Manca solo un mese alla fine della miglior Serie B degli ultimi anni. A 180' dal termine ancora nessun verdetto ufficiale, ma è già possibile cominciare ad attenzionare squadre e giocatori che si sono presi la scena durante questa stagione - in positivo o in negativo. B-Focus fornisce uno sguardo a 360° su tutto il campionato, analizzando i protagonisti e tutti quelli che si sono "mossi nell'ombra". In questo primo episodio, una lista di giocatori che meriterebbero il salto di categoria nonostante il blasone non li accompagni. Non vi saranno elencati quindi i vari Ghedjemis, Adorante, Busio, Pohjanpalo ecc, giocatori già ben noti e pronti a dire la loro nel massimo campionato. Ecco le scelte dei nostri collaboratori, Dennis Rusignuolo e Nicholas Barone.
APPROFONDIMENTO
B-FOCUS, il punto sulla Serie B: chi merita di giocare in A? (20ª-11ª)
LE SCELTE
Per non ridurre i valori alla mera posizione in classifica, la lista presenterà un giocatore per ogni squadra del campionato, in ordine crescente. In questa prima parte, troverete tutte le squadre della parte destra della classifica. Per rendere l'analisi dettagliata, abbiamo inserito anche una potenziale squadra dove ogni giocatore potrebbe fare bene. L'ordine di classifica delle squadre è dato dalla classifica maturata al termine della 36ª giornata. Lo scopo dell'articolo è quello di mostrare quanti giocatori di Serie B abbiano i contenuti, gli argomenti necessari, per potersi affermare nel massimo campionato. La domanda a cui proveremo a rispondere è la seguente: "Meriterebbe di giocare in Serie A? Perché?"
SPEZIA (20° posto, 33 punti)
D: Parola d'ordine: fiducia, quella che merita Christian Comotto. Classe 2008, in prestito dal Milan, sta vivendo una stagione altalenante e complicata, ma a La Spezia sono pochi i volti sereni in questa stagione. Comotto si è già messo ampiamente in mostra in questa Serie B, conquistando la fiducia di Donadoni prima e di D'Angelo adesso. Tante le presenze e ottimi anche i dati considerando la precocità del ragazzo, che sembra esser pronto per bruciare le tappe e scavalcare un gradino per fare il salto di qualità. Il giocatore ha già attirato le attenzioni di molti club di A, tra cui il Bologna (Sartori apprezza particolarmente il giocatore, e il direttore dei felsinei raramente spara a salve), e un progetto sereno ed equilibrato potrebbe proiettarlo già nel mondo della Serie A. Un progetto affine a lui potrebbe essere quello del Parma. Il gioco di Cuesta non brillerà di certo per estetica e fantasia, ma nelle funzioni di gioco tutti gli interpreti sono coinvolti attivamente. Comotto può giocare sia come mezzala di contenimento, sia come fantasista tra le linee, e un blocco medio e compatto come quello dei ducali può favorire i suoi movimenti. Sottolineo nuovamente l'età: 2008.
N: Non solo le reti, quella di questo’anno rappresenta l’annata migliore di sempre per Gabriele Artistico. I dati in fase realizzativa sono eloquenti: 11 gol con meno di 2000 minuti giocati, colpa di qualche infortunio di troppo, e una continuità mai raggiunta negli ultimi metri. Dominante di testa, con statistiche dentro l’area che superano anche quelle dei classici top di categoria, educato tecnicamente e fisicamente imponente, il 2002 ha dimostrato di potersi meritare la massima serie, e potrebbe toccarla con mano grazie alle caratteristiche del Cagliari. Il team di Pisacane cercherà quasi sicuramente una punta in sede di mercato, visti gli infortuni di Belotti e Borrelli, e il centravanti potrebbe essere la classica chicca Angelozziana nell’economia di un mercato che verte sull’obiettivo salvezza. Piccola nota: Artistico è ancora di proprietà della Lazio. Chissà che il prossimo allenatore non possa dargli una possibilità nella capitale.
REGGIANA (19° posto, 34 punti)
D-N: Non è soltanto l'ultima gara contro il Palermo che ci ha stregato. In mezzo al caos targato Reggiana, Mathis Lambourde sta rappresentando l'unico tassello in ordine. Dall'arrivo di Bisoli, seppur con tanta fatica, la Reggiana sta provando a tirarsi fuori dalla zona retrocessione, e non è un caso che la presenza del francese abbia aumentato il tasso tecnico e i numeri offensivi della squadra. 2 gol e 1 assist nelle ultime 4 partite, ma oltre ai dati vanno contestualizzate anche le prestazioni. Bisoli predilige una squadra unita e compatta, con la prima pressione, forse la più importante, che deve partire dai giocatori offensivi. Atleticamente, Lambourde è uno dei migliori interpreti di questo doppio ruolo perché è capace di abbinare qualità e corsa, in maniera continuativa, nell'arco della gara. La sua metamorfosi in B lo ha trasformato in un ottimo esterno/trequarti, lui che nasce come punta centrale, e in Serie A un giocatore con quelle caratteristiche, tecniche e atletiche, farebbe comodo al Genoa di De Rossi. Nelle ultime settimane, il tecnico romano ha iniziato a testare nuove conformazioni tattiche. Tra queste, una delle più redditizie, è il 3-4-2-1 con due trequarti alle spalle della punta. Lambourde potrebbe essere il nome perfetto per accompagnare l'attacco del centravanti, e allo stesso tempo garantirebbe copertura e supporto al centrocampo. Il Genoa sa essere sporco e cattivo, e con l'innesto del ventenne francese potrebbe sgrezzare la trequarti, per puntare a qualcosa di più della semplice salvezza.
BARI (18° posto, 34 punti)
D-N: Inutile divagare su Emanuele Rao, giocatore superiore, piuttosto si può discutere di un potenziale salto di categoria di Mehdi Dorval. Il terzino franco-algerino è uno dei migliori esterni della categoria da diversi anni. Una figura a cui è mancato il proverbiale centesimo per fare una lira, visto che è stato risucchiato anche lui nel vortice negativo che ha trovato il Bari negli ultimi anni. Dorval sembrava destinato alla A già parecchi anni fa, ma la finale play-off di quattro anni fa (persa 1-0 contro il Cagliari in casa) gli ha chiuso le porte della Serie A, e in questo momento i galletti sembrano destinati a ben altri palcoscenici. Anche quest'anno, nonostante le difficoltà, ha messo a referto 1 gol e 6 assist, ma ciò che balza all'occhio è la sua duttilità, atletica e tattica. Negli ultimi anni ha quasi sempre giocato tutte le gare, e presidia le due fasce senza particolari difficoltà. Un giocatore rapido, dinamico, e funzionale per squadre che sfruttano gli esterni di difesa per guidare le transizioni laterali. Un progetto come quello del Sassuolo potrebbe fare al caso suo. La società neroverde si è sempre distinta per un ambiente tranquillo e un gioco dinamico, tutti elementi che potrebbero favorire l'adattamento alla Serie A per il classe 2001. Se dovesse rimanere Grosso, vista la sua duttilità, può essere impiegato in entrambe le fasce, e con un parco esterni come quello del Sassuolo, le catene laterali potrebbero diventare il centro nevralgico del gioco.
PESCARA (17° posto, 34 punti)
D-N: La stagione degli abruzzesi andrebbe divisa in due parti, e visti i risultati recenti è opportuno concentrarsi sulla seconda parte di stagione. Tra gli interpreti più utilizzati da Gorgone, spicca Fabrizio Caligara. Non avrà la classe infinita di Lorenzo Insigne, né tantomeno il killer instinct di Di Nardo, ma anche Caligara è uno dei leader tecnici della squadra. Mezz'ala offensiva di piede mancino, giocatore con estro e fantasia, è dotato di un ottimo tiro da fuori e da un'intelligenza tattica che lo rende duttile nella parte centrale del campo. A seconda delle esigenze può essere avanzato sulla trequarti per aumentare la qualità nell'ultimo terzo di campo. Caligara è in prestito dal Sassuolo, e la realtà più congeniale alle sue caratteristiche può essere proprio Reggio Emilia. L'identità tattica dei neroverdi è improntata sul 4-3-3 e 4-2-3-1, pertanto la polivalenza del centrocampista classe 2000 può essere un jolly per Grosso (o chi altro siederà sulla panchina neroverde l'anno prossimo) per avere un ricambio di qualità, o un'eventuale arma a sorpresa.
EMPOLI (16° posto, 37 punti)
D: Trovare un nome altisonante tra i giocatori toscani quest'anno è facile come trovare parcheggio in pieno centro a Roma. Una squadra in balia degli eventi, che rischia di dover lottare per non retrocedere fino all'ultimo minuto, e le sorprese rischiano di essere tutt'altro che positive. Non sono molti i nomi che hanno reso sopra la sufficienza, probabilmente nessuno, ma un nome che può sfruttare un eventuale salto di categoria può essere Brando Moruzzi. I numeri dell'esterno classe 2004 non sono particolarmente esaltanti, ma le sue caratteristiche si potrebbero sposare bene con alcuni progetti in Serie A. In un calcio che continua a credere a oltranza nel 3-5-2, nel gioco uomo contro uomo, Moruzzi può essere un ottimo riferimento sulla fascia sinistra. Dotato di un ottimo piede, e di una buona gamba, Moruzzi rappresenta al meglio l'identikit del cosiddetto "quinto a tutta fascia". Più del 50% delle squadre di Serie A giocano con la difesa a tre, e tra tutte la squadra più adatta alle caratteristiche dell'esterno italiano è probabilmente il Genoa. La probabile partenza di Aaron Martin lascia scoperto un posto nell'out di sinistra e Moruzzi potrebbe essere il rimpiazzo giusto viste le ottime doti da palla inattiva e sui cross, soluzione che la squadra di De Rossi esplora continuamente.
N: Tra le pochissime note positive della stagione dei toscani spicca Stiven Shpendi. La punta, al suo secondo anno di B, sembra finalmente essere sbocciato. Dopo un investimento da parte dell’Empoli che non aveva dato i suoi frutti nella massima serie, il doppio anno in cadetteria ha sgrezzato l’albanese, che è tornato agli standard realizzativi toccati in Serie C. Sono infatti 13 le reti siglate dal 2003, che non ha perso continuità neanche nel suicidio calcistico targato Dionisi, che ha portato la squadra al ridosso della zona rossa che oggi occupa. Nonostante i gol siano tanti, il ruolo che probabilmente gli calza a pennello è quello di una seconda punta: abile in profondità, bravo palla al piede, intelligente nelle scelte. In questo senso, chi cercherà probabilmente un rimpiazzo con queste caratteristiche in A è il Cagliari, dubbioso sul riscatto di Kilcsoy e sulla permanenza di Sebastiano Esposito, già corteggiato da club di maggior lignaggio. Ed ecco che, come accennato prima, può avvenire un colpo Angelozziano, che ha sempre attenzionato la seconda divisione in maniera particolare e potrebbe cercare in Shpendi quello che aveva già intravisto l’Empoli, ma con tre anni alle spalle e una maggior consapevolezza dei propri mezzi.
ENTELLA (15° posto, 39 punti)
D-N: Tra i progetti più interessanti della categoria figura certamente l'Entella, che si sta dimostrando capacer di emergere con un gioco ormai consolidato grazie alla saggia guida del giovane Chiappella. Tra gli elementi più intriganti dell'undici titolare non si può fare a meno di notare Stefano Di Mario. L'esterno, autore di 3 assist, abbina una buonissima tecnica ad attenzione difensiva di spessore, oltre a una rapidità fuori dal comune, che lo ha portato ad ergersi tra i migliori under del campionato. Il 2004 è anche tra i giocatori che hanno disputato più minuti in tutto il campionato: un vero stakanovista, con una media di km percorsi a partita da far paura - anche grazie al ruolo dispendioso. Un progetto che è sempre attento alla valorizzazione di giovani calciatori è quello del Parma. I ducali, con il possibile addio di Valeri, potrebbero buttarsi alla ricerca di un pari ruolo per compensarne l'assenza, magari anche a prezzi contenuti, e il nome di Di Mario potrebbe risuonare come adatto in tal senso. Cuesta chiede oltretutto un certo sforzo fisico ai suoi calciatori, tuttalpiù se in ruoli cruciali, e il contachilometri dell'esterno urla sicurezza rispetto a quest'aspetto.
PADOVA (14° posto, 40 punti)
D-N: Palladino lo fece esordire in Conference League, adesso è uno dei volti principali del Padova. Jonas Harder è uno dei prodotti migliori del vivaio della Fiorentina, e l'esperienza in Serie B sta mostrando un regista di spessore, potenzialmente pronto per prendersi le chiavi di un centrocampo di Serie A. Nonostante le sole 21 primavere, Harder in mezzo al campo si sta facendo notare per la sua maturità e per la sua lettura del gioco e degli spazi. Non è un caso che senza di lui, fuori per infortunio, il Padova abbia perso terreno in classifica. Non sappiamo se è già pronto al salto in una grande squadra di A, ma un'esperienza di transizione in una squadra alla ricerca di geometrie, come può essere il Torino, può fornire risposte concrete sul percorso del giovane centrocampista italiano. Il centrocampo granata sembra ancora in cerca d'autore, e le ultime stagioni - piuttosto apatiche - hanno rigettato il club nel lotto di squadre che puntano alla salvezza. L'innesto di un regista come Harder permetterebbe al Torino di rimodulare il proprio centrocampo, sfruttando le caratteristiche in regia del giocatore del Padova, abbinate a giocatori fisici e dinamici come Casadei o Gineitis. Si potrebbe pensare anche a un cambio radicale dello schieramento, provando a sfruttare il doppio regista, vista la presenza in rosa di un altro regista come Prati.
SUDTIROL (13° posto, 40 punti)
D: La realtà altoatesina non è proprio la prima che viene in mente se si parla di progetti che valorizzano grandi giocatori. Tuttavia, un nome che sembra destinato a grandi palcoscenici è quello di Raphael Kofler. Il classe 2005 è uno dei capolavori tattici effettuati da Castori nell'ultimo periodo: lui nato come centrocampista difensivo, finito per diventare il centro nervalgico della difesa. Kofler è ormai il Ministro della difesa del Sudtirol, e non è un caso che la sua assenza è coincisa con un crollo verticale degli altoatesini. Il problema al ginocchio dovrebbe aver concluso in anticipo la sua stagione, ma Kofler può essere un nome nascosto per le squadre di Serie A alla ricerca di nuovi volti per il reparto difensivo. Nel dettaglio Kofler non sarebbe perfetto per una squadra in particolare, bensì per un allenatore: Maurizio Sarri. La memoria collettiva associa Sarri a un calcio verticale, altamente spettacolare e prettamente offensivo, ma è nel reparto difensivo che il lavoro dell'allenatore toscano riesce a proporre soluzioni uniche, in controtendenza con le classiche marcature a uomo. Il riferimento sul pallone rispetto all'uomo può essere un aspetto che metterebbe in mostra le ottime doti di lettura di Kofler, e la presenza di un difensore di esperienza a guidare il reparto accanto a lui, gli concederebbe qualche licenza in più. E da un giocatore cresciuto come mediano, la lettura preventiva del gioco può essere una soluzione per rendere la squadra più elastica e compatta tra le linee.
N: Ormai è risaputo, quando Castori tocca una panchina, la difesa di quella squadra viene valorizzata in maniera impressionante. E anche quest’anno, con il Sudtirol, la storia si è ripetuta, con un blocco difensivo che ha dato risposte significative sin dalle primissime battute del campionato. Oltre Kofler, citato qui sopra, chi ha avuto un posto fisso nei tre dietro degli altoatesini è El Kaouakibi, una gran sorpresa di questa annata. Partito come quinto di centrocampo, il suo ruolo naturale, l’italo-marocchino ha arretrato fin da subito il suo raggio d’azione agendo per la prima volta in carriera da braccetto destro, garantendosi una titolarità mai avuta nel corso delle tre stagione in Trentino Alto Adige. La forza fisica è la sua caratteristica principale, con cui doma i migliori velocisti del campionato, grazie anche alla sua stazza imponente. Non disdegna delle sortite offensive, che ricalcano il suo vecchio ruolo, ma il suo meglio lo regala in fase difensiva. A chi potrebbe far più che comodo un difensore fisico, affidabile e roccioso è il Lecce. I pugliesi soffrono la mancanza di un giocatore di rottura e il 27enne, che potrebbe giocare come sia come terzino che come centrale nella difesa a 4, potrebbe fare al caso di Di Francesco. Il difensore, va detto, non può e non deve essere visto come un calciatore game changer, ma più come un gregario che darebbe fino all’ultimo goccio di sangue per la propria squadra.
SAMPDORIA (12° posto, 41 punti)
D: Inutile rimuginare sugli infiniti problemi societari. Dando voce al campo, la Samp continua a viaggiare a corrente alternata. Tanti i giocatori che vivono di fiammate e non riescono ad accendersi con continuità, ma l'organico blucerchiato è decisamente ben fornito. In avanti, la coperta è abbastanza lunga, ma nell'ultimo periodo si sta notando sempre di più Luigi Cherubini. Scuola Roma, il classe 2004 sta trovando un po' di continuità in un ambiente ambizioso ma in evidente difficoltà. Di Cherubini ti accorgi subito non solo per la 10 sulle spalle, ma anche per gli infiniti scatti a perdifiato per spaziare da una parte all'altra del campo. È un giocatore che ha fame, ha voglia di far vedere la propria energia, e qualitativamente cerca sempre di essere il punto di rottura degli schemi. Pecca ancora nella finalizzazione, ma un giocatore così energico e coraggioso può far comodo a tante squadre in Serie A. Tra i progetti il Parma sembra quello più funzionale alle sue caratteristiche. Il gioco di Cuesta valorizza il giocatore a supporto della punta, non tanto nella finalizzazione, ma nei movimenti con e senza palla, e partire da lontano può essere un vantaggio per un giocatore estroso come lui.
N: Come ogni anno, la stagione della Samp sembra un loop infinito: premesse delle migliori, grandi acquisti, inizio pessimo, gennaio pieno di speranze e fine campionato mediocre. E anche quest’anno, dopo un agosto pieno di colpi ad effetto, la zona rossa è stata toccata con mano per mesi e mesi. I blucerchiati si sono, però, ripresi, abbandonando il pericolo retrocessione quasi definitivamente grazie a un gennaio con meno figurine e più colpi funzionali. Tra questi, spicca Tommaso Martinelli. Il portiere ha finalmente donato stabilità alla porta ligure che ha visto più interpreti che reti inviolate negli ultimi anni, rimanendo un punto dolente fino a questo inverno. Il 2006 abbina reattività e sicurezza nelle uscite a una impensabile maturità che, vista la sua età, lo rende un pezzo unico della sua categoria. Martinelli è in prestito dalla Fiorentina, che nel suo reparto portieri vede De Gea. Lo spagnolo potrebbe presto abbandonare la barca per via dell’età, sempre più vicina agli anta. Ed ecco che i viola avrebbero il sostituto in casa, potendosi affidare a un profilo molto giovane ma con già esperienza in una piazza ambiziosa, nonostante le difficoltà.
MANTOVA (11° posto, 43 punti)
D: Un nome poco conosciuto, ma un giocatore potenzialmente funzionale per tantissime squadre. Tommaso Marras sta disputando con ampio margine la sua miglior stagione in carriera, e i numeri dell'esterno del Mantova sono incredibili: 7 gol e 1 assist. Classe 2004, dotato di un piede mancino imbottito di tritolo, Marras quest'anno si sta mettendo in mostra come quinto a tutta fascia. Poco importa se la continuità non è stata il suo forte durante il campionato, perché nella salvezza quasi aritmetica ci sono i suoi sigilli, e che sigilli! Una rete più bella dell'altra, missili da trenta metri o punizioni all'incrocio dei pali. Marras non è mai banale, e oltre a essere tatticamente molto intelligente ha quella giusta dose di spregiudicatezza, forse follia, che gli permette di rischiare il tiro in porta da posizioni proibitive. Tante squadre di A gioverebbero di un calciante come lui, ma la squadra che sembra calzargli a pennello è il Genoa, per una serie di motivi: 1) come già detto per Moruzzi, l'eventuale partenza di Martin, lascerebbe un posto vuoto per un esterno con quelle caratteristiche; 2) una piazza come Genova è abituata a giocatori con queste doti balistiche da fuori area (Branco, Malinovskyi...); 3) un allenatore energico ed empatico come De Rossi può essere prezioso per continuare a spingere su questa abilità dei tiri da fuori, e sulla "follia" di provare e riprovare anche in situazioni poco ortodosse.
N: Nella stagione del Mantova non può sfuggire l’ottima conferma di Simone Trimboli. Il centrocampista aveva già disputato un’ottima stagione con il Mantova, e si è costruito l’identikit del centrocampista abile che prima Possanzini e poi Modesto ricercano per il loro modo di giocare. Il 2002 infatti può ricoprire tutto il campo, partendo dalla zona di regista per poi spaziare sia da mezz’ala tecnica che da trequartista. Il ruolo in cui si trova più a suo agio rimane la mezz’ala, come ha anche dimostrato quest’anno. Tecnicamente molto valido, tatticamente indispensabile, Trimboli è tra le più importanti chiavi della ormai quasi certa salvezza del Mantova. Ha limato quei dettagli che gli hanno impedito di avere dei numeri importanti, portandosi quest’anno a 1 solo gol ma ben 6 assist. Un giocatore così potrebbe far più che comodo a molte squadre di bassa fascia di A, ma quella che potrebbe perdere un suo alter-ego, già plasmato e pronto al salto nell’elitè del calcio, è il Genoa. Con la posizione di Frendrup a rischio, Trimboli sarebbe il sostituto più naturale che si trovi in Italia, vista anche la statura quasi identica. De Rossi è innamorato di giocatori di questo tipo, e il suo apporto potrebbe donare ai liguri ciò che potrebbe mancare con l’assenza del danese. Attenzione anche alla zona gol: il tecnico romano ci ha mostrato come i centrocampisti con la sua gestione vengano valorizzati anche negli ultimi metri e, posto che il 2002 non segni ormai più di tanto, nella sua fase di giovinezza nei vari campionati under il suo apporto in zona gol è stato preziosissimo, con un picco di otto reti.
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