Balzaretti-Mediagol: “La Roma di Fonseca mi piace, ecco il mio consiglio. Pastore? Ha solo un problema. L’Italia di Mancini…”

Balzaretti-Mediagol: “La Roma di Fonseca mi piace, ecco il mio consiglio. Pastore? Ha solo un problema. L’Italia di Mancini…”

L’intervista esclusiva concessa dall’ex esterno mancino di Palermo e Roma, Federico Balzaretti, alla redazione di Mediagol.it

Federico Balzaretti a tutto campo. Lui che sul rettangolo verde era il padrone del binario mancino, spazia idealmente a trecentosessanta gradi in questa interessante intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it. Protagonista di una parabola professionale di altissimo livello, da calciatore prima e da dirigente poi, l’ex Palermo e Roma analizza nel dettaglio il momento del club giallorosso ed il lavoro dell’attuale allenatore, Paulo Fonseca, con annesso focus sul suo ex compagno in maglia rosanero, Javier Pastore. Chiosa dedicata dall’opinionista e commentatore tecnico di DAZN  alle prospettive della nuova Italia di Roberto Mancini in vista dei prossimi Campionati Europei.

 

FONSECA – “Credo calcistico e filosofia del nuovo tecnico della Roma, Paulo Fonseca? A me piace il suo modo di lavorare, se parliamo di identità la sua squadra ce l’ha eccome, ora è un momento difficile per lui, ma dev’essere forte. Devi essere bravo ad isolarti e ad avere equilibrio, che poi è la parola chiave alla Roma. I giallorossi hanno giocato un derby meraviglioso e sia la squadra che Fonseca erano stati esaltati da tutti, dopo poche settimane si sono ritrovati nella situazione opposta. Un fatto che testimonia che ci vuole davvero equilibrio, poiché, quella capitolina, è una piazza ambiziosa e straordinaria, ricca di passione e calore, ma che comunque mette pressione. Roma è la città dove vivo e ne sono altrettanto innamorato,Io sono rimasto legatissimo a questi colori, poiché a me piacciono le squadre e le piazze dove c’è passione e a Roma ce n’è tanta. Però, il rischio è che poi si vada un po’ oltre. Fonseca, dunque, penso debba essere estremamente equilibrato e fare un’analisi ben precisa di quello che stanno vivendo lui ed i suoi calciatori in questo particolare momento. Ripeto, deve farlo con la consapevolezza di essere un ottimo allenatore e di avere una buonissima squadra, i veri uomini e la vera forza del gruppo vengono fuori proprio nei momenti di difficoltà. Penso che i giallorossi abbiano tutte le possibilità di tirarsi fuori da questo frangente complicato”.

PASTORE – “L’esperienza di Pastore alla Roma? Il Flaco ha bisogno di stare bene fisicamente e quest’anno purtroppo non è stato bene, ma quando è stato in condizione ha dimostrato ciò di cui è capace. Nelle ultime stagioni è stato troppo spesso tormentato dagli infortuni, i reiterati problemi fisici condizionano qualsiasi giocatore. Un calciatore che riesce a giocare con continuità è un giocatore che entra in ritmo partita ed acquisisce intensità e brillantezza, riuscendo a dare quel qualcosa in più,  non solo Pastore ma qualsiasi giocatore, me compreso. Quando giochi a singhiozzo inevitabilmente fai fatica. Questi ultimi anni della carriera del talento argentino sono stati troppo tormentati per essere giudicato obiettivamente, Javier è stato che è stato troppo spesso infortunato. Sul talento di Pastore c’è poco da dire, il fatto che purtroppo la continuità sia mancata è un qualcosa che ha pesato sulle sue prestazioni e contestualmente sui giudizi”.

ITALIA – “Nazionale azzurra in vista di Euro2020? La crescita del nostro campionato ha cadenzato parallelamente la crescita della nostra Nazionale, Mancini ha fatto un grande lavoro con i ragazzi. Con l’apporto prezioso di Viscidi,  il direttore tecnico di tutte le selezioni azzurre, stiamo raggiungendo risultati veramente molto importanti con l’intero movimento, abbiamo perso un paio di finali con l’Under 17 ma siamo comunque sempre arrivati fino in fondo alle competizioni con tutte le Nazionali e questo è un risultato straordinario, che indica che la base di giocatori è ottima. Adesso c’è più coraggio a mettere in campo i giovani, il campionato è molto competitivo e questo fa sì che quando giochi a livello internazionale conquisti risultati importanti. Meravigliosamente, Mancini è riuscito a dare in poco tempo un’identità a questa squadra, che ha un’idea di gioco chiara e definita, si ritrova a memoria e si riconosce sul campo, esprimendosi sul piano corale ad un livello molto alto: c’è un mix perfetto di quella che potrebbe essere la Nazionale del futuro, Tonali, Zaniolo, Chiesa e tanti altri per quanto riguarda i talenti giovani e di straordinaria prospettiva,  giocatori di esperienza come Jorginho, Chiellini e Bonucci in qualità di senatori esperti e di eccellente lignaggio. L’Italia la vedo molto molto bene, sono certo che saremo una delle protagoniste dell’Europeo, anche se in quel tipo di competizione, al netto della cifra tecnica, un ruolo importante lo giocano altri 1000 fattori a partire dalla condizione fisica. Partiamo con mille ambizioni e con la gente che ci vuole di nuovo bene perché prima si erano disamorati dell’Italia dopo la mancata qualificazione al Mondiale. E’ un po’ come il Palermo: è caduto, suo malgrado, in basso ma ha saputo rimboccarsi le maniche e tirarsi su. Se c’è gente che lavora in una certa maniera, con passione,  serietà e lungimiranza, prima  o poi i risultati arrivano”.

 

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