Bellinazzo: “Al Palermo servono 20 milioni in tre anni per tornare in A. Ferrero? Lo sconsiglio, Mirri…”

Bellinazzo: “Al Palermo servono 20 milioni in tre anni per tornare in A. Ferrero? Lo sconsiglio, Mirri…”

L’intervista all’esperto di sport e business, Marco Bellinazzo, che dice la sua in merito al futuro del club rosanero in Serie D

Sembra ormai certo che la nuova avventura calcistica del Palermo, nella prossima stagione, ripartirà dai dilettanti

Attendendo il verdetto definitivo sulla sorte dei rosanero, che il Consiglio federale emetterà il prossimo 12 Luglio, la futura proprietà del club siciliano – come riporta all’interno della propria edizione odierna La Repubblica – Palermo – dovrà fare molta attenzione al budget necessario per garantire una certa stabilità economica e continuità alla società di Viale del Fante, almeno per le prossime tre stagioni sportive:

Escludendo gli introiti derivanti dalla vendita dei diritti televisivi, a meno che qualche pay tv non voglia acquistarli in esclusiva, come già accaduto nelle scorse stagioni con società gloriose costrette a ripartire dalla serie D dopo aver dichiarato fallimento (Parma e Bari su tutte), il nuovo Palermo dovrà basarsi esclusivamente sulla forza economica a disposizione dei futuri proprietari. Impensabile raggiungere anche in D gli stessi introiti derivanti da marketing e merchandising degli ultimi anni. La liquidità potrebbe incrementare solo in caso di promozione in Lega Pro già alla prima stagione, con l’incasso stimato intorno ai 500 mila euro provenienti sia dalle casse della lega professionisti, per via dei diritti televisivi venduti a diverse piattaforme in chiaro ed a pagamento, sia dalla pubblicità sicuramente più appetibile in Serie C che tra i dilettanti“.

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Secondo l’opinione di alcuni esperti del settore, infatti, il nuovo Palermo dovrebbe puntare su un budget di circa 20 milioni di euro per le prossime tre stagioni sportive, con l’intento di tornare quanto prima nella massima serie italiana. In questo modo, il bilancio societario non andrebbe in passivo: “In caso di ripartenza dalla Serie D, la futura proprietà deve comprendere che senza una struttura societaria organizzata ed un budget di almeno 20 milioni di euro in tre anni sarà difficile ritornare in Serie A – afferma ai taccuini del noto quotidiano nazionale Marco Bellinazzo, responsabile sport e business de Il Sole 24 Ore –. Il modello da seguire è quello già attuato dal Parma e dal nuovo Bari targato De Laurentiis. Senza questa base di partenza si è condannati a rimanere tra la Serie C e la B al massimo, con perdite di bilancio oggettive“.

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Nel corso degli ultimi dieci anni sono state ben centocinquanta le società calcistiche fallite, alcune andate in bancarotta più volte. Per tale ragione il presidente della Figc Gabriele Gravina ha promesso la creazione di una sorta di black list formata dai vari presidenti inadempienti: “In questo modo non dovremmo più assistere a situazioni come quelle registrate ultimamente – continua Bellinazzoin cui dirigenti che hanno portato al fallimento più società possano ripresentarsi sul palcoscenico calcistico italiano. Il modello da seguire sarebbe quello della Premier League o del basket americano dove, prima di acquistare una società, si fanno delle verifiche approfondite sulle disponibilità economiche dell’aspirante patron. In Italia invece tutti possono acquistare e non pagare“.

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Sono al momento diversi i nomi che circolano in città sui possibili futuri proprietari del nuovo Palermo Calcio. Dall’imprenditore locale Dario Mirri al vulcanico presidente della Sampdoria Massimo Ferrero, passando per l’italo-americano Tony Di Piazza: “Mirri? Apprezzabile e sincero. Ferrero? Sconsiglio di affidare il Palermo al presidente di un’altra società di Serie A. Sarebbe un progetto destinato a fermarsi alla Serie B per via delle norme federali che vietano ad uno stesso proprietario di avere due squadre nella stessa serie” – conclude Bellinazzo.

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