Napoli, Milik rivela: “Infortunio? De Nicola mi disse che ero pronto, ma io non mi sentivo bene…”

L’attaccante del Napoli Arek Milik si è espresso a proposito dei tempi di recupero necessari per tornare in campo a seguito della rottura del legamento crociato.

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Arek Milik, attaccante classe ’94 del Napoli, è tornato in campo durante la ventisettesima giornata del campionato di Serie A subentrando a Jorginho nel secondo tempo del match giocato dagli azzurri al ‘San Paolo’ contro la Roma, terminato con la sconfitta della squadra di Maurizio Sarri.
Il polacco è, infatti, rimasto fuori dal terreno di gioco per sei mesi dopo aver riportato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro il 23 settembre 2017, in occasione della gara in trasferta contro la Spal. Un infortunio piuttosto grave anche a causa dell’interessamento, oltre al crociato, di altre strutture articolari come il menisco, che ha costretto Arek Milik ad andare nuovamente sotto i ferri, poiché, difatti, la medesima sventura aveva già colpito il numero 99 dei partenopei durante la stagione 2016-2017, seppur al ginocchio sinistro ed in maniera meno complicata.

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Il centravanti del Napoli si è espresso ai microfoni dell’emittente polacca TVP Sport a proposito dei tempi che gli sono stati necessari per il recupero dall’infortunio, rivelando alcuni retroscena che riguardano il responsabile medico degli azzurri, Alfonso De Nicola, che lo ha seguito in questi mesi:
Il medico sociale decide se il giocatore è pronto o meno. A me De Nicola disse che ero pronto, ma io la pensavo diversamente. Volevo aspettare un po’ più a lungo perché non mi sentivo bene, in campo non ero il solito, non ci stavo come dovevo. Quello che sento io penso che sia molto più importante di quello che dice il dottore. Ho detto quindi che avevo ancora bisogno di tempo per rafforzarmi e tornare più forte. Se qualcuno non capisce questo, non è più un mio problema. Se c’è possibilità che io non torni più al 100%? Non la penso così. Certo, subito dopo la riabilitazione è normale che sia così, ma quando entro in campo non ci penso, c’è adrenalina e do il massimo.”

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