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Napoli, Tommasi su multe e ritiri: “All’estero altra mentalità. La tensione condiziona la squadra in campo, De Laurentiis…”

Le dichiarazioni del presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, Damiano Tommasi, sulla spinosa querelle tra squadra e proprietà in casa Napoli

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Il bel pari conquistato ad Anfield Road contro il Liverpool ha certamente costituito un boccata d'ossigeno in casa partenopea.

La qualificazione agli ottavi di finale di Champions League è ormai ad un passo per il Napoli di Carlo Ancelotti. Tuttavia, il raggiungimento del pur prestigioso traguardo non è detto possa bastare a ricomporre la profonda frattura tra squadra e proprietà. Frizioni aspre e palesate, con tanto di ritiri disposti e non digeriti dai calciatori che hanno deciso di disattendere quelle che erano state le indicazioni della società. L'abbandono del ritiro dopo il match di Champions League contro il Salisburgo ha mandato su tutte le furie Aurelio De Laurentiis che ha deciso di far ricorso al Collegio Arbitrale e multare i propri calciatori.  La vicenda è disciplinata dall'articolo 11 comma 3 dell’accordo collettivo. Il tetto massimo delle multe è il 25% dello stipendio lordo mensile, ma in caso di diverse violazioni, oggettivamente più significative, si possono sommare multe fino al 50% del lordo mensile.  Un vero e proprio braccio di ferro sindacale, con il patron partenopeo che non ha intenzione di soprassedere o concedere sconti e la squadra, guidata dai senatori Allan, Insigne e Koulibaly, pronta a tutto per argomentare e sostenere le proprie ragioni nelle sedi competenti. Un clima conflittuale e di palpabile tensione che finisce per condizionare psiche e prestazioni dei calciatori sul rettangolo verde. Intervistato nel corso del format radiofonico "Punto Nuovo Sport Show", in onda su Radio Punto Nuovo, Damiano Tommasi, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, ha illustrato la sua posizione in merito all'annosa querelle in casa partenopea.

"Questione multe? Siamo in attesa dei giocatori, se avranno bisogno di supporto, siamo a disposizione. Comunicazione sbagliata? La questione dei ritiri è disciplinata dall'accordo collettivo, l'anomalia di tutto questo se ne parla poco. Stiamo parlando di due partite giocate a Napoli, piuttosto che dormire a casa avrebbero dormito insieme, un po' atipico per un lavoratore. All'estero sono lontani da queste modalità di concentrazione. Comportamento società? Quando aumentano le tensioni all'interno di un gruppo, possono avere ripercussioni in campo. Spero si tranquillizzi la questione il prima possibile - ha dichiarato il numero uno dell'AIC - per non avere ancora ulteriori ripercussioni nelle gare. Trovare la conciliazione è una delle vie d'uscita, ma se De Laurentiis pensa di aver ragione, non so come andrà a finire. Se tutte e due le parti ritengono di essersi comportati in maniera corretta, andranno in fondo fino alla fine. I risultati del campo non son solo un discorso di preparazione atletica o assetto tecnico-tattico, le relazioni tra i vari componenti contano molto. Contatti tra AIC e giocatori del Napoli? Ci sono state delle richieste sulle basi di ipotesi di contestazione. Ad oggi non abbiamo diretta conoscenza, ma volevano chiarimenti sulle regole. Gli arbitri che sono indicati è grazie a noi, l'associazione fa da supporto. E' molto interna alla società Napoli la questione. Il mio augurio? Spero finisca il prima possibile, le ripercussioni sul campo sono evidenti e bisogna chiarire quali sono state le mancanze e per quale motivo. Dormire insieme ai propri compagni di squadra non deve essere un obbligo per un calciatore, deve fare bene in mezzo al campo" .