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Allegri: “Tattica e schemi sono p*****ate. Giocatori? Sono come i cavalli, quando sono in forma…”

Le parole del tecnico bianconero, Massimiliano Allegri, relative alla sua idea di calcio

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Allegri spiega la sua filosofia.

In un'intervista a 360°, Massimiliano Allegri, attualmente in cerca di una nuova destinazione dopo il divorzio dalla Juventus avvenuta solo a maggio scorso, svela tutti i segreti legati alla sua idea di calcio. “Federico Tesio, uno dei più grandi allenatori di cavalli, diceva sempre che per capire se un cavallo stava bene bisognava guardare come muoveva le gambe la mattina. Con i calciatori è la stessa cosa, è così che si vede se sono in forma o no".

Dichiarazioni particolari quelle rilasciate dall'ex allenatore bianconero durante un'intervista concessa ai microfoni dell'"ESPN". Intervista, durante la quale, lo stesso Allegri ha ammesso di non dare troppo peso alla tecnologia per la valutazione dei suoi giocatori prima di una partita.

"Poi guardi statistiche e dati e capisci se confermano o meno quello che hai visto. Per esempio se ho visto un calciatore che ha corso poco, ma ha un’intensità cardiaca molto alta vuol dire che non è in forma. Se non guardo quando corre, ma solo il dato medico posso pensare che il giocatore abbia fatto una grande partita. Lo dico sempre ai miei assistenti di vedere come i calciatori muovono le gambe, non il computer”.

L'allenatore si è inoltre espresso sulla questione relativa alla presenza degli allenatori in tribuna: "È una cazzata, una delle più grandi cazzate che io abbia mai sentito. L’allenatore deve stare in panchina, deve respirare la partita, deve capire quando è il momento in cui bisogna cambiare un giocatore e il momento in cui c’è anche bisogno di togliere il migliore perché la squadra ha bisogno di un altro giocatore. Come fai a vederlo dalla tribuna? A me è capitato di stare in tribuna da allenatore e la vivi in modo distaccato. Ti senti come disconnesso. Non senti il suono del campo, non guardi i giocatori in faccia. Non guardi in faccia i giocatori ed è una cosa che hai bisogno di fare per capire se è il momento di sostituirlo, di incoraggiarlo o spronarlo. Se te non sei lì come fai? Sei solo capace di telefonare col telefonino e dire: ‘cambio’, come il tifoso. In campo la percezione è diversa. Ora il calcio è diventata una scienza, allora l’allenatore può andare al cinema".

Allegri si è infine espresso sulla figura del virtual coach: "Se si meccanizza tutto non si hanno più calciatori pensanti. Se questi invece sono abituati a pensare, troveranno altre strade se le porte solite sono chiuse. I migliori giocatori decidono loro cosa fare con la palla tra i piedi, trovare la scelta più giusta. Il calcio è arte e gli artisti sono i grandi campioni a cui non devi insegnare niente. Tattica, schemi, in Italia sono tutte puttanate".