 200% e abbiamo già cominciato: dobbiamo riprendere la normalità e fare punti. Chi non si rimette in carreggiata avrà dei problemi con me. Sono convinto che presto rivedremo il Bologna che siamo abituati a vedere. Un’altra cosa: quando sono uscito dall’ospedale mia moglie ha postato una foto con una frase di Ramazzotti ‘più bella cosa non c’è’ ed era molto azzeccata. Oggi voglio usare una frase di Vasco: ‘eh già, io sono ancora qua’. Andrò avanti per la mia strada”.

Inevitabile la parentesi relativa a Zlatan Ibrahimovic: “Ci siamo sentiti un paio di volte. Ora vediamo quello che succede. Lui è interessato, se dovesse venire lo farebbe per l’amicizia con me ma capisco che ci siano altre ipotesi. Prima del 10 dicembre è difficile che accada”.

L’allenatore si è inoltre espresso sulle sue condizioni: “Si ragiona giorno dopo giorno. Per ora posso andare a Casteldebole, non devo stare al chiuso con molta gente per troppo tempo, posso stare all’aperto ma senza prendere sole. Non posso andare allo stadio ma magari fra dieci giorni la situazione cambia. Io conto di esserci contro il Milan o contro l’Atalanta. Le trasferte posso farle solo in macchina ma naturalmente non quelle troppo lunghe”.

 

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