Atalanta-Napoli, Gattuso: “Commessi errori, ma giusto guardiare avanti. Juventus ultima spiagga? Rispondo così, il mio dovere…”

Le parole del tecnico del Napoli a margine dell’eliminazione dalla Coppa Italia

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Il Napoli è ufficialmente fuori dalla Coppa Italia.

Prosegue il difficile momento vissuto dal Napoli, eliminato dalla Coppa Italia dopo il ko rimediato questa sera sul campo dell’Atalanta. A decidere il gol di Zapata e la doppietta di Pessina, inutile la rete di Lozano al 53°. Un ko amaro, analizzato al triplice fischio dal tecnico azzurro, Gennaro Gattuso, intervenuto nella consueta conferenza post-gara.

“Non ci stiamo facendo mancare nulla. Al di là delle cose storte penso che nei primi due gol potevamo fare molto meglio, abbiamo fatto due errori e abbiamo subito due gol uguali. Nel secondo tempo abbiamo cambiato qualcosa a livello tattico, poteva andare in maniera diversa. Ma parliamo sempre di qualcosa che viene mancare, paghiamo a caro prezzo gli errori. Si gioca ogni tre giorni, ora dobbiamo guardare avanti e pensare a recuperare le forze. Momento più difficile? Ne ho passati molto più difficili in categorie diverse. È un calcio diverso, stiamo giocando in maniera differente, senza tifosi e ogni tre giorni. Lo fanno tutti, ma non me lo sarei mai aspettato di dover affrontare un calcio così nella mia vita. Si può far fatica, si può recuperare poco. A volte i giocatori fanno fatica a esprimersi, ma succede a tutti. Penso che in questo momento il primo responsabile sono io, ma devo avere la bravura di tenere alto entusiasmo e voglia. Altrimenti diventerà difficile”.

Gattuso si è poi espresso sugli indisponibili:Manolas mancherà per un mese, Koulibaly lo sapete meglio di me. Tutti i casi covid li abbiamo sempre portati fino alla fine, sono durati 20 giorni. Siamo contenti di aver dato 79 minuti di gioco a Osimhen, ma non è ancora il giocatore che abbiamo. Dobbiamo fare i complimenti a tutti, se sei un’altra squadra contro un’Atalanta così poteva andare in maniera diversa. Lati positivi? Parlo della qualità di gioco, se non sei forte non riesci a tenere lì l’Atalanta. Il segnale confortante è questo”.

Chiosa finale sul prossimo impegno contro la Juventus: Ultima spiaggia? Non lo so, dovete chiederlo alla società. Il capitano della barca sono io, quando le cose vanno male vanno a discapito del capitano. Io non posso pensare a questo a penultima o ultima spiaggia, devo lavorare e devo riuscire a dare fiducia. Io faccio l’allenatore, ci può stare. Non sarò né il primo né l’ultimo, ma ho il dovere di provarci fino alla fine”.

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