Argento: “Con Mirri e Sagramola volevamo rilevare il Cus Palermo. Provini? Abbiamo visto più di mille ragazzi, Sirigu e Liverani…”

“Quando abbiamo fatto sfilare i piccolini che hanno vinto il ‘Costa Gaia’ i tifosi li hanno applauditi come se avessimo vinto un trofeo importantissimo”

Tutti quelli che si avvicinavano al Palermo facevano il mio nome“.

Rosario Argento è alla terza esperienza da dirigente rosanero: anni 90, 2000 e adesso. Il responsabile del settore giovanile del Palermo di Mirri e Di Piazza più volte era già stato accostato al club di viale del Fante già prima del fallimento della vecchia società: “Lucchesi voleva che rientrassi, Perinetti pensava a me, ma avevo già fatto un percorso con Mirri e Sagramola per creare una seconda squadra: volevamo rilevare il Cus, creare una base forte con il settore giovanile e partire dall’Eccellenza – ha raccontato Argento ai microfoni de La Repubblica -. Poi di colpo ci siamo ritrovati di nuovo in rosanero. Il 7 agosto non avevamo giocatori: ma con l’entusiasmo contagioso di Mirri ci siamo sbracciati e siamo ripartiti“.

La società rosanero ha costruito il settore giovanile da zero. Questa estate Argento e Rinaudo hanno lavorato per cercare di analizzare il maggior numero di ragazzi possibile: “Circa 1.200 ragazzi in un mese – ha spiegato il dirigente rosanero -. Ai primi di settembre avevamo già cinque gruppi. Avremmo potuto fare solo la Juniores, ma abbiamo allestito cinque squadre con due di esordienti per creare la base per gli anni futuri. Per risalire serve un settore giovanile forte. Se il nostro lo è? Abbiamo squadre ai vertici in tutti i campionati regionali che stiamo facendo, ma l’obiettivo è dare più giocatori possibile alla prima squadra. Intravediamo buone possibilità e siamo moderatamente soddisfatti. Il lavoro è stato tanto, ma ancora dobbiamo crescere. Se avessimo il centro sportivo potremmo lavorare meglio“.

Argento si è poi soffermato sui numerosi calciatori che dopo aver fatto la trafila nel settore giovanile rosanero hanno spiccato il volo riuscendo ad imporsi a livello nazionale e internazionale: “Sono in contatto quasi con tutti. C’è un legame particolare. È quasi un orgoglio da papà. Sirigu per esempio arrivò piccolissimo da Venezia, spesso veniva a casa mia, lo coccolavo come un figlio. Lo vedo in Nazionale e penso che un piccolo contributo l’ho dato anch’io. Oppure Liverani che era nella nostra Primavera e oggi allena in A. Ho pensato a loro quando abbiamo fatto sfilare i piccolini che hanno vinto il “Costa Gaia” e i tifosi li hanno applauditi come se avessimo vinto un trofeo importantissimo. Per certi versi lo è perché è il primo del nuovo Palermo. Pensare che nella rinascita ci sono pure io mi riempie d’orgoglio“.

Infine, il responsabile del settore giovanile rosanero ha parlato di Franco Marchione, storico dirigente rosanero scomparso qualche giorno fa: “In tutte queste storie che ho raccontato, Franco è stato sempre presente – ha concluso Argento -. Lui con il suo vocione. Te lo ritrovavi sempre per qualunque cosa ed era un punto di riferimento per i giocatori. Era tifosissimo. Gli diedi l’incarico di responsabile dei raccattapalle perché voleva stare dietro la porta degli avversari per abbracciare per primo i giocatori che facevano gol. Con Sagramola gli abbiamo regalato la divisa che non è mai riuscito a provarsi per le sue condizioni di salute. Purtroppo è riuscito a indossarla solamente adesso che non c’è più“.

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